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E’ la tarda mattinata di domenica e vi trovate al Pincio, o meglio, alle spalle della terrazza ancora completamente ingombra dal cantiere, nei pressi dell’obelisco. Qui, attorno a una coppia sui sessant’anni, si è radunato un gruppetto di persone felici. La ragione di tanta allegria sta in quattro pappagalli esotici di grandi dimensioni legati per le zampe, che i due trascinano a spasso come fossero cani, senza che nessuno obietti. Uno è una magnifica ara dall’aspetto stravolto, che traballa sul prato e la donna richiama con uno strattone. Quindi si arrampica sulla spalla dell’uomo e gli appoggia il capo su una spalla, allora le viene versata un po’ d’acqua addosso.
Gli astanti scattano foto. Giacché i pappagalli sono specie in Cites che richiedono documenti, non si possono comunque portare in giro e qui sembrano evidenti gli estremi di maltrattamento che imporrebbero l’intervento d’ufficio di un qualsiasi corpo di polizia, chiamate la Forestale. Ma il 1515 non funziona: guasto alla linea. Così vi procurate il numero dell’Ispettorato Generale. Di lì, subito si attivano contattando il Comando Regionale. La coppia coi pappagalli s’incammina in mezzo a famigliole entusiaste.
Li seguite, mentre i forestali dispiaciuti chiedono di pazientare poiché non si riesce a trovare una pattuglia disponibile. Il Corpo ha subito severi tagli nell’organico e questo è il risultato. Nell’attesa, dato che i due stanno lasciando il parco, chiamate Carabinieri e Polizia municipale, ma entrambi declinano la responsabilità. La coppia raggiunge un’auto, chiude i pappagalli nel portabagagli e parte. A questo punto però la Forestale non intende soprassedere, e la procedura è avviata.