Roma e gli animali
Assistete al maltrattamento di un cane e volete segnalarlo, avete bisogno di aiuto per gestire una colonia felina, vedete rami carichi di nidi e foglie crollare in pieno maggio sotto le seghe di potatori folli, o mesti cavalli scivolare sull’asfalto? Niente paura, sareste autorizzati a pensare: Roma è una città che sembra attentissima agli animali. C’è un assessore con delega ai loro diritti e uno specifico ufficio preposto allo scopo, direttori e consulenti di vario genere. Non abbiamo, come nelle altre città, uno zoo, ma un luogo che si chiama Bioparco. E poi, basta aprire i giornali. Il numero di figure coinvolte dalle peripezie della vita extra-umana è notevole. Su botticelle, canili, alberi della Capitale, esprimono continui e appassionati pareri amministratori, sottosegretari e ministri di Stato, esponenti dell’opposizione.
Ma al momento di verificare se tanto interessamento corrisponda a qualche fatto o programma, si rimane proprio meravigliati. L’Ufficio diritti animali è stato da poco ribattezzato Ufficio tutela del benessere animale, ma il sito internet è rimasto identico a prima, salvo l’aggiunta di immagini dell’assessore De Lillo e l’abolizione del numero di telefono. Vero è che il precedente call center faceva riferimento a una società di Padova, era inutilmente costoso e smistava le chiamate al canile della Muratella. Ma allora ci si chiede in cosa consista, all’atto pratico, questo ufficio, questa difesa dei diritti animali che il Comune ci offre.
Canili e gattili sono in verità assai lontani da una risoluzione dei problemi e al contrario in mezzo a un cieco braccio di ferro fra la vecchia gestione e una totale incapacità di pensare il rinnovamento, e chi ne fa le gravi spese sono gli animali. Oltre il nome, il Bioparco rimane quello che era: una sinistra infilata di gabbie. Infine gli alberi e la biodiversità che in questi giorni viene distrutta. Piante, insetti e uccelli massacrati contro ogni logica. Ci domandiamo perché queste potature fuori stagione. Vorremmo sapere dove finisce la biomassa. Non servirà forse a alimentare gli impianti per realizzare il compost?
Salve,
in relazione a questo suo interessante articolo, pubblicato anche sul Corriere Roma, la volevo informare che sembra abbiano sospeso anche il sito web.
Ho provato a contattare l’azienda che lo gestiva ma sono stati molto evasivi.
Sembra che alcune cose continuino a funzionare altre no.
Dove sta la decantata trasparenza della giunta Alemanno? Perchè chiudono servizi se a quanto pare il budget investito è lo stesso?
Per i prossimi giorni è prevista la ormai classica “ondata di caldo”.
Cosa possiamo fare per bloccare le botticelle?
grazie
Serenella Chiappini
In materia di botticelle possiamo denunciare le irregolarità. Esiste poco, ma qualcosa c’è. Un regolamento comunale di continuo violato, che ad esempio di questa stagione vieta categoricamente il lavoro delle botticelle fra le 13 e le 17, vieta nel modo più assoluto il trotto (i cavalli devono per obbligo procedere al passo), vieta che circolino fuori dalla zona a traffico limitato nonché in salita, limita il carico di turisti a bordo, infine vieta che ci sia una persona seduta a cassetta accanto al vetturino.
In caso di infrazione, bisogna prendere il numero di targa della botticella e segnalare il fatto a un vigile, chiedendogli di intervenire. Se quest’ultimo non lo fa, cosa non improbabile, bisogna prendere gli estremi del vigile. Si possono inoltre sporgere esposti, scrivere lettere con segnalazioni al Comune di Roma, ai quotidiani e ai siti animalisti (anche a questo).
Il punto è non lasciar correre. Nel momento in cui assistiamo a qualcosa che non va, dobbiamo utilizzare ogni strumento civile e regolare in nostro possesso.
E’ l’unico modo che abbiamo, al momento, per aiutare quei cavalli.
Volgere lo sguardo e passare oltre significa abbandonarli.
L’atteggiamento dei vetturini è generalmente molto aggressivo, ma non bisogna lasciarsi impressionare nel modo più assoluto.
E’ anche importante ricordare che ogni maltrattamento agli animali – con ciò si intendono percosse, ma anche straordinario eccesso di lavoro – è punito dalla legge 189 del 2004. Si tratta di una normativa di carattere penale, che impone di ufficio l’intervento delle forze dell’ordine, la cui applicazione può comportare ammende molto severe e pene detentive.
Salve,
sono una ragazza di 22 anni che vive da sola a Roma.
2 mesi fa ho acquistato un cagnolino che ora ha 4 mesi,
è un Pincher nano, se conoscete la razza sapete che è un cane molto piccolo.
Man mano che passano i giorni noto che in molti negozi non posso più
entrare,
perchè I CANI MOM POSSONO ENTRARE, io ogni volta prendo ede sco delusa
anche perchè lo tengo sempre in borsa.
Dicono che non è igenico nei supermercati, allora ditemi,
perchè nei ristoranti possono entrare e nei supermercati no?
nei ristoranti ti servono il cibo nei piatti mentre nei supermercati
qualsiasi cosa acquisti è inballata o comunque da lavare!
Allora più che i cani non farei entrare tanta altra gente………….
Mi rivolgo a voi per chiedervi se tutto ciò è ancora possibile nel 2010.
Ripeto, vivo da sola e il cane è cucciolo, giustamente a casa da solo
ancora
non può rimanere.
Bisognerebbe fare qualcosa non credete??!
Altrimenti è inutile continuare a dire di non abbandonare i nostri amici
cani
e che i canili di Roma,
specia la muratella sono stracolmi di cani in cerca di casa e d’amore.
Le persone evitano di regalare una casa e un pò d’amore ai cani
semplicemente
perchè farebbero tanti sacrifici loro e i loro amici cani.
Ascoltatemi e cerchiamo di far diventare Roma come la Toscana!!!!!!!!!!!!