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	<title>La pelle dell'orso &#187; cani</title>
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		<title>Multe a Roma: campagna sui cani e il decoro urbano</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Feb 2010 07:12:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>margherita</dc:creator>
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		<description><![CDATA[  Con le nuove ordinanze sul decoro urbano emanate dal sindaco Alemanno il 3 febbraio scorso, fra le altre cose, il Campidoglio ha giustamente quasi triplicato la sanzione amministrativa per chi non raccoglie dal suolo pubblico le deiezioni del proprio cane. 
  Da 100 euro di multa si è passati a 250, e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>  Con le nuove ordinanze sul decoro urbano emanate dal sindaco Alemanno il 3 febbraio scorso, fra le altre cose, il Campidoglio ha giustamente quasi triplicato la sanzione amministrativa per chi non raccoglie dal suolo pubblico le deiezioni del proprio cane. </p>
<p>  Da 100 euro di multa si è passati a 250, e davvero si spera che l&#8217;entità della cifra e i maggiori controlli scoraggino un disgustoso malcostume dannoso anche, in termini di impopolarità, per la maggior parte dei civilissimi padroni di animali. </p>
<p>  Colpisce tuttavia la sproporzione con i 50 euro, immutati dal tariffario precedente, inflitti a chi butta a terra cartacce, lattine e altri oggetti non biodegradabili: appena un quinto della somma. </p>
<p>  Il manifesto della campagna, inoltre, recita un po&#8217; aggressivamente: &#8220;Il cane è tuo, il marciapiede di tutti.&#8221; Non una nota educativa sul fatto che, appunto, comportarsi in modo responsabile contribuisce a una convivenza migliore. Inoltre, ci si domanda se i vigili che hanno verbalizzato le prime sanzioni, di cui il Comune ha dato fiera nota, abbiano anche contestualmente verificato se i cani fossero dotati di microchip, come previsto dalla legge. Improbabile, dato che ben di radio i vigili sono dotati di lettori di microchip. </p>
<p>  Mentre parlare di cani suggerirebbe un investimento per contrastare il randagismo, poiché tale argomento è legato al risparmio di denaro pubblico e al miglioramento della gestione dei canili e dei servizi a essi correlati. Risultati che non si possono ottenere con il solo taglio dei fondi e delle convenzioni.<br />
Il fatto è che in quasi due anni, da parte di quest&#8217;amministrazione, ancora non si è visto un singolo progetto a favore degli animali o del verde pubblico.</p>
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		<title>Associazioni e forze dell&#8217;ordine: collaborazione preziosa</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Sep 2009 21:33:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>margherita</dc:creator>
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		<description><![CDATA[  Non che a Campagnano di Roma manchino persone attente agli animali e alla natura: tutt’altro. E’ una zona piena di verde, cavalli e passione per l’ambiente. Tuttavia, negli anni, si sono verificati circoscritti ma ripetuti casi di barbarie: cani impiccati, gatti seviziati, un cavallo fatto a pezzi in un prato. 
  Di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>  Non che a Campagnano di Roma manchino persone attente agli animali e alla natura: tutt’altro. E’ una zona piena di verde, cavalli e passione per l’ambiente. Tuttavia, negli anni, si sono verificati circoscritti ma ripetuti casi di barbarie: cani impiccati, gatti seviziati, un cavallo fatto a pezzi in un prato. </p>
<p>  Di nuovo, nei mesi scorsi, la LIDA (Lega italiana dei diritti dell’animale) ha presentato esposti a polizia municipale e carabinieri del luogo. A proposito di una colonia felina, censita dalla Asl RmF di Rignano Flaminio, minacciata di sterminio con pesanti intimidazioni rivolte alle gattare. Ancora, riguardo un uomo che in passato ha fatto morire cani in condizioni atroci, il quale continua a detenerne. Oltre alla segnalazione di un deposito metallico colmo di animali, infuocato sotto il sole.</p>
<p>  Ora, il contributo delle associazioni animaliste più attive sul territorio, fra cui ricordiamo le guardie zoofile dell’Enpa, la Lav, ma anche l’Oipa, l’Aidaa e altre, è una vigilanza e un coraggioso esporsi attraverso interessamenti diretti e segnalazioni ufficiali. Un lavoro prezioso confortato dalla legge 189/04, che norma penalmente maltrattamenti e uccisioni a danno degli animali. </p>
<p>  Impegno che tuttavia rischia di andare perduto, se non trova completamento nell’intervento delle forze dell’ordine, che possono – e devono d’ufficio, se il fatto esiste – procedere dove il cittadino non può. Vero che le risorse di polizia e carabinieri sono ingaggiate su troppi fronti. La violenza però è un principio unico: i malavitosi insegnano ai loro figli a praticarla sugli animali, per poi passare agli uomini. Comunque, possiamo ritenere l’impiccagione di un cane un gesto non rasserenante?</p>
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		<title>Donatori di Roma</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Aug 2009 13:52:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[  Donatori di Roma: così hanno deciso di chiamarsi, costituendosi in un coordinamento, alcuni rappresentanti di quell’ampia e generosa categoria che sostiene canili, gattili, randagi e colonie. Quanto ampia e quanto generosa, gli associati intendono scoprirlo. Non solo i tesserati delle piccole e grandi associazioni animaliste infatti, o le celebrate gattare, donano a getto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>  Donatori di Roma: così hanno deciso di chiamarsi, costituendosi in un coordinamento, alcuni rappresentanti di quell’ampia e generosa categoria che sostiene canili, gattili, randagi e colonie. Quanto ampia e quanto generosa, gli associati intendono scoprirlo. Non solo i tesserati delle piccole e grandi associazioni animaliste infatti, o le celebrate gattare, donano a getto continuo denaro, cibo, accessori, coperte e medicinali alle strutture, ma un’infinità di cittadini mai rappresentati.</p>
<p>  La scintilla scocca quando i nuovi gestori del gattile di Villa Flora (da poco assegnato dall’Ufficio Diritti Animali senza regolare gara, dopo una gestione transitoria a seguito di sequestro giudiziario in cui i mici godevano di ottima salute) buttano cucce e lettini regalate dai sostenitori del ricovero, trasferendo i gatti a terra. Quindi cambiano l’alimentazione e chiudono la porta alle associazioni. Uno dei gatti già schedati da Enpa e Lav muore. I cittadini valutano che l’acquisto del materiale eliminato e il sostentamento dei gatti, oggi inaccessibili, siano costati negli ultimi due anni una cifra congrua. </p>
<p>  Presto emerge che lo scontento è vasto. Mancati interventi, colonie feline decimate, aree verdi allo sfascio. Né piace sentire che alla Muratella (sovvenzionata dal Comune, ma aiutata dalle donazioni: gli stessi lavoratori contribuiscono ai farmaci) si vive in affanno e proprio l’altro giorno è stato sbranato un cane.</p>
<p>  Per avere voce in capitolo e chiedere trasparenza e risposte, i Donatori di Roma intendono attribuirsi un valore. Invitano chiunque abbia devoluto, nel 2009, denaro e aiuti agli animali capitolini, a quantificarlo presso l’indirizzo: donatoridiroma@gmail.com.</p>
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		<title>Sterilizzate cani e gatti!</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Jul 2009 20:37:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[  “Sono allergico al pelo”, “ho trovato questo cane ma non posso tenerlo”, “sto cambiando casa e in quella nuova non c’è posto”, “questo cane ha morso un extracomunitario che non ha voluto testimoniare”: sono le 4 scuse più frequenti con cui, di questi tempi, chi vuole liberarsi di un animale chiama il canile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>  “Sono allergico al pelo”, “ho trovato questo cane ma non posso tenerlo”, “sto cambiando casa e in quella nuova non c’è posto”, “questo cane ha morso un extracomunitario che non ha voluto testimoniare”: sono le 4 scuse più frequenti con cui, di questi tempi, chi vuole liberarsi di un animale chiama il canile della Muratella di Roma. </p>
<p>  Se un tempo esisteva una lista d’attesa per ingressi programmati, oggi c’è solo una bacheca chiamata “cedo cane” e gli accessi avvengono attraverso Asl. Di regola soggetti feriti o aggressivi, che vanno ogni giorno a congestionare una struttura prevista per circa 320 ospiti, ma da sempre carica più del doppio della portata. Quando le adozioni stentano, alcuni operatori arrivano a portarsi via i casi disperati. Vedi Jamaica, volpino di 5 anni scaricato nel giardino del Ministero dell’Interno in quanto affetto da leishmaniosi avanzata, con insufficienza renale. Collare giamaicano, educazione perfetta. Si sta lasciando morire a casa di una volontaria.</p>
<p>  E’ una vecchia solfa, ma bisogna ripeterla. Sterilizzare cani e gatti, maschi e femmine, anche di razza, non è crudeltà, ma civiltà e intelligenza. Al contrario, cedere alla tentazione delle cucciolate è una grave sciocchezza. Nessuno può controllare il destino dei cuccioli, che si riprodurranno a loro volta andando ad affollare un mondo che straborda. Di qui gli abbandoni. </p>
<p>  L’idea di appagare un desiderio di maternità o paternità del cane organizzando noi una singola seduta, è un’assurda proiezione. La natura prevede una libertà a cui gli animali domestici sono per forza estranei. La sterilizzazione li protegge invece da inutili tensioni, gravidanze isteriche, tumori alla prostata e alla mammella.</p>
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		<title>Roma e gli animali</title>
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		<pubDate>Wed, 20 May 2009 17:53:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>margherita</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Assistete al maltrattamento di un cane e volete segnalarlo, avete bisogno di aiuto per gestire una colonia felina, vedete rami carichi di nidi e foglie crollare in pieno maggio sotto le seghe di potatori folli, o mesti cavalli scivolare sull’asfalto? Niente paura, sareste autorizzati a pensare: Roma è una città che sembra attentissima agli animali. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Assistete al maltrattamento di un cane e volete segnalarlo, avete bisogno di aiuto per gestire una colonia felina, vedete rami carichi di nidi e foglie crollare in pieno maggio sotto le seghe di potatori folli, o mesti cavalli scivolare sull’asfalto? Niente paura, sareste autorizzati a pensare: Roma è una città che sembra attentissima agli animali. C’è un assessore con delega ai loro diritti e uno specifico ufficio preposto allo scopo, direttori e consulenti di vario genere. Non abbiamo, come nelle altre città, uno zoo, ma un luogo che si chiama Bioparco. E poi, basta aprire i giornali. Il numero di figure coinvolte dalle peripezie della vita extra-umana è notevole. Su botticelle, canili, alberi della Capitale, esprimono continui e appassionati pareri amministratori, sottosegretari e ministri di Stato, esponenti dell’opposizione. </p>
<p>  Ma al momento di verificare se tanto interessamento corrisponda a qualche fatto o programma, si rimane proprio meravigliati. L’Ufficio diritti animali è stato da poco ribattezzato Ufficio tutela del benessere animale, ma il sito internet è rimasto identico a prima, salvo l’aggiunta di immagini dell’assessore De Lillo e l’abolizione del numero di telefono. Vero è che il precedente call center faceva riferimento a una società di Padova, era inutilmente costoso e smistava le chiamate al canile della Muratella. Ma allora ci si chiede in cosa consista, all’atto pratico, questo ufficio, questa difesa dei diritti animali che il Comune ci offre.</p>
<p>  Canili e gattili sono in verità assai lontani da una risoluzione dei problemi e al contrario in mezzo a un cieco braccio di ferro fra la vecchia gestione e una totale incapacità di pensare il rinnovamento, e chi ne fa le gravi spese sono gli animali. Oltre il nome, il Bioparco rimane quello che era: una sinistra infilata di gabbie. Infine gli alberi e la biodiversità che in questi giorni viene distrutta. Piante, insetti e uccelli massacrati contro ogni logica. Ci domandiamo perché queste potature fuori stagione. Vorremmo sapere dove finisce la biomassa. Non servirà forse a alimentare gli impianti per realizzare il compost?</p>
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		<title>Max a lieto fine</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Mar 2009 19:51:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[  Con il ritorno del freddo è giusto regalarci un lieto fine, anche se il primo compleanno di Max, il 2 aprile di tre anni fa, non fu certo una festa. Ma sarà bene riordinare gli eventi.
  Acquistato in un allevamento di Lavinio nel 2005, Max va a vivere nel giardino di una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>  Con il ritorno del freddo è giusto regalarci un lieto fine, anche se il primo compleanno di Max, il 2 aprile di tre anni fa, non fu certo una festa. Ma sarà bene riordinare gli eventi.</p>
<p>  Acquistato in un allevamento di Lavinio nel 2005, Max va a vivere nel giardino di una famigliola di Anzio. In casa è nato un bimbo e vige l’idea che non vi sia nulla di meglio a completare il quadro di un cucciolo di golden retriever, da tenere nel prato. Lì fuori Max trascorre da solo i suoi primi 10 mesi, tanto vuoti da indurlo a scavare buche, per ingannare il tempo. Questo non piace alla famiglia, che gli preferisce le aiuole e lo riporta all’allevamento.<br />
  Max è nervoso. Un amico della titolare, Marco – già proprietario di tre golden – trova la sistemazione ideale. Conosce un istruttore di sci di Roccaraso, 50 anni, divorziato. Fra lui e Max è amore a prima vista e trascorrono un marzo ruggente da scapoli fra le piste e il paese. Quando l’uomo è sulla neve, il cane aspetta in auto o fa il giro dei negozi. </p>
<p>  Una sera Marco va a trovarli e rimane d’accordo di risentirsi con l’amico l’indomani. Ma il giorno successivo, colto da infarto, quello muore. Max lo veglia, poi viene chiuso in un garage per una settimana dai parenti; c’è chi parla di venderlo. Solo grazie all’appuntamento mancato Marco giunge in tempo a recuperarlo, mutato nello spirito. E’ aggressivo. </p>
<p>  Per fortuna Marco ha un’altra amica. Si chiama Marina e ha due figli, Caterina e Diego: accolgono Max e si applicano insieme a dimostrargli che sarà per sempre. Ce ne vuole, ma alla fine funziona. Fra poco Max compirà 4 anni, ha recuperato la calma, non occorre più che Marco lo tenga d’occhio, ma lo vede sempre volentieri.</p>
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