Gattile modello al Forlanini

By margherita, April 8, 2009 3:06 pm

Non è del tutto un caso che proprio nel parco dell’Ospedale Forlanini sorga l’unico ricovero per felini malati di leucemia, che altrove verrebbero soppressi. Il merito è dell’associazione Azalea di Daniela Froldi al timone di uno dei gattili più famosi e organizzati di Roma: 205 ospiti e nessuna convenzione con le istituzioni, solo contributi privati e volontariato.

Ma il legame fra la zona sanitaria umana e gli animali è abbastanza antico. Un tempo infatti, lontano dai padiglioni destinati alla cura delle malattie polmonari, venivano tenuti due montoni. Il luogo si chiamava proprio “area montoni”. Dal momento che i giardini erano pieni di gatti e la loro presenza, tutto sommato, serviva a scoraggiare l’ingresso di topi dalla strada, nel 1996 si pensò di dedicare proprio quel tratto a una struttura idonea a offrire loro accoglienza e riparo.

La gestione, tuttavia, non si dimostrò brillante. Fango, baracche e cadaveri: nel 2002 la Froldi, gattara di lungo corso, impugna la situazione. Nel 2004 l’Ufficio Diritti Animali e l’Ospedale le affidano l’impresa. Oggi l’intero progetto è a norma di legge, dai bagni ai libretti sanitari: ogni micio ne ha uno dotato di fotografia, caso unico per un gattile. Le ciotole sono d’acciaio, i pavimenti lastricati, al centro del cortile è stato piantato un ulivo su cui arrampicarsi. I veterinari della Clinica Felina di Monteverde passano una sterilizzazione gratis al mese e sul resto prezzi di favore.

I malati di leucemia felina sono attualmente 14 e vivono in un reparto con cuscini e veranda. Contagiosi, sono isolati da una parete di policarbonato trasparente, affinché possano comunque guardare gli altri.

Alberi straordinari a Roma

By margherita, April 2, 2009 1:02 am

Sapevate che Villa Aldobrandini a Roma, quel piccolo giardino vicino largo Magna Napoli, è pieno di alberi rari, nonché teatro di un matrimonio fra una preziosa casuarina e un coccolus laurifolius? Nel tempo lui si è interamente attorcigliato intorno a lei, ma non le fa alcun male. Molto altro si può apprendere da “Incontri con alberi straordinari”, passeggiate domenicali organizzate da Antimo Palumbo, presidente di Adea – amici degli alberi .

Vedi la provenienza delle due grandi phitolacche dioiche piantate nel 1911, in occasione del cinquantesimo anniversario di Roma Capitale. Donata dal viaggiatore Baldassarre Odescalchi quella nel giardinetto interno accanto alla scalinata del Campidoglio; regalo della comunità argentina l’altra che svetta – in condizioni di salute oggi precarie – sotto il faro del Gianicolo: si tratta di un alto fusto della Pampas altrimenti detto ombù, dal tronco largo e capace di inglobare ogni cosa. Oltre ai ciliegi di questi tempi in fiore e allo spettacolare cercis siliquastrum del Palatino quasi adagiato a terra che dovrebbe portar fortuna ai baci degli innamorati, Palumbo segnala alcuni scomparsi.

Come la maggior parte dei diciannove alberi donati nel 2004 dal Ministero delle Politiche Agricole, allora governato proprio da Alemanno, per commemorare i caduti di Nassirya. Furono piantati a Villa Glori, conosciuta anche come Parco della Rimembranza, a seguito di una raccolta di firme fra cinquemila romani, attorno a una celebre scultura di Paolo Canevari dal titolo “L’uomo erba”. Per misteriose ragioni, che si sia trattato di cattiva manutenzione o addirittura di furti, oggi non ne sono rimasti che due o tre.

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