Cosa vogliono fare al Parco della Vittoria di Ostia?
Sono preoccupati i membri del Comitato cittadino Parco della Vittoria di Ostia, attivo per la tutela di un luogo pubblico custode di 150 pini marittimi e dell’ultima duna del litorale, considerata monumento.
Quando, nel 2004, il Comune di Roma annunciò che il parco sarebbe stato trasformato in “punto verde qualità”, concedendo licenza di costruire un edificio alto 8 metri alla società La Duna – già gestore dell’adiacente ludoteca Chiqui Park, la più grande d’Europa – che in cambio avrebbe curato giardino e alberi, la gente si ribellò. Il Comitato raccolse 5.000 firme, inclusa quella di un soldato in partenza per l’Iraq che si precipitò con l’uniforme indosso.
Seguì un referendum e si giunse a un progetto condiviso da Amministrazione, cittadini e concessionario, che consisteva in una costruzione di 4 metri su una zona degradata adiacente, senza abbattere nemmeno un pino, destinata non più a centro commerciale e ristori, ma a centro benessere. Per 4 anni, silenzio. Nessuno pulisce il parco; La Duna si occupa solo di tagliare l’erba, il Comitato raccoglie da sé l’immondizia.
Frattanto, Ostia è priva di una zona in cui sciogliere i cani. Lì nel 2007 si ottengono 3.000 metri recintati senza fontana né panchine, che il Comitato attrezza e tiene puliti in modo impeccabile. Giorni fa il concessionario inizia a transennare tutto il giardino; sgravato, si scopre, dall’onere di mantenere un “parco attrezzato” ora denominato “parco di campagna”, pur trovandosi in città. Si parla di un nuovo progetto.
Intanto al Municipio indicano la necessità di restringere l’area cani a 1.500 metri da parametri dell’Ufficio diritti animali che, interpellato dal Comitato, nega decisamente.