Pappagalli maltrattati: non ci sono pattuglie

By margherita, May 20, 2009 7:57 pm

E’ la tarda mattinata di domenica e vi trovate al Pincio, o meglio, alle spalle della terrazza ancora completamente ingombra dal cantiere, nei pressi dell’obelisco. Qui, attorno a una coppia sui sessant’anni, si è radunato un gruppetto di persone felici. La ragione di tanta allegria sta in quattro pappagalli esotici di grandi dimensioni legati per le zampe, che i due trascinano a spasso come fossero cani, senza che nessuno obietti. Uno è una magnifica ara dall’aspetto stravolto, che traballa sul prato e la donna richiama con uno strattone. Quindi si arrampica sulla spalla dell’uomo e gli appoggia il capo su una spalla, allora le viene versata un po’ d’acqua addosso.

Gli astanti scattano foto. Giacché i pappagalli sono specie in Cites che richiedono documenti, non si possono comunque portare in giro e qui sembrano evidenti gli estremi di maltrattamento che imporrebbero l’intervento d’ufficio di un qualsiasi corpo di polizia, chiamate la Forestale. Ma il 1515 non funziona: guasto alla linea. Così vi procurate il numero dell’Ispettorato Generale. Di lì, subito si attivano contattando il Comando Regionale. La coppia coi pappagalli s’incammina in mezzo a famigliole entusiaste.

Li seguite, mentre i forestali dispiaciuti chiedono di pazientare poiché non si riesce a trovare una pattuglia disponibile. Il Corpo ha subito severi tagli nell’organico e questo è il risultato. Nell’attesa, dato che i due stanno lasciando il parco, chiamate Carabinieri e Polizia municipale, ma entrambi declinano la responsabilità. La coppia raggiunge un’auto, chiude i pappagalli nel portabagagli e parte. A questo punto però la Forestale non intende soprassedere, e la procedura è avviata.

Roma e gli animali

By margherita, May 20, 2009 7:53 pm

Assistete al maltrattamento di un cane e volete segnalarlo, avete bisogno di aiuto per gestire una colonia felina, vedete rami carichi di nidi e foglie crollare in pieno maggio sotto le seghe di potatori folli, o mesti cavalli scivolare sull’asfalto? Niente paura, sareste autorizzati a pensare: Roma è una città che sembra attentissima agli animali. C’è un assessore con delega ai loro diritti e uno specifico ufficio preposto allo scopo, direttori e consulenti di vario genere. Non abbiamo, come nelle altre città, uno zoo, ma un luogo che si chiama Bioparco. E poi, basta aprire i giornali. Il numero di figure coinvolte dalle peripezie della vita extra-umana è notevole. Su botticelle, canili, alberi della Capitale, esprimono continui e appassionati pareri amministratori, sottosegretari e ministri di Stato, esponenti dell’opposizione.

Ma al momento di verificare se tanto interessamento corrisponda a qualche fatto o programma, si rimane proprio meravigliati. L’Ufficio diritti animali è stato da poco ribattezzato Ufficio tutela del benessere animale, ma il sito internet è rimasto identico a prima, salvo l’aggiunta di immagini dell’assessore De Lillo e l’abolizione del numero di telefono. Vero è che il precedente call center faceva riferimento a una società di Padova, era inutilmente costoso e smistava le chiamate al canile della Muratella. Ma allora ci si chiede in cosa consista, all’atto pratico, questo ufficio, questa difesa dei diritti animali che il Comune ci offre.

Canili e gattili sono in verità assai lontani da una risoluzione dei problemi e al contrario in mezzo a un cieco braccio di ferro fra la vecchia gestione e una totale incapacità di pensare il rinnovamento, e chi ne fa le gravi spese sono gli animali. Oltre il nome, il Bioparco rimane quello che era: una sinistra infilata di gabbie. Infine gli alberi e la biodiversità che in questi giorni viene distrutta. Piante, insetti e uccelli massacrati contro ogni logica. Ci domandiamo perché queste potature fuori stagione. Vorremmo sapere dove finisce la biomassa. Non servirà forse a alimentare gli impianti per realizzare il compost?

Panorama Theme by Themocracy