Non è facile diffondere conoscenza, buon senso e salute quando si è schiacciati dalla logica di industrie colossali e abitudini radicate, eppure incominciano a trovare spazio iniziative davvero intelligenti. Come quella della Lav (Lega antivivisezione) che ha creato un programma alimentare assieme alla catena di ristoratori Ascom Confcommercio per promuovere la cucina vegetariana, altrove diffusissima e da noi sempre più richiesta, presso i normali esercizi.

Così, per partire, una decina di ristoranti della Maremma e il già vegetariano RistorArte di via Margutta, esporranno il simbolo della campagna “Veg1” che indicherà la presenza di piatti ottimi per tutti, ma realizzati secondo quei principi congeniali a chi sceglie di nutrirsi nel rispetto della vita degli animali, ma anche in base a considerazioni sul valore della propria.

Gli allevamenti sono infatti responsabili di inquinamento di terra, mare e falde acquifere, nonché deforestazione e spreco di risorse. Contribuiscono in maniera determinante all’effetto serra (a essi si imputa il 65% delle emissioni di ossidi di azoto, il 64% di ammoniaca e il 37% del metano) e trattano miliardi di animali con crudeltà raccapricciante, da quando nascono, fino all’ultimo istante al mattatoio. Inoltre, la scienza ufficiale riconosce ai vegetariani un’incidenza di cardiopatie inferiore del 24% e nei vegani del 57%, e anche rispetto a tumori, obesità e diabete, il regime vegetariano vanta in proprio favore statistiche eccellenti.