Storia di Birillo: ATTENZIONE alle adozioni all’estero
Lodovica Mairè Rogati (figlia di Elio: consigliere parlamentare, ex-diplomatico, docente universitario) è una bella e giovane attrice. Fra gli interpreti di “Matrimonio alle Bahamas” con Massimo Boldi, ha condotto programmi televisivi sia alla Rai che per MTV inglese; conta su una lunga esperienza di reporter in Africa ed è pazza per gli animali.
Volontaria al canile di Porta Portese già a 12 anni, rallegra i genitori rincasando con ogni specie di esemplare ferito o abbandonato. Adulta, si perfeziona. Ne sa qualcosa il giovanotto che un giorno torna con lei in auto da Napoli: a bordo autostrada Lodovica scorge due cani a terra nel sangue. “Sono morti,” dice lui. Ma lei gli chiede di accostare comunque. Uno, in effetti, è rigido. L’altro, un setter, respira ancora. Nuovo itinerario, la Clinica Etiopia: Razzo ha salva la vita. Specialità di Lodovica diventano le adozioni private; anche grazie alla comunità animalista di Internet riesce a organizzarne una decina l’anno. Più che mai scrupolosa, ogni volta verifica l’attendibilità del destinatario, con cui rimane in contatto per l’intera vita del cane; non di rado nascono belle amicizie.
La scorsa primavera Lodovica trova Birillo, meticcio di un anno, molto affettuoso. Lo porta a casa, lo cura, quindi mette un annuncio con foto. D’estate, anziché una e-mail, riceve una telefonata da Tenero, vicino Locarno. E’ una ragazza di nome Romina, ha due bambini e sarebbe felicissima di accogliere il cane. Seguono lunghe conversazioni al telefono, Lodovica le fa firmare un modulo standard con l’impegno di restituirle Birillo in caso di problemi, quindi chiede ad amici che si trovano in Svizzera di andare a incontrarla, visionando casa e contesto: trovano tutto a posto. Birillo parte tranquillo, Lodovica va in vacanza in barca.
Dalla Corsica riceve frequenti chiamate di Romina, dapprima entusiasta. Poi, però, il tono si fa strano e la donna inizia a dire che il cane ha combinato qualche guaio. Ma alla comunicazione successiva è di nuovo allegra e invia col cellulare foto dei bimbi abbracciati a Birillo. In mezzo al mare, Lodovica inizia a provare inquietudine. Di lì a poco, infatti, Romina si fa viva gridando che Birillo ha morso il figlio, salvo poi ritrattare. Lodovica allora le dice che manderà subito un volontario a prelevarlo. Più calma, Romina rifiuta e la prega di lasciarla tentare ancora. Angosciata, Lodovica rientra a Roma e l’avverte che si sta mettendo in viaggio di persona, per riprendere il cane. All’altezza di Firenze le telefona, ma Romina riattacca e invece manda un sms invitandola a chiamare Luca Bacciarini, veterinario cantonale. Lodovica compone di corsa il numero e spiega al dottore di essere in cerca di Birillo, il suo cane.
“L’ho soppresso ieri,” risponde placido quello.
Sotto choc, Lodovica chiede chi mai l’abbia autorizzato a fare una cosa del genere.
“Capisco che voi italiani siete abituati alla spazzatura di Napoli e ai veterinari che agiscono fuori dalla legalità,” ribatte Bacciarini “qui invece agiamo secondo le regole.”
Fra lacrime e insulti, viene fuori che Romina (la quale poi, in una lettera, ammetterà di aver mentito in preda a una crisi isterica) ha consegnato Birillo dichiarandolo aggressivo. Peccato che manchino referti medici e denunce indispensabili a dimostrarne la pericolosità, ovvero quanto, apprende Lodovica dall’associazione animalista svizzera Atra, occorre al Cantone per uccidere un animale. Privatamente invece (ma non è il caso di Birillo) chiunque, in terra elvetica, pagando può ottenere che un cane sia abbattuto, anche solo perché venuto a noia.
La storia gira in rete, la comunità zoofila scrive a Romina e ai veterinari centinaia di mail indignate. Lodovica riceve al telefono minacce di morte. E apprende che i lindi canili svizzeri accolgono non più di 8 ospiti alla volta: a breve vengono eliminati. Adottarli è costoso, perciò giungono tante richieste al nostro Paese.
Decisa a sporgere querela e a rivolgersi al Nirda del Corpo Forestale dello Stato, Lodovica sta diramando a tutti i canili, le associazioni e gli amanti degli animali la sua spaventosa esperienza. Già nelle ultime ore è emerso un dramma sventato dall’Associazione Volontari Canile di Porta Portese, riusciti a recuperare una cagnolina, mandata in Svizzera da un signore, che stava per condividere la sorte di Birillo.
ciao birillo, spero che il tuo sacrifico almeno possa dare inizio ad un cambiamento di leggi assurde ed alla punizione di chi ti ha fatto questo, se incontri la mia suerte nel paradiso dei cani, portale un abbraccio dalla mamma.
Cara Lodovica, la cattiveria umana non ha limiti…e di questo non ci dobbiamo rassegnare, pur cercando di trovare il modo di sopportarne le conseguenze. Purtroppo le difficoltà aumentano quando alla cattiveria si uniscono ignoranza, mancanza di valori e povertà di sentimenti. Contare sulla responsabilità delle persone è un rischio troppo alto per chi deve affidare loro la propria vita, il proprio destino. Non sono in grado di farlo da se i nostri amati animali. Dobbiamo essere noi ad alzare la sorveglianza ed a filtrare per ridurre al massimo ogni rischio…perchè non si arrivi all’irreparabile. La storia di Birillo è atroce e straziante. Lo spirito che ti deve animare in questa battaglia non è quello della vendetta (anche se la rabbia per una tale nefandezza è grande), ma di giustizia e soprattutto di prevenzione…non dovrai pensare a Birillo, che nessuna giustizia potrà ridarti, ma a tutti i Birillo che potrebbero esserci in futuro, ai quali si potrà evitare una simile fine. Per quanto possa servire, hai tutta la mia stima e il mio affetto per quanto stai facendo. Non ti fermare. Massimo
Massimo ha perfettamente ragione. Che la storia di Birillo diventi un simbolo, una bandiera che sollevi attenzione su un problema ampio e trascurato. Se la sua triste perdita servirà a salvare la vita a tanti altri, potremo perlomeno darle un senso. Chiara
Ciao Lodovica, grazie per quello che fai per tanti animali sfortunati.
Ho visto il servizio su una rete Mediaset e dato il mio amore smisurato per gli animali sono rimasta sconvolta. Spero che Birillo con il suo sacrificio possa aiutare tanti piccoli amici sfortunati, la cui sola colpa è quella di aver incontrato la razza umana, ma la peggiore…
Coraggio, non mollare siamo in tanti a sostenerti!
Un abbraccio, Patty
Grazie a tutti. Grazie Simona, Massimo, Chiara, Patrizia.
Mi si stringe il cuore leggendo le vostre parole. Il vostro sostegno mi dà una grande forza per continuare questa dura battaglia che non mollerò mai! Nessuno potrà mai dare giustizia al mio Birillo ma io devo assolutamente lottare affinchè questa vergogna finisca. Non esiste che in Svizzera chiunque possa far uccidere il proprio animale. Non esiste che l’eutanasia sia legale! Tutt’oggi non c’è alcun referto medico che accerti che Birillo abbia morso qualcuno. Non esiste alcuna denuncia che attesti la pericolosità del cane né tanto meno test di prova che testimonino l’aggressività dell’animale. Quella donna ha mentito dicendo che Birillo era aggressivo e la Svizzera me lo ha ucciso! Non perdonerò mai! Martedì mattina sarò a Uno Mattina a raccontare di nuovo di questo assassinio e cercherò di fare un appello per questo povero dogo argentino che vogliono ammazzare! Ancche Il Messaggero di sabato prox parlerà di Birillo.
Io vi ringrazio ancora e vi chiedo di raccontare a tutti la storia di Birillo. Riusciremo a cambiare le cose solamente lottando tutti insieme. Affinchè le leggi svizzere possano essere modificate nel rispetto degli animali bisogna diffondere queste realtà. Solo il peso dell’opinione pubblica potrà fare la differenza.
Vi prego inoltre di mandare mail e lettere di protesta all’Ambasciata Svizzera, ai giornali, agli Uffici Veterinari del Canton Ticino, alle associazioni animaliste chiedendo il loro aiuto, su internet….
Grazie di cuore. Grazie davvero.
Un abbraccio, Lodovica
NO NO E POI NO….NON CI DEVONO ESSERE PIù SACRIFICI COME BIRILLO…….ALLA SIG.ra SVIZZERA SE COSì SI CONSIDERA,AUGURO LO STESSO MALE FATTO A BIRILLO.MA CHE BEL’ESEMPIO CHE è LA SVIZZERA CHE DELUSIONE CHE FREDDEZZA IN QUEL PAESE è PROPIO VERO QUELLO KE 20ANNI FA MI AVEVANO DETTOì?ì? NON è QUELLO CHE SEMBRA………….E POI DICONO DEGL’ITALIANO….MA SIAMO SEMPRE UN POPOLO SENSIBILE……BIRILLO GUADACI DALL’ALTO,NON PROTEGGERE GLI INSENSIBILI….ALL’AMBASCIATA SVIZZERA E AI VETERINARI CHIEDO PIù SENSIBILITà