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	<title>La pelle dell'orso &#187; animali</title>
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	<description>Il blog di Margherita d'Amico</description>
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		<title>Villa Borghese privatizzata e al degrado totale</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Jul 2010 09:56:54 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>  <a href="http://www.margheritadamico.com/wp-content/uploads/2010/07/06072010329.jpg"><img src="http://www.margheritadamico.com/wp-content/uploads/2010/07/06072010329-300x225.jpg" alt="" title="06072010329" width="300" height="225" class="aligncenter size-medium wp-image-219" /></a>Si dice che il sindaco Alemanno sia appassionato di ambienti incontaminati, solito trascorrere fortunate vacanze nel verde e nella pulizia di Cortina. Tanto diversa dalla città che egli può lasciarsi alle spalle, non solo per caratteristiche fisiche e geografiche, ma anche quanto a cura e tutela del bene pubblico: in particolare, la natura. Sono compiti, quelli dei pubblici amministratori, che includono la responsabilità di gestire e proteggere i possedimenti della collettività. Non ultimi i parchi cittadini.<br />
  Sono i nostri polmoni verdi; risorsa quotidiana per milioni di persone. Fondamentali per chi aspiri a prati, alberi, quiete e ombra, e non possa permettersi ferie.<br />
   Ma i parchi romani sono ancora di più. In gran parte, si tratta di strepitose ville storiche senza rivali al mondo, che contribuiscono a sostenere il nostro turismo. Impensabile disporle in una classifica: certo, Villa Borghese è la più centrale e famosa, accoglie sei grandi musei, è tutelata da tre leggi internazionali e qualunque comune normale ne farebbe bandiera.<br />
Invece, non solo il magnifico giardino sprofonda in un degrado di immondizie, alberi secolari trascurati o sacrificati, monumenti distrutti, feci umane, animali sterminati, ma anche, cessa di appartenere ai romani. <a href="http://www.margheritadamico.com/wp-content/uploads/2010/07/06072010330.jpg"><img src="http://www.margheritadamico.com/wp-content/uploads/2010/07/06072010330-300x225.jpg" alt="" title="06072010330" width="300" height="225" class="aligncenter size-medium wp-image-220" /></a><br />
  E&#8217; infatti iniziato un processo di privatizzazione della Villa, attraverso concessioni e delibere provenienti dal gabinetto del sindaco: ristoranti e discoteche, dalla scalinata Zevi a Piazza di Siena ormai chiusa da mesi ai cittadini. Prima dal colossale e inutile villaggio sponsor del concorso ippico, oggi dal chiassoso Fifa Fan Fest. Quindi, dietro il Cinema dei Piccoli, spunta un nuovo palco con sedie a bloccare ampi tratti verdi. Tutto, sempre, a beneficio di imprese, esercenti privati, e a sfregio continuo del bene collettivo. Poi ancora, si dibatte dei concerti di Renato Zero: nuove scariche di rifiuti, altoparlanti che scacceranno i residui uccelli.<br />
  Non scordiamo che le nostre ville storiche sono da considerarsi musei. Ovunque si appresti ad andare in vacanza, quali che siano i suoi gusti in merito, lo stesso ministro Bondi sarebbe gentile a visitare Villa Borghese per farsi un&#8217;idea delle sue condizioni.<a href="http://www.margheritadamico.com/wp-content/uploads/2010/07/06072010334.jpg"><img src="http://www.margheritadamico.com/wp-content/uploads/2010/07/06072010334-300x225.jpg" alt="" title="06072010334" width="300" height="225" class="aligncenter size-medium wp-image-221" /></a></p>
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		<title>Tutela del cavallo: fatti oltre alle parole</title>
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		<pubDate>Mon, 31 May 2010 21:18:06 +0000</pubDate>
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  Allo stesso Csio (molto sottotono: vasi di plastica, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.margheritadamico.com/wp-content/uploads/2010/05/09052009159.jpg"><img src="http://www.margheritadamico.com/wp-content/uploads/2010/05/09052009159-e1275340483496-300x225.jpg" alt="" title="09052009159" width="300" height="225" class="aligncenter size-medium wp-image-213" /></a>  Sensibilizzare: una parola importante. Pronunciata, in riferimento alla tutela dei cavalli, venerdì scorso a Piazza di Siena dal vice-ministro della Salute Francesca Martini, dal segretario generale dell&#8217;Unire Riccardo Acciai, dal presidente della Fise Andrea Paulgross. E&#8217; bene, tuttavia, che alle parole conseguano i fatti.<br />
  Allo stesso Csio (molto sottotono: vasi di plastica, allestimento povero, tribune vuote &#8211; lamentando mancanza di budget quando da due anni il presidente Fise ha introdotto per sé uno stipendio di 150mila euro l&#8217;anno) chiunque ha potuto osservare notare come la potenza, gara obsoleta, pericolosa e inutile, sia stata disputata esclusivamente da cavalieri italiani in condizioni rocambolesche.<br />
  Qualunque appassionato avrà inoltre notato che la gara Unire per cavalli di 7 anni si è svolta sabato in un orario sballato, con le luci che cambiavano dal tardo pomeriggio alla sera nel corso della competizione. Il montepremi elevatissimo (30mila euro) e l&#8217;estrema difficoltà del campo, erano tutto, fuorché quanto si possa decentemente proporre a soggetti giovani. Questi ultimi, selezionati sulla base delle somme già vinte dal 1 gennaio ad oggi. Vale a dire non quelli più saggiamente gestiti, ma i più sfruttati.<br />
  Risultati sportivi? Italia fanalino di coda. Si parla tanto di doping: vero che si inizia ad applicare qualche squalifica severa, ma abbiamo ancora personaggi intoccabili. E tutti i cavalli che sgobbano lontano dai riflettori, nei circoli che fanno passeggiate e altro?<br />
  Sabato, Oipa e No-alla-caccia raggiungevano quota cinquemila firme favorevoli alla dismissione delle botticelle: quei cavalli sofferenti nel traffico romano di cui la stessa Martini due anni fa si pronunciò paladina.</p>
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		<title>Aiutiamo Pete Bethune: richiediamo la sua liberazione</title>
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		<pubDate>Wed, 12 May 2010 09:52:29 +0000</pubDate>
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  In ogni paese democratico, davanti alle ambasciate e ai consolati del Giappone, da due mesi a questa parte si svolgono frequenti manifestazioni. Sono ragazzi, schierati con megafoni, striscioni e fotografie dell&#8217;uomo di cui chiedono l&#8217;immediata liberazione: il capitano Pete Bethune. Neozelandese, membro della Sea Shepherd Conservation Society, attivista contro i cacciatori di cetacei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.margheritadamico.com/wp-content/uploads/2010/05/bethune.jpg"><img src="http://www.margheritadamico.com/wp-content/uploads/2010/05/bethune.jpg" alt="" title="bethune" width="147" height="146" class="alignnone size-full wp-image-169" /></a><br />
  In ogni paese democratico, davanti alle ambasciate e ai consolati del Giappone, da due mesi a questa parte si svolgono frequenti manifestazioni. Sono ragazzi, schierati con megafoni, striscioni e fotografie dell&#8217;uomo di cui chiedono l&#8217;immediata liberazione: il capitano Pete Bethune. Neozelandese, membro della Sea Shepherd Conservation Society, attivista contro i cacciatori di cetacei e comandante della Ady Gil, il trimarano speronato e affondato di proposito, nel gennaio scorso, da una baleniera nipponica che stava pescando in violazione delle convenzioni. </p>
<p>  Il 15 febbraio, circa un mese dopo l&#8217;aggressione che ha trinciato in due lo scafo della sua imbarcazione ed è stata ripresa da un filmato che ha fatto il giro del mondo, Bethune sale a bordo della Shonan Maru2, la nave responsabile. Intende arrestarne il capitano per il tentato omicidio del suo equipaggio e l&#8217;omissione di soccorso; e pure presentargli un conto di tre milioni di dollari. Ma paradossalmente sono i giapponesi a prenderlo in ostaggio. A forza lo portano a Tokio, dove viene incarcerato con cinque capi d&#8217;accusa: assalto, abbordaggio, possesso illegale di un coltello (con cui ha tagliato una rete per salire a bordo della baleniera), distruzione di proprietà privata (la rete), impedimento dello svolgersi del lavoro.</p>
<p>  Pete Bethune è ancora prigioniero, e con mail e fax alle autorità nipponiche e altre forme di civile protesta suggerite dalla Sea Shepherd se ne reclama la tempestiva scarcerazione.<br />
  Per conto del Giappone, a sfregio delle moratorie internazionali, si compiono stragi in tutti gli oceani e vengono uccisi milioni di pesci e cetacei. Squali, balene, delfini e tonni sono i primi, ma non gli unici, a farne le spese.</p>
<p>  L&#8217;impegno di Bethune e la sua storia sono simbolo di una lotta per salvare quanto rimane di un ecosistema marino ormai fragilissimo, stravolto dai disastri ambientali, dall&#8217;inquinamento ordinario, dall&#8217;intensità e dalla mancanza di criterio delle rotte di navigazione, e da una pesca scellerata.<br />
  Aiutiamo la Sea Shepherd a richiederne l&#8217;istantaneo rilascio.</p>
<p><a href="http://www.seashepherd.org/matilda/support-captain-bethune.html">http://www.seashepherd.org/matilda/support-captain-bethune.html</a></p>
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		<title>Stop immediato alle potature: anche la LIPU si rivolge al Comune di Roma</title>
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		<pubDate>Wed, 12 May 2010 09:39:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[  Il Regolamento del Comune di Roma sulla tutela degli animali in vigore dal novembre 2005, all&#8217;articolo 9, lettera G, vieta espressamente di &#8220;effettuare potature di siepi ed alberi impiantati su suolo pubblico che danneggino o rimuovano nidi o ricoveri utilizzati da uccelli o altri animali nel periodo riproduttivo&#8221;. E&#8217; quanto la LIPU-Birdlife Italia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.margheritadamico.com/wp-content/uploads/2010/05/004.jpg"><img src="http://www.margheritadamico.com/wp-content/uploads/2010/05/004-300x225.jpg" alt="" title="004" width="300" height="225" class="alignnone size-medium wp-image-167" /></a>  Il Regolamento del Comune di Roma sulla tutela degli animali in vigore dal novembre 2005, all&#8217;articolo 9, lettera G, vieta espressamente di &#8220;effettuare potature di siepi ed alberi impiantati su suolo pubblico che danneggino o rimuovano nidi o ricoveri utilizzati da uccelli o altri animali nel periodo riproduttivo&#8221;. E&#8217; quanto la LIPU-Birdlife Italia ricorda, pregando il sindaco Alemanno e i Municipi di sospendere subito tutte le potature degli alberi perlomeno fino al termine di luglio, poiché rappresentano per le uova e i piccoli accuditi dai genitori una condanna a morte certa. L&#8217;appello della LIPU, preceduto da un analogo comunicato dell&#8217;Enpa, menziona anche la legge 157/92 sulla protezione della fauna selvatica omeoterma, che in merito alla distruzione di uova e nidi prevede pesanti sanzioni.</p>
<p>  Uccelli, pipistrelli, insetti, ma pure scoiattoli e piccoli mammiferi trovano negli alberi, dai rami alle cavità, i luoghi dove covare o partorire. Distruggerli, significa sterminare alla radice questi animali, già oppressi dall&#8217;inquinamento e dalla cementificazione.<br />
E&#8217; un tema che si ripropone ogni anno con maggior preoccupazione da parte delle associazioni e di moltissimi cittadini, ma non ha finora ottenuto risposte, né il rispetto della normativa.</p>
<p>  Ben più a lungo oltretutto si estende l&#8217;arco in cui gli alberi stessi non andrebbero toccati, in quanto nel pieno della stagione vegetativa. Di norma infatti le potature si effettuano quando la natura è ferma, germi e funghi non circolano, la tempera è bassa: durante l&#8217;inverno.<br />
D&#8217;altro canto, quella della gestione e tutela del verde urbano è una situazione trascurata da lontano, degenerata con il taglio dei fondi e un&#8217;apparente freddezza delle istituzioni. Sorde al clamoroso interesse che la gente dimostra per l&#8217;argomento.</p>
<p>  Che la sensibilità verso alberi e natura si sia negli ultimi anni triplicata è un fatto. Basti guardare alle battaglie di quartiere, a quanto viene scritto ai media e sul Web. Pensiamo solo ai parcheggi interrati e alla ribellione degli abitanti di viale del Vignola e di piazza Gentile da Fabriano per la salvezza dei loro platani. E proprio in questi giorni, sempre contro un parcheggio, insorge via Lisbona: i cittadini spiegano di non avere alcuna difficoltà a collocare le vetture; invece, non vogliono veder tagliati gli alberi. Come pure, in via Festo Avenio, sembra sia stata data autorizzazione di abbattere, per l&#8217;ennesimo garage, una strepitosa quercia secolare meritevole di vincolo: è insurrezione. In via De Dominicis sono state tagliate due melie in fiore, e altre cinque capitozzate. All&#8217;Eur si protesta perché i pini sono potati così severamente da mantenere solo un misero pennacchio sulla cima.</p>
<p>  Quel che manca, a Roma, è un Regolamento del Verde Urbano. Concordato fra l&#8217;Assessorato all&#8217;Ambiente e le associazioni, che lo richiedono da anni, con il sostegno di esperti riconosciuti, creerebbe linee guida condivise capaci di far operare il Servizio Giardini in serenità e senza contestazioni.</p>
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		<title>Multe a Roma: campagna sui cani e il decoro urbano</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Feb 2010 07:12:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[  Con le nuove ordinanze sul decoro urbano emanate dal sindaco Alemanno il 3 febbraio scorso, fra le altre cose, il Campidoglio ha giustamente quasi triplicato la sanzione amministrativa per chi non raccoglie dal suolo pubblico le deiezioni del proprio cane. 
  Da 100 euro di multa si è passati a 250, e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>  Con le nuove ordinanze sul decoro urbano emanate dal sindaco Alemanno il 3 febbraio scorso, fra le altre cose, il Campidoglio ha giustamente quasi triplicato la sanzione amministrativa per chi non raccoglie dal suolo pubblico le deiezioni del proprio cane. </p>
<p>  Da 100 euro di multa si è passati a 250, e davvero si spera che l&#8217;entità della cifra e i maggiori controlli scoraggino un disgustoso malcostume dannoso anche, in termini di impopolarità, per la maggior parte dei civilissimi padroni di animali. </p>
<p>  Colpisce tuttavia la sproporzione con i 50 euro, immutati dal tariffario precedente, inflitti a chi butta a terra cartacce, lattine e altri oggetti non biodegradabili: appena un quinto della somma. </p>
<p>  Il manifesto della campagna, inoltre, recita un po&#8217; aggressivamente: &#8220;Il cane è tuo, il marciapiede di tutti.&#8221; Non una nota educativa sul fatto che, appunto, comportarsi in modo responsabile contribuisce a una convivenza migliore. Inoltre, ci si domanda se i vigili che hanno verbalizzato le prime sanzioni, di cui il Comune ha dato fiera nota, abbiano anche contestualmente verificato se i cani fossero dotati di microchip, come previsto dalla legge. Improbabile, dato che ben di radio i vigili sono dotati di lettori di microchip. </p>
<p>  Mentre parlare di cani suggerirebbe un investimento per contrastare il randagismo, poiché tale argomento è legato al risparmio di denaro pubblico e al miglioramento della gestione dei canili e dei servizi a essi correlati. Risultati che non si possono ottenere con il solo taglio dei fondi e delle convenzioni.<br />
Il fatto è che in quasi due anni, da parte di quest&#8217;amministrazione, ancora non si è visto un singolo progetto a favore degli animali o del verde pubblico.</p>
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		<title>Grazie alla LIPU di Roma</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Jan 2010 21:52:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[  Pochi hanno la reale percezione dell&#8217;impegno profuso da associazioni animaliste e da tanti privati a favore di randagi e selvatici: e fra quei pochi non ci sono le istituzioni. Volontari, guardie zoofile, gattare, ma anche semplici appassionati, svolgono un ruolo fondamentale donando tempo, energie e denaro, con il risultato di contare molto poco. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>  Pochi hanno la reale percezione dell&#8217;impegno profuso da associazioni animaliste e da tanti privati a favore di randagi e selvatici: e fra quei pochi non ci sono le istituzioni. Volontari, guardie zoofile, gattare, ma anche semplici appassionati, svolgono un ruolo fondamentale donando tempo, energie e denaro, con il risultato di contare molto poco. </p>
<p>  Non si considera a sufficienza che, ad esempio, sterilizzare, vaccinare e mantenere una colonia felina è un costoso dono anche nell&#8217;interesse pubblico. E pure quando le amministrazioni danno un contributo, è ben modesto rispetto al servizio reso. </p>
<p>  Un esempio speciale lo offre il centro di recupero della Lipu in via Aldrovandi, a Roma, unico per l&#8217;intera Regione. Gode di una sovvenzione di 120mila euro l&#8217;anno. Con questi soldi vanno mantenuti, medicati, all&#8217;occorrenza operati i 5mila animali accolti gratuitamente fra uccelli, mammiferi e rettili. Una media fra i 2 e i 20 ingressi al giorno d&#8217;inverno, anche 100 in primavera-estate. Nella cifra rientrano spese veterinarie e i compensi (mille euro) delle due esperte che sole portano avanti il centro, Francesca Manzia e Valentina Studer. Una settimana di vacanza a testa l&#8217;anno, aperto la domenica, sportello attivo anche per consulenze telefoniche. </p>
<p>  Da Roma e da tutto il Lazio giungono rapaci impallinati dai cacciatori &#8211; aquile, poiane, gufi, falchi &#8211; ma anche cinghiali, più difficili da collocare. E ancora lupi, tassi, volpi, serpenti, tartarughe, passeri, istrici, ricci, piccioni. In primavera, caduti dai nidi, rondini, rondoni, balestrucci. Nonché gabbiani intossicati: mangiando rifiuti dalle nostre discariche capita che vengono recapitati con le zampe paralizzate, in stato confusionale. </p>
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		<title>Veg1</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Oct 2009 22:09:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[  Non è facile diffondere conoscenza, buon senso e salute quando si è schiacciati dalla logica di industrie colossali e abitudini radicate, eppure incominciano a trovare spazio iniziative davvero intelligenti. Come quella della Lav (Lega antivivisezione) che ha creato un programma alimentare assieme alla catena di ristoratori Ascom Confcommercio per promuovere la cucina vegetariana, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>  Non è facile diffondere conoscenza, buon senso e salute quando si è schiacciati dalla logica di industrie colossali e abitudini radicate, eppure incominciano a trovare spazio iniziative davvero intelligenti. Come quella della <a href="http://www.lav.it">Lav</a> (Lega antivivisezione) che ha creato un programma alimentare assieme alla catena di ristoratori Ascom Confcommercio per promuovere la cucina vegetariana, altrove diffusissima e da noi sempre più richiesta, presso i normali esercizi. </p>
<p>  Così, per partire, una decina di ristoranti della Maremma e il già vegetariano RistorArte di via Margutta, esporranno il simbolo della campagna “Veg1” che indicherà la presenza di piatti ottimi per tutti, ma realizzati secondo quei principi congeniali a chi sceglie di nutrirsi nel rispetto della vita degli animali, ma anche in base a considerazioni sul valore della propria. </p>
<p>  Gli allevamenti sono infatti responsabili di inquinamento di terra, mare e falde acquifere, nonché deforestazione e spreco di risorse. Contribuiscono in maniera determinante all’effetto serra (a essi si imputa il 65% delle emissioni di ossidi di azoto, il 64% di ammoniaca e il 37% del metano) e trattano miliardi di animali con crudeltà raccapricciante, da quando nascono, fino all’ultimo istante al mattatoio. Inoltre, la scienza ufficiale riconosce ai vegetariani un’incidenza di cardiopatie inferiore del 24% e nei vegani del 57%, e anche rispetto a tumori, obesità e diabete, il regime vegetariano vanta in proprio favore statistiche eccellenti.</p>
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		<title>Associazioni e forze dell&#8217;ordine: collaborazione preziosa</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Sep 2009 21:33:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>margherita</dc:creator>
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		<description><![CDATA[  Non che a Campagnano di Roma manchino persone attente agli animali e alla natura: tutt’altro. E’ una zona piena di verde, cavalli e passione per l’ambiente. Tuttavia, negli anni, si sono verificati circoscritti ma ripetuti casi di barbarie: cani impiccati, gatti seviziati, un cavallo fatto a pezzi in un prato. 
  Di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>  Non che a Campagnano di Roma manchino persone attente agli animali e alla natura: tutt’altro. E’ una zona piena di verde, cavalli e passione per l’ambiente. Tuttavia, negli anni, si sono verificati circoscritti ma ripetuti casi di barbarie: cani impiccati, gatti seviziati, un cavallo fatto a pezzi in un prato. </p>
<p>  Di nuovo, nei mesi scorsi, la LIDA (Lega italiana dei diritti dell’animale) ha presentato esposti a polizia municipale e carabinieri del luogo. A proposito di una colonia felina, censita dalla Asl RmF di Rignano Flaminio, minacciata di sterminio con pesanti intimidazioni rivolte alle gattare. Ancora, riguardo un uomo che in passato ha fatto morire cani in condizioni atroci, il quale continua a detenerne. Oltre alla segnalazione di un deposito metallico colmo di animali, infuocato sotto il sole.</p>
<p>  Ora, il contributo delle associazioni animaliste più attive sul territorio, fra cui ricordiamo le guardie zoofile dell’Enpa, la Lav, ma anche l’Oipa, l’Aidaa e altre, è una vigilanza e un coraggioso esporsi attraverso interessamenti diretti e segnalazioni ufficiali. Un lavoro prezioso confortato dalla legge 189/04, che norma penalmente maltrattamenti e uccisioni a danno degli animali. </p>
<p>  Impegno che tuttavia rischia di andare perduto, se non trova completamento nell’intervento delle forze dell’ordine, che possono – e devono d’ufficio, se il fatto esiste – procedere dove il cittadino non può. Vero che le risorse di polizia e carabinieri sono ingaggiate su troppi fronti. La violenza però è un principio unico: i malavitosi insegnano ai loro figli a praticarla sugli animali, per poi passare agli uomini. Comunque, possiamo ritenere l’impiccagione di un cane un gesto non rasserenante?</p>
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		<title>Donatori di Roma</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Aug 2009 13:52:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>margherita</dc:creator>
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		<description><![CDATA[  Donatori di Roma: così hanno deciso di chiamarsi, costituendosi in un coordinamento, alcuni rappresentanti di quell’ampia e generosa categoria che sostiene canili, gattili, randagi e colonie. Quanto ampia e quanto generosa, gli associati intendono scoprirlo. Non solo i tesserati delle piccole e grandi associazioni animaliste infatti, o le celebrate gattare, donano a getto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>  Donatori di Roma: così hanno deciso di chiamarsi, costituendosi in un coordinamento, alcuni rappresentanti di quell’ampia e generosa categoria che sostiene canili, gattili, randagi e colonie. Quanto ampia e quanto generosa, gli associati intendono scoprirlo. Non solo i tesserati delle piccole e grandi associazioni animaliste infatti, o le celebrate gattare, donano a getto continuo denaro, cibo, accessori, coperte e medicinali alle strutture, ma un’infinità di cittadini mai rappresentati.</p>
<p>  La scintilla scocca quando i nuovi gestori del gattile di Villa Flora (da poco assegnato dall’Ufficio Diritti Animali senza regolare gara, dopo una gestione transitoria a seguito di sequestro giudiziario in cui i mici godevano di ottima salute) buttano cucce e lettini regalate dai sostenitori del ricovero, trasferendo i gatti a terra. Quindi cambiano l’alimentazione e chiudono la porta alle associazioni. Uno dei gatti già schedati da Enpa e Lav muore. I cittadini valutano che l’acquisto del materiale eliminato e il sostentamento dei gatti, oggi inaccessibili, siano costati negli ultimi due anni una cifra congrua. </p>
<p>  Presto emerge che lo scontento è vasto. Mancati interventi, colonie feline decimate, aree verdi allo sfascio. Né piace sentire che alla Muratella (sovvenzionata dal Comune, ma aiutata dalle donazioni: gli stessi lavoratori contribuiscono ai farmaci) si vive in affanno e proprio l’altro giorno è stato sbranato un cane.</p>
<p>  Per avere voce in capitolo e chiedere trasparenza e risposte, i Donatori di Roma intendono attribuirsi un valore. Invitano chiunque abbia devoluto, nel 2009, denaro e aiuti agli animali capitolini, a quantificarlo presso l’indirizzo: donatoridiroma@gmail.com.</p>
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		<title>La verità sui circhi acquatici e gli zoo marini</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Jul 2009 10:42:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>margherita</dc:creator>
				<category><![CDATA[animali]]></category>
		<category><![CDATA[circhi acquatici]]></category>
		<category><![CDATA[delfini]]></category>
		<category><![CDATA[fiordi giapponesi]]></category>
		<category><![CDATA[zoo marini]]></category>

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		<description><![CDATA[  Niente è ingannevole quanto la pubblicità di uno zoo acquatico: i delfini infatti, anche morti, hanno per conformazione impresso sul muso quello che noi leggiamo come un sorriso, ma non corrisponde affatto al loro stato d’animo. 
  Fermandoci a ragionare, come possiamo credere che questi intelligentissimi mammiferi marini, nati per viaggiare liberi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>  Niente è ingannevole quanto la pubblicità di uno zoo acquatico: i delfini infatti, anche morti, hanno per conformazione impresso sul muso quello che noi leggiamo come un sorriso, ma non corrisponde affatto al loro stato d’animo. </p>
<p>  Fermandoci a ragionare, come possiamo credere che questi intelligentissimi mammiferi marini, nati per viaggiare liberi, possano provare piacere nel ritrovarsi prigionieri di vasche lunghe poche decine di metri, per eseguire stupidi giochi, saltare nei cerchi e ballare come marionette? Tali risultati, sia chiaro, sono ottenuti attraverso fame, abusi, isolamento e violenze fisiche. </p>
<p>  Se in natura un delfino vive 45 anni, la metà dei cetacei catturati per finire negli spettacoli muore entro due, e il rimanente non supera i cinque, a causa di stress e malattie. Dall’entrata in vigore, nel 1973, della convenzione CITES (Convention on International Trade in Endangered Species of Wild Fauna and Flora) la commercializzazione delle specie selvatiche è vietata, ma soffre di continue eccezioni. Tanto per cambiare, Roma ci propone un triste esempio di zoo marino.</p>
<p>  Visitate il sito di Ric O’Barry, <a href="http://www.dolphinproject.org">www.dolphinproject.org</a>. Egli fu l’addestratore di Flipper, celebre delfino dello schermo. Un giorno uno dei 5 esemplari utilizzati per la serie si suicidò fra le sue braccia – smise volontariamente di respirare, tale era la sofferenza &#8211; fissandolo negli occhi. Sconvolto, O’Barry da allora dedica la vita a liberare i delfini da circhi e vessazioni. E su Youtube trovate un suo video che illustra come addestratori di tutto il mondo vadano ad acquistare i cuccioli selezionati durante le mattanze nei fiordi giapponesi: Dolphin Swim Programs &#038; SLAUGHTER Linked!!!</p>
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