Appello per Chicca e Morfeo – e non solo

By margherita, December 8, 2008 10:06 am

Benché presto chiarito, grazie anche alle spiegazioni di studiosi illustri come lo zooantropologo Roberto Marchesini e l’etologo Mark Bekoff, quanto era comunque evidente – vale a dire che le piccole lesioni ritrovate sul corpo della signora Maria Carmaccio, diabetica e morta per cause naturali al Casilino, derivassero dal vano tentativo dei cani di rianimare la padrona – per forza di cose Chicca e Morfeo sono stati portati alla Muratella.

La signora infatti viveva da sola a Torre Gaia e aveva accolto entrambi attraverso gli Animalisti Italiani. La femmina, piccola taglia, frutto di un salvataggio in mezzo alla strada. Lui, meticcio labrador corpulento, con passato di maltrattamenti alla catena corta in un paesino dei Castelli, concluso in denuncia e sequestro. Per loro, l’approdo nel giardinetto di Maria, nonché sul suo divano e nel suo cuore, era stato l’inizio di una nuova vita. Ora è tutto da rifare. Chicca e Morfeo sono in adozione al canile municipale, procedura d’urgenza: vi aspettano. Sono d’indole tranquilla ma assai disorientati, sofferenti, bisognosi di cure e stabilità.

Con l’occasione, contando sullo slancio festivo, vale l’invito a visitare centri e rifugi senza riemergerne a mani vuote. Acquisire un animale altrimenti destinato al randagismo o alla gabbia non è semplice atto di zoofilia, ma un modo di contribuire a sanare conti pubblici e privati. Il denaro che si impiega per mantenerlo verrà utilizzato per altri.

Ma ci troveremo sempre di fronte a una tela di Penelope, se non si comprende che la sterilizzazione sistematica, in una situazione di generale emergenza fra sovraffollamenti e abbandoni, non è crudeltà, ma doverosa prevenzione.

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