Botticelle: sarà la volta buona?
E’ bello iniziare l’anno col cuore caldo di speranze, e la riconoscenza va a chi ce le infonde. Così tutti quanti sanno che il cavallo è l’animale più diffusamente sfruttato e maltrattato, oltre che bestia da carne, hanno salutato con gioia l’annuncio del sottosegretario alla Salute Francesca Martini dello studio di una proposta di legge per proibirne la macellazione e tutelarne la vita.
L’impresa è titanica. Si scontra con gli interessi dell’industria alimentare e con la logica usa e getta del pianeta sportivo di cui il cavallo è protagonista – corse, salto ostacoli, passeggiate. Stride con le esigenze del commercio e degli allevatori: una produzione che mira ai grandi numeri, ma è in contrasto col fatto che i cavalli anziani alla fine debbano essere collocati da qualche parte, e mantenuti da qualcuno.
Ma sono difficoltà che il sottosegretario Martini, anticipando l’intenzione di muoversi in difesa di tutti i cavalli d’Italia, avrà ben valutato, memore dell’impossibilità di aiutare i soli 90 delle botticelle romane. Per loro, l’onorevole si prodigò a fine 2008, offrendo al sindaco Alemanno il contributo di un tavolo tecnico che fornisse le ragioni per cui era opportuno toglierli dal traffico.
Erano appena morti due cavalli in circostanze drammatiche. Per un anno i quotidiani dedicarono al tema attenzione straordinaria, travolti da lettere di cittadini (mai interrotte) desiderosi di non vedere più gli animali soffrire in strada. Una conferenza stampa organizzata dall’Enpa appassionò le testate di tutto il mondo, dagli USA alla Cina. Il tavolo si pronunciò nel marzo 2009, ma forse non fu ascoltato, e nulla cambiò. Sarebbe splendido se le speranze ripartissero da quei 90.