Villa Borghese latrina a cielo aperto

By margherita, July 29, 2009 5:42 pm

Non è Blade Runner, né un’allucinazione, ma ieri mattina alle 8.53 a Villa Borghese. Varcato l’ingresso di via Pinciana, vi si profila qualcosa che non ambireste mai a descrivere su questo quotidiano, ma che soprattutto non vorreste mai vedersi svolgere sul primo prato a sinistra del viale che conduce a largo Trombadori, ai piedi di un’antica quercia.

Si tratta infatti di un uomo sui quarant’anni di razza bianca, abbronzato, altezza media e corporatura atletica, che nella parte alta del corpo indossa una maglietta nera e occhiali da sole sulla testa. Nei quartieri bassi i jeans sono calati, poiché il soggetto in questione sta compiendo proprio in mezzo al parco, con comodo e naturalezza, quanto d’abitudine si esegue in quelle stanze chiamate bagni. Più che indice evolutivo, il fatto che alla fine non utilizzi il giornale che porta infilato nella tasca posteriore dei calzoni, ma altro, vi appare come buona organizzazione.

Scorgendovi a fissarlo in compagnia di altri passanti, egli completa placido l’opera, urinando sull’insieme. E’ allora che voi chiamate il 113, e rimanete in linea per alcuni minuti, spiegando a tre diversi operatori la situazione, intanto che quello s’incammina lungo il viale dei Cavalli Marini.
Lo seguite ed egli se ne accorge, ma non mostra preoccupazione. Finalmente siete in linea con un agente della municipale, donna e cortese.

In prima battuta, sostiene che non c’è nulla da fare, poiché sarebbe stato necessario sorprenderlo sul fatto. Le ricordate che ci siete voi a testimoniare, e se non bastasse ci si può anche dilettare a recuperare qualche prova organica. Certo, non si può pretendere che gli balziate addosso in prima persona e lo ammanettiate, s’imporrebbe dunque che sopraggiunga qualcuno. Accanto a voi, habitué di Villa Borghese osservano increduli che se questo è il controllo dell’amministrazione sul territorio – la villa storica più bella e centrale di Roma una latrina a cielo aperto in piena mattina – siamo fritti.

Tant’è. L’agente è desolata: non ci sono pattuglie disponibili. Sono le 9.10, appunta il vostro numero e promette di darvi notizie. Nel frattempo l’inseguito ha estratto un cellulare e si mette a chiacchierare, dileguandosi oltre il Giardino del Lago. Alle 9.25 la Municipale richiama, per confermare che nessuno interverrà.

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