Category: animali

Sterilizzate cani e gatti!

By margherita, July 5, 2009 10:37 pm

“Sono allergico al pelo”, “ho trovato questo cane ma non posso tenerlo”, “sto cambiando casa e in quella nuova non c’è posto”, “questo cane ha morso un extracomunitario che non ha voluto testimoniare”: sono le 4 scuse più frequenti con cui, di questi tempi, chi vuole liberarsi di un animale chiama il canile della Muratella di Roma.

Se un tempo esisteva una lista d’attesa per ingressi programmati, oggi c’è solo una bacheca chiamata “cedo cane” e gli accessi avvengono attraverso Asl. Di regola soggetti feriti o aggressivi, che vanno ogni giorno a congestionare una struttura prevista per circa 320 ospiti, ma da sempre carica più del doppio della portata. Quando le adozioni stentano, alcuni operatori arrivano a portarsi via i casi disperati. Vedi Jamaica, volpino di 5 anni scaricato nel giardino del Ministero dell’Interno in quanto affetto da leishmaniosi avanzata, con insufficienza renale. Collare giamaicano, educazione perfetta. Si sta lasciando morire a casa di una volontaria.

E’ una vecchia solfa, ma bisogna ripeterla. Sterilizzare cani e gatti, maschi e femmine, anche di razza, non è crudeltà, ma civiltà e intelligenza. Al contrario, cedere alla tentazione delle cucciolate è una grave sciocchezza. Nessuno può controllare il destino dei cuccioli, che si riprodurranno a loro volta andando ad affollare un mondo che straborda. Di qui gli abbandoni.

L’idea di appagare un desiderio di maternità o paternità del cane organizzando noi una singola seduta, è un’assurda proiezione. La natura prevede una libertà a cui gli animali domestici sono per forza estranei. La sterilizzazione li protegge invece da inutili tensioni, gravidanze isteriche, tumori alla prostata e alla mammella.

Pappagalli maltrattati: non ci sono pattuglie

By margherita, May 20, 2009 7:57 pm

E’ la tarda mattinata di domenica e vi trovate al Pincio, o meglio, alle spalle della terrazza ancora completamente ingombra dal cantiere, nei pressi dell’obelisco. Qui, attorno a una coppia sui sessant’anni, si è radunato un gruppetto di persone felici. La ragione di tanta allegria sta in quattro pappagalli esotici di grandi dimensioni legati per le zampe, che i due trascinano a spasso come fossero cani, senza che nessuno obietti. Uno è una magnifica ara dall’aspetto stravolto, che traballa sul prato e la donna richiama con uno strattone. Quindi si arrampica sulla spalla dell’uomo e gli appoggia il capo su una spalla, allora le viene versata un po’ d’acqua addosso.

Gli astanti scattano foto. Giacché i pappagalli sono specie in Cites che richiedono documenti, non si possono comunque portare in giro e qui sembrano evidenti gli estremi di maltrattamento che imporrebbero l’intervento d’ufficio di un qualsiasi corpo di polizia, chiamate la Forestale. Ma il 1515 non funziona: guasto alla linea. Così vi procurate il numero dell’Ispettorato Generale. Di lì, subito si attivano contattando il Comando Regionale. La coppia coi pappagalli s’incammina in mezzo a famigliole entusiaste.

Li seguite, mentre i forestali dispiaciuti chiedono di pazientare poiché non si riesce a trovare una pattuglia disponibile. Il Corpo ha subito severi tagli nell’organico e questo è il risultato. Nell’attesa, dato che i due stanno lasciando il parco, chiamate Carabinieri e Polizia municipale, ma entrambi declinano la responsabilità. La coppia raggiunge un’auto, chiude i pappagalli nel portabagagli e parte. A questo punto però la Forestale non intende soprassedere, e la procedura è avviata.

Roma e gli animali

By margherita, May 20, 2009 7:53 pm

Assistete al maltrattamento di un cane e volete segnalarlo, avete bisogno di aiuto per gestire una colonia felina, vedete rami carichi di nidi e foglie crollare in pieno maggio sotto le seghe di potatori folli, o mesti cavalli scivolare sull’asfalto? Niente paura, sareste autorizzati a pensare: Roma è una città che sembra attentissima agli animali. C’è un assessore con delega ai loro diritti e uno specifico ufficio preposto allo scopo, direttori e consulenti di vario genere. Non abbiamo, come nelle altre città, uno zoo, ma un luogo che si chiama Bioparco. E poi, basta aprire i giornali. Il numero di figure coinvolte dalle peripezie della vita extra-umana è notevole. Su botticelle, canili, alberi della Capitale, esprimono continui e appassionati pareri amministratori, sottosegretari e ministri di Stato, esponenti dell’opposizione.

Ma al momento di verificare se tanto interessamento corrisponda a qualche fatto o programma, si rimane proprio meravigliati. L’Ufficio diritti animali è stato da poco ribattezzato Ufficio tutela del benessere animale, ma il sito internet è rimasto identico a prima, salvo l’aggiunta di immagini dell’assessore De Lillo e l’abolizione del numero di telefono. Vero è che il precedente call center faceva riferimento a una società di Padova, era inutilmente costoso e smistava le chiamate al canile della Muratella. Ma allora ci si chiede in cosa consista, all’atto pratico, questo ufficio, questa difesa dei diritti animali che il Comune ci offre.

Canili e gattili sono in verità assai lontani da una risoluzione dei problemi e al contrario in mezzo a un cieco braccio di ferro fra la vecchia gestione e una totale incapacità di pensare il rinnovamento, e chi ne fa le gravi spese sono gli animali. Oltre il nome, il Bioparco rimane quello che era: una sinistra infilata di gabbie. Infine gli alberi e la biodiversità che in questi giorni viene distrutta. Piante, insetti e uccelli massacrati contro ogni logica. Ci domandiamo perché queste potature fuori stagione. Vorremmo sapere dove finisce la biomassa. Non servirà forse a alimentare gli impianti per realizzare il compost?

Gattile modello al Forlanini

By margherita, April 8, 2009 3:06 pm

Non è del tutto un caso che proprio nel parco dell’Ospedale Forlanini sorga l’unico ricovero per felini malati di leucemia, che altrove verrebbero soppressi. Il merito è dell’associazione Azalea di Daniela Froldi al timone di uno dei gattili più famosi e organizzati di Roma: 205 ospiti e nessuna convenzione con le istituzioni, solo contributi privati e volontariato.

Ma il legame fra la zona sanitaria umana e gli animali è abbastanza antico. Un tempo infatti, lontano dai padiglioni destinati alla cura delle malattie polmonari, venivano tenuti due montoni. Il luogo si chiamava proprio “area montoni”. Dal momento che i giardini erano pieni di gatti e la loro presenza, tutto sommato, serviva a scoraggiare l’ingresso di topi dalla strada, nel 1996 si pensò di dedicare proprio quel tratto a una struttura idonea a offrire loro accoglienza e riparo.

La gestione, tuttavia, non si dimostrò brillante. Fango, baracche e cadaveri: nel 2002 la Froldi, gattara di lungo corso, impugna la situazione. Nel 2004 l’Ufficio Diritti Animali e l’Ospedale le affidano l’impresa. Oggi l’intero progetto è a norma di legge, dai bagni ai libretti sanitari: ogni micio ne ha uno dotato di fotografia, caso unico per un gattile. Le ciotole sono d’acciaio, i pavimenti lastricati, al centro del cortile è stato piantato un ulivo su cui arrampicarsi. I veterinari della Clinica Felina di Monteverde passano una sterilizzazione gratis al mese e sul resto prezzi di favore.

I malati di leucemia felina sono attualmente 14 e vivono in un reparto con cuscini e veranda. Contagiosi, sono isolati da una parete di policarbonato trasparente, affinché possano comunque guardare gli altri.

Max a lieto fine

By margherita, March 23, 2009 9:51 pm

Con il ritorno del freddo è giusto regalarci un lieto fine, anche se il primo compleanno di Max, il 2 aprile di tre anni fa, non fu certo una festa. Ma sarà bene riordinare gli eventi.

Acquistato in un allevamento di Lavinio nel 2005, Max va a vivere nel giardino di una famigliola di Anzio. In casa è nato un bimbo e vige l’idea che non vi sia nulla di meglio a completare il quadro di un cucciolo di golden retriever, da tenere nel prato. Lì fuori Max trascorre da solo i suoi primi 10 mesi, tanto vuoti da indurlo a scavare buche, per ingannare il tempo. Questo non piace alla famiglia, che gli preferisce le aiuole e lo riporta all’allevamento.
Max è nervoso. Un amico della titolare, Marco – già proprietario di tre golden – trova la sistemazione ideale. Conosce un istruttore di sci di Roccaraso, 50 anni, divorziato. Fra lui e Max è amore a prima vista e trascorrono un marzo ruggente da scapoli fra le piste e il paese. Quando l’uomo è sulla neve, il cane aspetta in auto o fa il giro dei negozi.

Una sera Marco va a trovarli e rimane d’accordo di risentirsi con l’amico l’indomani. Ma il giorno successivo, colto da infarto, quello muore. Max lo veglia, poi viene chiuso in un garage per una settimana dai parenti; c’è chi parla di venderlo. Solo grazie all’appuntamento mancato Marco giunge in tempo a recuperarlo, mutato nello spirito. E’ aggressivo.

Per fortuna Marco ha un’altra amica. Si chiama Marina e ha due figli, Caterina e Diego: accolgono Max e si applicano insieme a dimostrargli che sarà per sempre. Ce ne vuole, ma alla fine funziona. Fra poco Max compirà 4 anni, ha recuperato la calma, non occorre più che Marco lo tenga d’occhio, ma lo vede sempre volentieri.

Segugi segregati a Lariano: sequestro delle Guardie Zoofile dell’Enpa

By margherita, March 16, 2009 1:09 am

Qualche giorno fa, in seguito a una segnalazione, il presidente dell’Enpa Roma Claudio Locuratolo si reca con le sue Guardie Zoofile a Lariano, comune nella zona dei Castelli. Gli è stato riferito che un rottweiler vive legato a catena stretta in un recinto, privo di qualsiasi riparo. Alla verifica il cane, vistosamente denutrito, nell’angusto box non dispone nemmeno della ciotola per l’acqua, e nel tentativo di ripararsi dal freddo e dalla pioggia durante tutto l’inverno, dalla disperazione è arrivato a scavarsi una buca nel terreno. Il proprietario cade dalle nuvole. Dispone in verità di un bel giardino, ma Buck è di fatto un accessorio esterno alla casa.

Mentre il veterinario ausiliario di polizia giudiziaria conferma il maltrattamento e Locuratolo stende il verbale della denuncia penale, non lontano echeggiano latrati e lamenti. Basta svoltare l’angolo e le Guardie Zoofile – attive anche nell’antibracconaggio – trovano un canile abusivo con 13 segugi, fra cui un cucciolo di tre mesi, costretti a due in gabbie di lamiera di un metro quadrato ciascuna. Alimentati a terra fra feci e urine, in ovvie condizioni di ipereccitazione, sono cani utilizzati in zona per la caccia al cinghiale.

Per stanare i suini ne occorrono moltissimi e tanti rimangono feriti o uccisi. Anche qui, i titolari trasecolano: con tutti i rapinatori in circolazione cosa sarà mai tenere ammassati e segregati negli escrementi una quindicina di cani? Eppure, gli animali sono stati posti sotto sequestro e provvisoriamente affidati ai proprietari e al Sindaco di Lariano, mentre la competente Asl RMH è invitata a vigilare su un territorio evidentemente in disordine, in attesa dei processi.

Libertà possibile

By margherita, January 26, 2009 12:39 am

Troppo spesso, a dispetto delle migliori intenzioni, quanto noi stessi abbiamo costruito ci impedisce di tornare davvero indietro.

Siete entrati in possesso di un terreno vicino Roma. Il contadino che ve l’ha venduto sta sbaraccando il pollaio. Assieme alle galline, che porta via con sé, tiene un grande, stupendo piccione bianco. “E lui?” domandate. L’uomo vi spiega che si tratta del superstite di una coppia destinata a riprodursi, con destinazione ultima di carattere alimentare. Ma la femmina è morta, e lui, per una ragione o per l’altra, non è stato mangiato. Forse proprio perché è così bello.

Chiedete allora al contadino cosa intenda farne ed egli si persuade, ora che la gabbia è smontata, a liberarlo. L’istante in cui l’uccello, per la prima volta da quando è nato, apre le ali e vola, non può essere sciupato nemmeno da quello successivo, in cui l’echeggiare di spari vi ricorda che la stagione di caccia è ancora aperta. Immacolato e visibile, il piccione guarda rapito il mondo da un albero che sovrasta i resti del pollaio dove ha consumato le sue uniche esperienze di vita.

Da quel momento non fate che pensare a lui e al possibile errore commesso, lasciando mangime nei paraggi e sperando che non si allontani. Per una settimana si comporta con prudente entusiasmo, poi lo stesso contadino lo ritrova confuso e insanguinato.

Per fortuna la ferita non è grave, per fortuna a Roma esiste il Centro di recupero fauna selvatica della Lipu in Via Aldrovandi 2, dove sarà curato e poi accolto in modo permanente, assieme ai suoi simili, in una spaziosa voliera. Per lui, allevato dall’uomo e scampato al piatto, è la massima aspirazione di libertà.

BOTTICELLE: Alemanno manterrà le promesse?

By margherita, January 21, 2009 12:36 pm

Più o meno dovremmo esserci. Il sindaco Alemanno manterrà quanto promesso al tavolo convocato più di un mese fa in merito alla questione botticelle?

Incaricò allora il sottosegretario alla Salute Francesca Martini di creare un gruppo di lavoro per mettere insieme una serie di valutazioni tecniche in grado di aiutarlo a produrre un giudizio finale, ma disse anche che, prima di esprimersi, avrebbe senz’altro incontrato di nuovo le associazioni animaliste, sostenitrici del punto centrale dell’intera questione.

Una valutazione che infatti non compete ad alcun veterinario o urbanista, ma rappresenta il cuore del problema, e riguarda il benessere, in questo caso il malessere, dei cavalli considerato da un punto di vista etologico, empatico e morale.

Di certo, se il Sindaco è uomo di parola, prima di trarre le proprie conclusioni ascolterà come annunciato anche questa fondamentale elaborazione.

Pipistrelli

By margherita, January 15, 2009 10:45 pm

Estate 2000: Andrea Brutti, oggi consulente per la fauna selvatica dell’Enpa, è responsabile del centro Lipu a Villa Borghese e si trova ad accogliere due signore eleganti. La prima gli porge una scatola, l’amica rimane distante. Andrea non fa in tempo a sollevare il coperchio che una fa un balzo indietro, l’altra s’inginocchia a terra gridando “no!” e coprendosi il capo con la giacca. Sul cartone, il pericoloso ospite non fa una piega. Si tratta di un cucciolo di pipistrello, probabilmente orfano. Grazie alle esperienze maturate dal 1996, anno di apertura del centro, le sue probabilità di sopravvivere si sono triplicate.

Oggi la mortalità dei piccoli è davvero bassa, ma la gente continua a credere che questi mammiferi volanti capaci di percepire un capello a cento metri di distanza grazie al proprio ecoradar, attenti a evitare l’uomo – avvertito come possibile predatore – cadano sulla testa delle persone e vi rimangano impigliati. Pochi sanno invece che queste creature notturne, associate a streghe e demoni da obsoleta iconologia, si nutrono principalmente di zanzare. Un solo pipistrello può mangiarne fino a duemila e sera: infinitamente più efficace, ecologico, economico della disinfestazione chimica. Un tempo Roma, ricca di alberi, rovine e anfratti, era luogo ideale per questi animali.

Adesso, ci ricorda Brutti, fra la distruzione del verde, l’inquinamento, la cementificazione e qualche caso di scortesia umana, i nostri preziosi pipistrelli sono in difficoltà. Da dicembre a marzo molti di loro sono in letargo, nelle cavità degli alberi e dei palazzi. Murarli, ma anche – tagliando alberi o ristrutturando senza cura – svegliarli con il freddo e senza sufficienti riserve di grasso, significa ucciderli. Per aiutarli pensando all’anno prossimo potete costruire delle bat-box. Esaurienti istruzioni in rete sotto la voce “un pipistrello per amico”.

Devil

By margherita, January 10, 2009 9:25 pm

Devil è un rottweiler molto anziano, ha undici anni, ed è accusato di aver ucciso un uomo, il 10 novembre scorso. Le terribili emozioni del momento avrebbero condotto alla sua soppressione immediata, se non fosse stato per l’intervento di Paolo Migliaccio, coordinatore della Lega antivivisezione in Abruzzo, e di una catena di attivisti capaci di raccogliere per lui oltre 4mila firme.

Ieri Devil è stato consegnato dalla Asl di Chieti a Carla Rocchi, presidente dell’Ente nazionale protezione animali, che lo ha preso in adozione permanente. Per la sua salvezza si è espressa persino il sottosegretario alla Salute Francesca Martini, sostenitrice dell’abolizione delle liste nere delle razze pericolose in favore della responsabilità dei proprietari.
“Ho letto di Devil e dopo aver parlato con gli amici della Lav ho subito contattato il canile che lo ha in custodia, offrendo la nostra disponibilità ad accoglierlo presso un centro di recupero,” spiega la Rocchi. “E’ assurdo applicare agli animali i nostri criteri morali, non esistono cani cattivi. Ringrazio i proprietari e l’Asl per avercelo ceduto, Devil avrà con noi una seconda occasione.”

Di fatto, cosa sia esattamente successo quella mattina fuori dalla villa di Sambuceto, frazione di San Giovanni Teatino in provincia di Chieti, dove Rinaldo Di Donato, proprietario di un colorificio, abita con la famiglia, nessuno lo sa. Lì Gabriele Ferri, 61 anni, dipendente della ditta, svolge qualche lavoretto di giardinaggio; Devil lo conosce. Quando Ferri viene trovato morto con ferite alla testa e al volto, il vecchio cane è accanto a lui. Lo portano al canile e i padroni, sotto choc, ne autorizzano l’abbattimento.

“Abbiamo ricordato appena in tempo al veterinario Asl che una procedura sommaria non avrebbe aiutato nessuno,” racconta Migliaccio. “Per sopprimere un cane, tra l’altro, la pericolosità va riscontrata durante un periodo di osservazione”. Chiesto alla magistratura di porre Devil sotto sequestro, la Lav invita a ragionare e a non cadere nei cliché col rischio di suscitare psicosi: “Credo che la ricerca della verità sia anzitutto un segno di rispetto verso la vittima. Sul corpo è stata eseguita un’autopsia, i cui risultati fanno parte di un’inchiesta penale,” prosegue Migliaccio. Fra le ipotesi, alcuni suggeriscono che Ferri abbia avuto un malore e il cane abbia tentato di smuoverlo: “Possibile, ma non compete a noi trarre simili conclusioni.”

Per Devil, in due mesi sul sindaco di San Giovanni Teatino, su quello di Chieti e sulla Asl piovono lettere; il web s’infiamma. Una settimana fa le autorità ne firmano il dissequestro, e i proprietari la rinuncia al possesso. Oltre all’Enpa si offre di adottarlo anche la piccola e validissima associazione Vita da Cani. Ma è stata Carla Rocchi a portarlo via, senza flash e con destinazione riservata, verso la sua nuova possibilità.

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