Sterilizzate cani e gatti!
“Sono allergico al pelo”, “ho trovato questo cane ma non posso tenerlo”, “sto cambiando casa e in quella nuova non c’è posto”, “questo cane ha morso un extracomunitario che non ha voluto testimoniare”: sono le 4 scuse più frequenti con cui, di questi tempi, chi vuole liberarsi di un animale chiama il canile della Muratella di Roma.
Se un tempo esisteva una lista d’attesa per ingressi programmati, oggi c’è solo una bacheca chiamata “cedo cane” e gli accessi avvengono attraverso Asl. Di regola soggetti feriti o aggressivi, che vanno ogni giorno a congestionare una struttura prevista per circa 320 ospiti, ma da sempre carica più del doppio della portata. Quando le adozioni stentano, alcuni operatori arrivano a portarsi via i casi disperati. Vedi Jamaica, volpino di 5 anni scaricato nel giardino del Ministero dell’Interno in quanto affetto da leishmaniosi avanzata, con insufficienza renale. Collare giamaicano, educazione perfetta. Si sta lasciando morire a casa di una volontaria.
E’ una vecchia solfa, ma bisogna ripeterla. Sterilizzare cani e gatti, maschi e femmine, anche di razza, non è crudeltà, ma civiltà e intelligenza. Al contrario, cedere alla tentazione delle cucciolate è una grave sciocchezza. Nessuno può controllare il destino dei cuccioli, che si riprodurranno a loro volta andando ad affollare un mondo che straborda. Di qui gli abbandoni.
L’idea di appagare un desiderio di maternità o paternità del cane organizzando noi una singola seduta, è un’assurda proiezione. La natura prevede una libertà a cui gli animali domestici sono per forza estranei. La sterilizzazione li protegge invece da inutili tensioni, gravidanze isteriche, tumori alla prostata e alla mammella.