Sul tetto

By margherita, December 3, 2009 12:29 am

Spazzatura: enormi sacchi pieni di cartacce, su ciascuno il numero di matricola di un lavoratore. Così martedì i cassaintegrati della sede romana della Multivendor Service, acquistata e smantellata, nell’aprile scorso, da Bartolini Progetti, hanno protestato davanti all’IBM, all’indice per averli venduti e smaltiti alla stregua di rifiuti.

E’ un modo di rendere l’idea, sperando di far notare un disagio forte e largamente condiviso. Tanto frequente purtroppo, di questi tempi, da non riuscire sempre a trovare adeguato spazio nei media. Ormai di frequente dunque, anziché nelle grandi adunate, la contestazione vibra attraverso gesti che danno forma immaginifica alla sostanza, e aiutano a uscire dall’ombra. Era l’idea, il 25 settembre, dei docenti metà a lutto, metà in mutande sotto le sedi Rai, contro la riforma Gelmini della scuola. Ma oggi, da una cassa integrazione a una mobilità, disperazione e rabbia sembrano suggerire a parecchi lo stesso provvedimento: salire sul tetto. Vittoriosi dopo 4 giorni e notti trascorsi sul carroponte di una gru i 5 operai della INNSE di Milano ad agosto, contro lo smantellamento della fabbrica. Dopo di loro, a Zola Predosa (Bologna), 4 lavoratori della Disco Verde, da 4 mesi senza stipendio, salgono sul tetto della ditta.

Il 16 settembre fanno altrettanto, ad Arezzo, i dipendenti Eutelia, imitati il 10 novembre dagli operai della Ritel di Rieti. Se da martedì scorso a Roma vive sul tetto dell’Ispra un nutrito gruppo di persone contro il licenziamento di 250 giovani ricercatori precari, giovedì a Taranto sono saliti in 30 sul tetto della fabbrica Miroglio, 234 cassaintegrati, ferma da settimane: hanno annunciato che ci rimarranno a oltranza.

Leave a Reply

Panorama Theme by Themocracy