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	<title>La pelle dell'orso &#187; ambiente</title>
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	<description>Il blog di Margherita d'Amico</description>
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		<title>Suso, amica di Villa Borghese</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Aug 2010 13:10:50 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[  Da tutti gli argomenti su cui mia nonna Suso Cecchi d&#8217;Amico era pronta a ridere, bisognava escludere Villa Borghese. Fin dal 1924 aveva abitato con i genitori a Corso d&#8217;Italia. Affacciata sul parco fu ritratta da sua madre, Leonetta Cecchi Pieraccini, che ne dipinse spesso i pini dal terrazzo. Se ne allontanò sposa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>  <a href="http://www.margheritadamico.com/wp-content/uploads/2010/08/Nonna1.jpg"><img src="http://www.margheritadamico.com/wp-content/uploads/2010/08/Nonna1-207x300.jpg" alt="" title="Nonna1" width="207" height="300" class="aligncenter size-medium wp-image-231" /></a>Da tutti gli argomenti su cui mia nonna Suso Cecchi d&#8217;Amico era pronta a ridere, bisognava escludere Villa Borghese. Fin dal 1924 aveva abitato con i genitori a Corso d&#8217;Italia. Affacciata sul parco fu ritratta da sua madre, Leonetta Cecchi Pieraccini, che ne dipinse spesso i pini dal terrazzo. Se ne allontanò sposa nel 1938 in favore di Prati. Ma nel &#8216;54 tornò. Da via Paisiello ogni giorno, con il cane, attraversava con calma la Villa. Dal Parco dei Principi fino al Pincio, con un giro largo che abbracciava la Valle dei Platani, il Giardino del Lago, viale delle Magnolie, la grande vasca. E al ritorno il Galoppatoio, il Bosco Ombroso, e poi di nuovo indietro piazza di Siena: la sua conoscenza del territorio era perfetta, come pure la sua devozione.<br />
  Nel &#8216;95, allarmata dai primi segnali di degrado, fondò assieme ad altri appassionati l&#8217;associazione Amici di Villa Borghese, di cui è sempre rimasta presidente. Per la tutela della Villa, nel corso degli anni Suso combatté, inviò lettere ai giornali, ricevette delusioni da sindaci del passato che aveva sostenuto con generosità.<br />
  Scrisse in ultimo al neoeletto Alemanno. Fu richiamata dal consigliere di un municipio che non l&#8217;aveva mai sentita menzionare, ma aiutava l&#8217;assessore De Lillo a &#8220;spicciare la corrispondenza&#8221;. Questi era andato a New York e le disse che anche a Central Park c&#8217;era qualche cartaccia. Nonna sospirò. Perciò, nel luglio scorso le risparmiai il racconto del giovanotto che usava gli alberi come gabinetto mentre io chiamavo invano i vigili.<br />
  Ma sugli Amici di Villa Borghese, di recente in campo per proteggere la Valle dei Platani, si manteneva aggiornatissima. Li definiva &#8220;zelanti&#8221;. Sospetto che non la smentiranno.<a href="http://www.margheritadamico.com/wp-content/uploads/2010/08/Nonna2.jpg"><img src="http://www.margheritadamico.com/wp-content/uploads/2010/08/Nonna2-300x213.jpg" alt="" title="Nonna2" width="300" height="213" class="aligncenter size-medium wp-image-232" /></a></p>
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		<title>Alla Valle dei Platani è improvvisamente autunno</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Jul 2010 23:02:59 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>  <a href="http://www.margheritadamico.com/wp-content/uploads/2010/07/22072010410.jpg"><img src="http://www.margheritadamico.com/wp-content/uploads/2010/07/22072010410-300x225.jpg" alt="" title="22072010410" width="300" height="225" class="aligncenter size-medium wp-image-225" /></a>D&#8217;improvviso, nell&#8217;antica Valle dei Platani è autunno. Se a fine giugno i preziosi patriarchi apparivano nel pieno splendore, verdi e rilucenti, oggi si cammina su una coltre di foglie morte. Le chiome di molti esemplari hanno mutato colore e sono screziate, o perlopiù gialle e marroni. E parecchi rami mostrano l&#8217;attacco del cosiddetto mal bianco, o microsphaera platanis: muffa lattiginosa. <a href="http://www.margheritadamico.com/wp-content/uploads/2010/07/22072010402.jpg"><img src="http://www.margheritadamico.com/wp-content/uploads/2010/07/22072010402-300x225.jpg" alt="" title="22072010402" width="300" height="225" class="aligncenter size-medium wp-image-226" /></a><a href="http://www.margheritadamico.com/wp-content/uploads/2010/07/22072010399.jpg"><img src="http://www.margheritadamico.com/wp-content/uploads/2010/07/22072010399-300x225.jpg" alt="" title="22072010399" width="300" height="225" class="aligncenter size-medium wp-image-227" /></a><br />
  Come molti ricordano la Valle dei Platani (protetta da UNESCO e Carta di Firenze, Sito di Interesse Comunitario, come tutta Villa Borghese) è stata al centro di contestazioni a causa di una condotta idrica immessa dall&#8217;Acea in prossimità degli alberi secolari. A opporsi, gli Amici di Villa Borghese, Italia Nostra, Legambiente, associazioni e cittadini sulla base di leggi, buon senso e anche del giudizio dello studioso Peter Raven.<br />
Considerato il massimo botanico vivente (per Time Magazine &#8220;eroe del Pianeta&#8221;) un anno e mezzo fa Raven chiese di interrompere subito i lavori nell&#8217;ultima isola urbana di platani orientali in Europa. Disse che le conseguenze si sarebbero viste di lì a un anno, poiché lo scavo avrebbe alterato il flusso naturale delle acque nella valle, privando i patriarchi di nutrimenti essenziali e uccidendoli. Chiese che la condotta fosse posta a una distanza minima di 100 metri dagli alberi (dato confermato dall&#8217;Università La Sapienza) mentre il tubo, definitivamente interrato a inizio estate, giace a meno di 12 metri dal primo platano. <a href="http://www.margheritadamico.com/wp-content/uploads/2010/07/22072010409.jpg"><img src="http://www.margheritadamico.com/wp-content/uploads/2010/07/22072010409-300x225.jpg" alt="" title="22072010409" width="300" height="225" class="aligncenter size-medium wp-image-228" /></a><br />
   Non sta a me trarre conclusioni. Di sicuro, riguardo un sito di tale valore, in predicato per essere trasformato in museo naturalistico, s&#8217;impone ora il tempestivo intervento di un esperto di riconosciuta autorevolezza internazionale.<br />
<a href="http://www.margheritadamico.com/wp-content/uploads/2010/07/24072010413.jpg"><img src="http://www.margheritadamico.com/wp-content/uploads/2010/07/24072010413-300x225.jpg" alt="" title="24072010413" width="300" height="225" class="aligncenter size-medium wp-image-229" /></a></p>
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		<title>Villa Borghese privatizzata e al degrado totale</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Jul 2010 09:56:54 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>  <a href="http://www.margheritadamico.com/wp-content/uploads/2010/07/06072010329.jpg"><img src="http://www.margheritadamico.com/wp-content/uploads/2010/07/06072010329-300x225.jpg" alt="" title="06072010329" width="300" height="225" class="aligncenter size-medium wp-image-219" /></a>Si dice che il sindaco Alemanno sia appassionato di ambienti incontaminati, solito trascorrere fortunate vacanze nel verde e nella pulizia di Cortina. Tanto diversa dalla città che egli può lasciarsi alle spalle, non solo per caratteristiche fisiche e geografiche, ma anche quanto a cura e tutela del bene pubblico: in particolare, la natura. Sono compiti, quelli dei pubblici amministratori, che includono la responsabilità di gestire e proteggere i possedimenti della collettività. Non ultimi i parchi cittadini.<br />
  Sono i nostri polmoni verdi; risorsa quotidiana per milioni di persone. Fondamentali per chi aspiri a prati, alberi, quiete e ombra, e non possa permettersi ferie.<br />
   Ma i parchi romani sono ancora di più. In gran parte, si tratta di strepitose ville storiche senza rivali al mondo, che contribuiscono a sostenere il nostro turismo. Impensabile disporle in una classifica: certo, Villa Borghese è la più centrale e famosa, accoglie sei grandi musei, è tutelata da tre leggi internazionali e qualunque comune normale ne farebbe bandiera.<br />
Invece, non solo il magnifico giardino sprofonda in un degrado di immondizie, alberi secolari trascurati o sacrificati, monumenti distrutti, feci umane, animali sterminati, ma anche, cessa di appartenere ai romani. <a href="http://www.margheritadamico.com/wp-content/uploads/2010/07/06072010330.jpg"><img src="http://www.margheritadamico.com/wp-content/uploads/2010/07/06072010330-300x225.jpg" alt="" title="06072010330" width="300" height="225" class="aligncenter size-medium wp-image-220" /></a><br />
  E&#8217; infatti iniziato un processo di privatizzazione della Villa, attraverso concessioni e delibere provenienti dal gabinetto del sindaco: ristoranti e discoteche, dalla scalinata Zevi a Piazza di Siena ormai chiusa da mesi ai cittadini. Prima dal colossale e inutile villaggio sponsor del concorso ippico, oggi dal chiassoso Fifa Fan Fest. Quindi, dietro il Cinema dei Piccoli, spunta un nuovo palco con sedie a bloccare ampi tratti verdi. Tutto, sempre, a beneficio di imprese, esercenti privati, e a sfregio continuo del bene collettivo. Poi ancora, si dibatte dei concerti di Renato Zero: nuove scariche di rifiuti, altoparlanti che scacceranno i residui uccelli.<br />
  Non scordiamo che le nostre ville storiche sono da considerarsi musei. Ovunque si appresti ad andare in vacanza, quali che siano i suoi gusti in merito, lo stesso ministro Bondi sarebbe gentile a visitare Villa Borghese per farsi un&#8217;idea delle sue condizioni.<a href="http://www.margheritadamico.com/wp-content/uploads/2010/07/06072010334.jpg"><img src="http://www.margheritadamico.com/wp-content/uploads/2010/07/06072010334-300x225.jpg" alt="" title="06072010334" width="300" height="225" class="aligncenter size-medium wp-image-221" /></a></p>
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		<title>In difesa degli alberi contro i parcheggi interrati: ribellione in tutta Roma</title>
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		<pubDate>Mon, 17 May 2010 21:01:09 +0000</pubDate>
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  Cittadini pro alberi contro parcheggi interrati: accade in tutta Roma.
  Mercoledì, dopo che in viale Giulio Agricola un abitante si è incatenato a un platano fino all&#8217;intervento del Corpo Forestale, dall&#8217;Assessorato all&#8217;Ambiente è giunto l&#8217;ordine di sospendere i lavori. Segno di attenzione, in extremis, verso una protesta di quartiere che è andata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.margheritadamico.com/wp-content/uploads/2010/05/giul22.jpg"><img src="http://www.margheritadamico.com/wp-content/uploads/2010/05/giul22-300x257.jpg" alt="" title="platani abbattuti in viale Giulio Agricola" width="300" height="257" class="alignnone size-medium wp-image-188" /></a><a href="http://www.margheritadamico.com/wp-content/uploads/2010/05/giulio-agricola1.jpg"><img src="http://www.margheritadamico.com/wp-content/uploads/2010/05/giulio-agricola1.jpg" alt="" title="Viale Giulio Agricola" width="124" height="93" class="alignnone size-full wp-image-182" /></a><br />
  Cittadini pro alberi contro parcheggi interrati: accade in tutta Roma.<br />
  Mercoledì, dopo che in viale Giulio Agricola un abitante si è incatenato a un platano fino all&#8217;intervento del Corpo Forestale, dall&#8217;Assessorato all&#8217;Ambiente è giunto l&#8217;ordine di sospendere i lavori. Segno di attenzione, in extremis, verso una protesta di quartiere che è andata crescendo di ora in ora. Benché annunciato che i 63 platani dichiarati da rimuovere per permettere esplorazioni archeologiche non fossero destinati all&#8217;abbattimento, ma all&#8217;espianto.<br />
  Piccolo particolare, questa è la stagione vegetativa, dunque il momento peggiore per un simile intervento, e agli undici già estirpati dalla ditta interessata sono state mozzate malamente le radici. Inoltre, il trasferimento era previsto al vicino Parco degli Acquedotti; ma a causa del rifiuto della soprintendenza gli esemplari (belli, di circa cinquant&#8217;anni) sono stati trasbordati in un luogo del tutto privo di senso. Nei pressi di via Canapiglia, in periferia di Torremaura, a cinque metri dal GRA. </p>
<p>  Intanto, gli abitanti di Giulio Agricola e quelli della vicina via Marco Fulvio Nobiliore, dov&#8217;è previsto un altro parcheggio, si stanno costituendo in un comitato e hanno già raccolto quasi mille firme per manifestare il proprio dissenso rispetto all&#8217;intervento urbanistico. Identico l&#8217;atteggiamento degli abitanti di via Lisbona e di quelli di viale Leonardo da Vinci, che non desiderano affatto nuovi posti auto sotterranei e a pagamento in concessione a privati, ma vogliono a ogni costo mantenere gli alberi pubblici sulla strada. Pure in via Festo Avenio si protesta, in difesa del verde e in particolare di una quercia secolare, meritevole di un vincolo.</p>
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		<title>Aiutiamo Pete Bethune: richiediamo la sua liberazione</title>
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		<pubDate>Wed, 12 May 2010 09:52:29 +0000</pubDate>
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  In ogni paese democratico, davanti alle ambasciate e ai consolati del Giappone, da due mesi a questa parte si svolgono frequenti manifestazioni. Sono ragazzi, schierati con megafoni, striscioni e fotografie dell&#8217;uomo di cui chiedono l&#8217;immediata liberazione: il capitano Pete Bethune. Neozelandese, membro della Sea Shepherd Conservation Society, attivista contro i cacciatori di cetacei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.margheritadamico.com/wp-content/uploads/2010/05/bethune.jpg"><img src="http://www.margheritadamico.com/wp-content/uploads/2010/05/bethune.jpg" alt="" title="bethune" width="147" height="146" class="alignnone size-full wp-image-169" /></a><br />
  In ogni paese democratico, davanti alle ambasciate e ai consolati del Giappone, da due mesi a questa parte si svolgono frequenti manifestazioni. Sono ragazzi, schierati con megafoni, striscioni e fotografie dell&#8217;uomo di cui chiedono l&#8217;immediata liberazione: il capitano Pete Bethune. Neozelandese, membro della Sea Shepherd Conservation Society, attivista contro i cacciatori di cetacei e comandante della Ady Gil, il trimarano speronato e affondato di proposito, nel gennaio scorso, da una baleniera nipponica che stava pescando in violazione delle convenzioni. </p>
<p>  Il 15 febbraio, circa un mese dopo l&#8217;aggressione che ha trinciato in due lo scafo della sua imbarcazione ed è stata ripresa da un filmato che ha fatto il giro del mondo, Bethune sale a bordo della Shonan Maru2, la nave responsabile. Intende arrestarne il capitano per il tentato omicidio del suo equipaggio e l&#8217;omissione di soccorso; e pure presentargli un conto di tre milioni di dollari. Ma paradossalmente sono i giapponesi a prenderlo in ostaggio. A forza lo portano a Tokio, dove viene incarcerato con cinque capi d&#8217;accusa: assalto, abbordaggio, possesso illegale di un coltello (con cui ha tagliato una rete per salire a bordo della baleniera), distruzione di proprietà privata (la rete), impedimento dello svolgersi del lavoro.</p>
<p>  Pete Bethune è ancora prigioniero, e con mail e fax alle autorità nipponiche e altre forme di civile protesta suggerite dalla Sea Shepherd se ne reclama la tempestiva scarcerazione.<br />
  Per conto del Giappone, a sfregio delle moratorie internazionali, si compiono stragi in tutti gli oceani e vengono uccisi milioni di pesci e cetacei. Squali, balene, delfini e tonni sono i primi, ma non gli unici, a farne le spese.</p>
<p>  L&#8217;impegno di Bethune e la sua storia sono simbolo di una lotta per salvare quanto rimane di un ecosistema marino ormai fragilissimo, stravolto dai disastri ambientali, dall&#8217;inquinamento ordinario, dall&#8217;intensità e dalla mancanza di criterio delle rotte di navigazione, e da una pesca scellerata.<br />
  Aiutiamo la Sea Shepherd a richiederne l&#8217;istantaneo rilascio.</p>
<p><a href="http://www.seashepherd.org/matilda/support-captain-bethune.html">http://www.seashepherd.org/matilda/support-captain-bethune.html</a></p>
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		<title>Stop immediato alle potature: anche la LIPU si rivolge al Comune di Roma</title>
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		<pubDate>Wed, 12 May 2010 09:39:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[  Il Regolamento del Comune di Roma sulla tutela degli animali in vigore dal novembre 2005, all&#8217;articolo 9, lettera G, vieta espressamente di &#8220;effettuare potature di siepi ed alberi impiantati su suolo pubblico che danneggino o rimuovano nidi o ricoveri utilizzati da uccelli o altri animali nel periodo riproduttivo&#8221;. E&#8217; quanto la LIPU-Birdlife Italia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.margheritadamico.com/wp-content/uploads/2010/05/004.jpg"><img src="http://www.margheritadamico.com/wp-content/uploads/2010/05/004-300x225.jpg" alt="" title="004" width="300" height="225" class="alignnone size-medium wp-image-167" /></a>  Il Regolamento del Comune di Roma sulla tutela degli animali in vigore dal novembre 2005, all&#8217;articolo 9, lettera G, vieta espressamente di &#8220;effettuare potature di siepi ed alberi impiantati su suolo pubblico che danneggino o rimuovano nidi o ricoveri utilizzati da uccelli o altri animali nel periodo riproduttivo&#8221;. E&#8217; quanto la LIPU-Birdlife Italia ricorda, pregando il sindaco Alemanno e i Municipi di sospendere subito tutte le potature degli alberi perlomeno fino al termine di luglio, poiché rappresentano per le uova e i piccoli accuditi dai genitori una condanna a morte certa. L&#8217;appello della LIPU, preceduto da un analogo comunicato dell&#8217;Enpa, menziona anche la legge 157/92 sulla protezione della fauna selvatica omeoterma, che in merito alla distruzione di uova e nidi prevede pesanti sanzioni.</p>
<p>  Uccelli, pipistrelli, insetti, ma pure scoiattoli e piccoli mammiferi trovano negli alberi, dai rami alle cavità, i luoghi dove covare o partorire. Distruggerli, significa sterminare alla radice questi animali, già oppressi dall&#8217;inquinamento e dalla cementificazione.<br />
E&#8217; un tema che si ripropone ogni anno con maggior preoccupazione da parte delle associazioni e di moltissimi cittadini, ma non ha finora ottenuto risposte, né il rispetto della normativa.</p>
<p>  Ben più a lungo oltretutto si estende l&#8217;arco in cui gli alberi stessi non andrebbero toccati, in quanto nel pieno della stagione vegetativa. Di norma infatti le potature si effettuano quando la natura è ferma, germi e funghi non circolano, la tempera è bassa: durante l&#8217;inverno.<br />
D&#8217;altro canto, quella della gestione e tutela del verde urbano è una situazione trascurata da lontano, degenerata con il taglio dei fondi e un&#8217;apparente freddezza delle istituzioni. Sorde al clamoroso interesse che la gente dimostra per l&#8217;argomento.</p>
<p>  Che la sensibilità verso alberi e natura si sia negli ultimi anni triplicata è un fatto. Basti guardare alle battaglie di quartiere, a quanto viene scritto ai media e sul Web. Pensiamo solo ai parcheggi interrati e alla ribellione degli abitanti di viale del Vignola e di piazza Gentile da Fabriano per la salvezza dei loro platani. E proprio in questi giorni, sempre contro un parcheggio, insorge via Lisbona: i cittadini spiegano di non avere alcuna difficoltà a collocare le vetture; invece, non vogliono veder tagliati gli alberi. Come pure, in via Festo Avenio, sembra sia stata data autorizzazione di abbattere, per l&#8217;ennesimo garage, una strepitosa quercia secolare meritevole di vincolo: è insurrezione. In via De Dominicis sono state tagliate due melie in fiore, e altre cinque capitozzate. All&#8217;Eur si protesta perché i pini sono potati così severamente da mantenere solo un misero pennacchio sulla cima.</p>
<p>  Quel che manca, a Roma, è un Regolamento del Verde Urbano. Concordato fra l&#8217;Assessorato all&#8217;Ambiente e le associazioni, che lo richiedono da anni, con il sostegno di esperti riconosciuti, creerebbe linee guida condivise capaci di far operare il Servizio Giardini in serenità e senza contestazioni.</p>
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		<title>Platani a rischio a P.le Flaminio per l&#8217;uscita Metro?</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 20:05:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>margherita</dc:creator>
				<category><![CDATA[alberi e piante]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[lazio]]></category>
		<category><![CDATA[roma]]></category>
		<category><![CDATA[Metro]]></category>
		<category><![CDATA[Piazzale Flaminio]]></category>

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		<description><![CDATA[  Ancora all’interno di Villa Borghese, proprio nell’ultimo tratto di parco scendendo da viale Giorgio Washington verso piazzale Flaminio, sulla destra, sembra sia stato stabilito di realizzare l’uscita della metropolitana. Infatti c’è una zona recintata, con cartello che indica autorizzazioni e fine lavori al marzo 2010. L’area scelta per lo sbocco ferroviario fa ancora [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>  Ancora all’interno di Villa Borghese, proprio nell’ultimo tratto di parco scendendo da viale Giorgio Washington verso piazzale Flaminio, sulla destra, sembra sia stato stabilito di realizzare l’uscita della metropolitana. Infatti c’è una zona recintata, con cartello che indica autorizzazioni e fine lavori al marzo 2010. L’area scelta per lo sbocco ferroviario fa ancora parte della Villa, che com’è noto è un S.I.C. (sito di interesse comunitario) e abbraccia il letto di un antico laghetto oggi prosciugato, attorno al quale sorgono otto platani eccezionali.</p>
<p>  Centenari, alti oltre trenta metri, grazie alla posizione privilegiata non hanno mai avuto bisogno di essere potati, né avrebbero tale necessità in futuro. Bisogna annotare infatti che molti interventi drastici in città si effettuano a causa della scarsa tolleranza mostrata verso gli alberi, i cui rami sono accusati di togliere luce, portare insetti, danneggiare i cornicioni. Liberi di estendere le lussureggianti chiome originarie, gli otto platani di viale Washington sono forse i più titanici della Capitale, e proprio fra loro dovrebbe, in qualche modo, sbucare la stazione. Ci si chiede se Regione e Soprintendenza, al momento di accordare i permessi, abbiano valutato bene l’impatto degli scavi su salute e stabilità di esemplari che da oltre un secolo vivono in zona protetta.</p>
<p>  Attorno a ciascuno dei platani oggi si scorgono stretti reticolati neri: si spera che non vogliano suggerire la distanza delle trincee. Queste distruggerebbero le radici, andando a richiedere, a compensazione, una vera e propria capitozzatura. Ovvero una mutilazione che trasformerebbe gli alberi in pali spogli e inermi a intemperie e malattie.</p>
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		<title>Litorale Lazio: allarme lanciato da Goletta Verde</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Aug 2009 00:10:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>margherita</dc:creator>
				<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[lazio]]></category>
		<category><![CDATA[mare]]></category>

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		<description><![CDATA[  Certo, apprendere ad agosto che il mare più vicino e praticabile è in sostanza una discarica, non fa piacere. E, ci si domanda, perché informarcene in questi termini adesso, dopo due o tre mesi di abluzioni? Inoltre, a svelarci la gravità estrema di abusivismo, inquinamento, degrado, assenza di depuratori, accessi vietati alle spiagge, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>  Certo, apprendere ad agosto che il mare più vicino e praticabile è in sostanza una discarica, non fa piacere. E, ci si domanda, perché informarcene in questi termini adesso, dopo due o tre mesi di abluzioni? Inoltre, a svelarci la gravità estrema di abusivismo, inquinamento, degrado, assenza di depuratori, accessi vietati alle spiagge, è una relazione di Goletta Verde, non una circolare diramata da quelle istituzioni che dovrebbero vigilare sul territorio e sul nostro benessere.</p>
<p>  In realtà, ogni anno l’Arpa (Agenzia regionale di protezione ambientale) produce dati di balneabilità rigorosi, consultabili sul sito <a href="http://www.arpalazio.it">www.arpalazio.it </a>e niente affatto discordi, da un punto di vista logistico, con l’allarme lanciato da <a href="http://www.legambientelazio.it">Legambiente</a>. Questa accorta ma fredda mappatura delle zone da evitare è l’unica spiegazione, la sola forma di tutela, fornita all’apparenza dalle autorità ai cittadini, rispetto a quanto si profila come un bel disastro ambientale. Di cui il servizio pubblico compila gli effetti, una nota associazione divulga le scellerate cause, ma contro il quale, a questo punto, qualche entità superiore dovrebbe entrare in gioco. Parliamo della Regione, dello Stato, delle forze dell’ordine, dell’applicazione delle leggi &#8211; che nel nostro Paese esistono. Non possiamo, né vogliamo esimerci dal farvi affidamento, altrimenti il senso stesso di appartenere a una grande democrazia verrebbe meno.</p>
<p>  D’altro canto qualcosa, a metà estate e dopo tanti bagni ignari nella fogna, ci induce un po’ di scoramento. E allora, parliamo di noi. Parliamo delle associazioni, ma anche dei comitati locali e cittadini, e della società civile, e dell’impegno dei singoli per difendere le acque, il verde, la biodiversità. Parliamo dell’importanza di far affiorare il vero, di creare conoscenza e coscienza, anche quando non si profila una risoluzione immediata. Parliamo del fatto che le istituzioni vanno rispettate, ma sono pure al nostro servizio, e l’assenso e il dissenso non si esprimono solo con il voto, ma attraverso una partecipazione attiva delle questioni che toccano la comunità.</p>
<p>  Nel suo celebre Manuale, Epitteto esorta a curarsi di quanto è in proprio potere. Noi, possiamo aiutare la realtà a emergere, scegliere da quale parte stare, e non pensare che sia inutile.</p>
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