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Il 19 aprile, con sgomento dei cittadini, i lavori di pedonalizzazione di Piazza Anco Marzio e strade limitrofe di Ostia realizzati dall’Atac cambiano volto. In una sola giornata infatti, senza permessi né preavvisi, in via dei Misenati una squadra di operai abbatte dieci fra platani e pioppi. Alberi piantati subito dopo la Guerra. La gente, salvo alcuni negozianti, protesta e si dispera. C’è qualche tafferuglio. La spiegazione è che gli esemplari verranno sostituiti con palme nane.
Ignorando le proteste di singoli, dei Verdi, del Comitato Paranzella, il Consiglio Municipale si riunisce e ribadisce la propria approvazione. Una settimana dopo, cadono altri sei alberi. Poiché qualcuno insinua che le piante siano malate, dalla Regione si ottiene una sospensione dei tagli finché l’assessore all’agricoltura del XIII Municipio non si esprima riguardo al loro stato di salute. Da circolare ministeriale, infatti, gli abbattimenti riguardano solo i soggetti affetti da cancro colorato. Sia l’assessore che il servizio fitosanitario della Regione dichiarano gli alberi perlopiù sani, e nessuno colpito da cancro colorato. Il giorno dopo, tutti i platani rimanenti vengono eliminati. Al loro posto, nei mesi a seguire, non compare alcuna palma nana, piuttosto fioriere di cemento.
Nei giorni scorsi, la Commissioni Ambiente del XIII Municipio comunica ufficialmente e all’unanimità l’intenzione di ripiantare platani in via dei Misenati. Comitato Paranzella e cittadini avrebbero alcune domande: perché? Chi pagherà? Avverrà una regolare gara d’appalto fra i vivai? Quanti anni occorreranno perché gli alberi nuovi portino a via dei Misenati l’ombra di quelli inspiegabilmente tolti?