Tradizioni

By margherita, June 29, 2008 1:53 pm

Troppo spesso, per giustificare usanze barbariche, si invoca la tradizione. Le botticelle trascinate da macilenti cavalli condannati a sofferenze e morte per le vie di Roma, sono tradizionali. I palii di provincia in cui altri equini si spezzano i garretti sull’asfalto sono tradizionali. La palombella che viene sparata dentro un cilindro contro il Duomo di Orvieto, la corrida nei paesi ispanici, la medicina orientale fatta di genitali di cane o tigre, l’usanza cinese di scuoiare vivi cani e gatti prima di mangiarli, il secolare abete tagliato, offerto al Papa e lasciato morire ogni Natale in Piazza san Pietro, sono tradizionali. Anche la schiavitù era tradizionale, e lo era castrare bambini (fino all’inizio del secolo scorso) affinché pure da adulti potessero elevare a Dio cori immacolati. Gli uomini hanno saputo ribellarsi. Gli animali non possono: forse, almeno quelli chiusi negli allevamenti intensivi, non riusciranno a salvarsi ma ci faranno ammalare.

Il fatto che un’abitudine sia tradizionale, non significa che sia buona, o perseguibile attraverso il tempo. Cambiano le condizioni, cambia la mentalità, cambia il mondo. E anche noi e la nostra coscienza dovremmo cambiare. Comprendendo che dietro la parola “tradizione” abitano spesso interessi economici molto discutibili, pigrizia, sciatteria, crudele superficialità. Non basta dire “è vero”, “che orrore”, “non posso pensarci”. Pensiamoci assolutamente, comportiamoci di conseguenza, esprimiamo il nostro dissenso, per piacere.

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