Ascoltate bene: se si sopprime il dogo in Canton Ticino è molto grave. E qualcosa di me.
C’è un dogo, in Canton Ticino, che è stato seviziato a lungo dal suo proprietario. Questo cane è sordo. Forse non avrà giovato il fatto che l’uomo, indubbiamente disturbato psichico, gli abbia spento sigarette nell’orecchio. A un certo punto, dopo ripetuti maltrattamenti, il cane ha morso il padrone.
Benché la Protezione Animali di Bellinzona ne abbia ottenuto la custodia temporanea e il veterinario cantonale abbia ammesso i maltrattamenti, la Svizzera dall’iniezione facile l’ha in sostanza condannato a morte. Una comportamentista già autrice di diversi lasciapassare per altrettante eutanasie è stata incaricata una settimana fa di redigere una perizia, dai contenuti ancora segreti.
I presagi non sono buoni, ma grazie a Offensiva Animalista e al contributo di Movimento Antispecista c’è stato un movimento di opinione, centinaia di lettere al Cantone, lo stesso che senza pensarci due volte e nella più assoluta illegalità ha ucciso Birillo: ci stanno riflettendo su.
E ora, qualcosa di me.
Non è facile, ve lo garantisco, far passare queste notizie sui giornali.
Ho la grande fortuna di collaborare da vent’anni con un quotidiano italiano assai illustre, eppure, sui diritti dei più deboli e dimenticati sorgono remore e prudenze che mai immaginereste. Non mi riferisco in particolare al mio giornale, ma in generale a quella stessa stampa che non esita a creare mostri e, se occorre, a smentirsi a seguire. Ma se si tratta di lottare per un diritto nemmeno impopolare, direi piuttosto ininfluente agli occhi di certa società prona all’industria, l’appoggio, la libertà di lettura, sono rari. Non dipende dai giornalisti della redazione, né forse da chi li coordina, ma dal sistema che schiaccia e logora tutti.
Si sperava che domani potesse uscire qualcosa che contribuisse ad aiutare gli svizzeri a non sbagliare, visto anche che ci sono associazioni straniere pronte ad accogliere il dogo. E poi, perché tanta severa giustizia non menziona di attribuire le dovute responsabilità al padrone? Se egli ha commesso violenza protratta poiché infermo mentale, l’altro ha risposto una sola volta in quanto cane.
Ma si rimanda, saltano le pagine e il tempo passa. Anche se qualcuno può pensare che si tratti solo di un animale, nelle prossime ore un giornale potrebbe seriamente contribuire a salvare una vita e stabilire un principio. Non poco.
grazie come sempre,ma cosa intendi quandoparli di sistema?
ma come può accadere tutto questo? ma non possiamo adottarlo noi, in italia troverebbe sicuramente una degna sistemazione francesca
Ci muoviamo tutti, anche in buona fede, in un meccanismo perverso. E l’informazione non fa eccezione. Bisogna vendere, si va di fretta. E’ paradossale, ma anche certo orrore è considerato più spendibile di altro. E quello che definisco sistema, parte da una visione antropocentrica – l’uomo al centro dell’universo – molto cieca. Si può infatti comprendere che la nostra specie crei una scala di priorità in base a se stessa, ma ignorare quanto l’equilibrio con le altre e il benessere di queste ultime influiscano direttamente su di noi, oltre a rappresentare un nostro dovere morale, è segno di stupidità desolante. Margherita
Essere una persona sensibile purtroppo significa questo: non essere mai in grado di cedere a quella forma di apatia nei confronti di certe storie, davanti alle quali la stragrande maggioranza delle persone allarga le braccia e sospira, in un gesto di impotenza che rimanda indietro ogni possibile richiesta di sostegno.
Comunque di solito siamo tutti d’accordo a fare le coccole ad un cucciolo da dietro il vetrina del negozio che lo espone, ma quando si tratta di darsi da fare attivamente ed in prima persona, ecco che le intenzioni si spengono come candeline al vento.
Eppure, e questa tua denuncia ne è la prova, esiste un’esigua minoranza di persone che non hanno problemi a mettersi in prima linea pur di dar voce a chi non può parlare; che non ci dorme la notte al pensiero di tanto orrore gratuito con il tacito benestare dell’indifferenza .
A volte, anche solo per un attimo vorrei essere come loro; come tutti quelli che riescono a cancellare un respiro dopo lo sconforto e la fiucia negli occhi di un animale che invoca il nostro aiuto.
Forse è proprio vero che gli animale non hanno il cervello: bisogna essere pazzi per chiedere aiuto ad una bestia!
Cara Emanuela, non ti conosco abbastanza, ma da quanto ho sentito di te so che fai assolutamente parte di quella che non è una minoranza così esigua, ma per fortuna un buon numero di persone che inchiodano l’auto e si fermano a raccogliere il cane, il gatto, l’uccello in difficoltà. Tutto sta nel costituire una rete, che peraltro già esiste, sempre più ampia e solidale. Per aiutarci fra noi, far girare appelli come questo dell’Offensiva Animalista per il dogo in Svizzera, oltre a informazioni e consigli, e lavorare ogni giorno per sensibilizzare un pochino quella maggioranza ottusa, ma si spera in calo e in via di civilizzazione. Un bacio!
Ciao, sono Elisabetta, la portavoce di Offensiva Animalista, volevo ringraziare innanzitutto la cara Margherita che tanto si adopera per gli animali e tutti voi che con i vostri commenti ci esortate a continuare a lottare!
Grazie di cuore.
Offensiva Animalista
offensivaanimalista@bluewin.ch