Category: canili

Sovraffollamento

By margherita, November 3, 2008 1:49 am

Ci ritroviamo spesso a parlare di canili, ma quasi mai del problema a monte, vale a dire il randagismo e lo smisurato numero di animali che viene immesso ogni giorno in un irresponsabile mercato.

Solo nel nostro territorio, fra allevamenti ufficiali, amatoriali e casalinghi, importazioni, negozi e banchi, circola una quantità di esemplari inimmaginabile, che non ha alcuna ragionevole proporzione con noi cittadini. Per avere idea dell’offerta, date un’occhiata alle inserzioni. Se anche volessimo limitarci a cani e gatti, nascono milioni di cuccioli dal destino sostanzialmente incerto.

Causa frequente è il sentimentalismo dei proprietari refrattari alla sterilizzazione, vuoi perché la giudicano contro natura, vuoi perché trovano carino avere un cucciolo autoctono. Ma la natura allora eviterebbe il sovraffollamento, contemplando tante altre circostanze di cui gli animali domestici sono privati, fra cui modalità di accoppiamento diverse da quelle combinate una tantum.

Poi c’è il commercio. Non è un crimine amare una specifica razza e ciascuno, puro o meticcio, ha diritto a una casa. Ma non possiamo evitare domande sulla selezione degli esemplari, chiederci cosa ne sia dei piccoli meno belli. Non solo: capita anche che si allevi in modo intensivo e raccapricciante. Fattrici che trascorrono l’intera vita in una gabbietta.

E i milioni di cani importati dall’Est con un’idea di guadagno centrata sulla quantità? Separati troppo presto dalle madri, decimati dai viaggi, portatori di tare fisiche e comportamentali, sovente finiscono in strada. Una parziale risposta dovrebbe fornirla l’anagrafe canina, peccato che i controlli sui microchip siano nulli e le multe ridicole.

Il Campidoglio ha sbloccato i fondi per canili e rifugi onvenzionati

By margherita, November 2, 2008 8:35 pm

A dispetto del momento difficile, la giunta ha risposto in modo deciso allo stato di emergenza dei canili segnalato negli ultimi mesi dall’assessore De Lillo, stanziando un milione di euro dal fondo di riserva. Una disponibilità seria, da parte di Alemanno, che ha posto al sicuro lavoratori e animali di tutte le strutture municipali e in convenzione fino alla conclusione del 2008. Garantendo inoltre la piena intenzione di destinare, nel rispetto della normativa nazionale, i successivi bandi di concorso a gestioni che abbiano alla base finalità e caratteristiche zoofile.

Recuperata la calma, si può persino azzardare che la crisi sia stata utile affinché gli schieramenti facessero migliore conoscenza, oltre il pregiudizio. Forse oggi, in Comune, è più chiaro che “animalisti” non significa dilettanti, quando un’associazione come i Volontari del Canile di Porta Portese ha curato sequestro e sistemazione di 1231 animali di Casa Luca, 250 meticci dell’ex Poverello e 250 levrieri dell’ex Cinodromo, oltre alle 1297 adozioni, 30mila telefonate e 20mila visite evase quest’anno dalla Muratella. Impossibile menzionare tutti, dalla Guardia Zoofila Enpa al gattile di Villa Flora, ma una nota speciale va al presidio Lipu di Villa Borghese, che con pochissime risorse a disposizione offre insostituibile accoglienza a chiunque trovi un esemplare selvatico ferito o caduto dal nido.

Di contro, forse gli animalisti riconosceranno al Comune una disponibilità al dialogo mai scontata, dato il legittimo desiderio di migliorare un sistema che può e deve fare grandi passi avanti, sia dal punto di vista amministrativo, che etologico e bioetico. Dimostrato anzitutto dall’aver assegnato la direzione dell’UDA a uno zoologo, Bruno Cignini, che ha già individuato due aree in cui realizzare a costo minimo esempi di moderno parco canile. Una a Tor San Giovanni nel Parco della Marcigliana, l’altra alla Bufalotta: qui, alleggerendo la struttura sanitaria della Magliana, i cani meno problematici potranno stare insieme nel verde. Gli impianti favoriranno progetti culturali, visite, adozioni e persino un cimitero per animali.

Appello per un dogo argentino a rischio di condanna in Svizzera

By margherita, November 1, 2008 12:58 am

Vi giro questa mozione che mi è arrivata da parte dell’ Offensiva Animalista e del Collettivo Antispecista. Non posso ancora darvi un sito di riferimento perchè credo che i primi ne stiano costruendo uno, intanto però il tema è molto intessante – impressionante? – e vale la pena di leggere quanto segue con attenzione.

PROTESTA – DOGO ARGENTINO A RISCHIO SOPPRESSIONE IN SVIZZERA

Cari amici del Collettivo, vi chiediamo di partecipare a questa protesta e di far girare il più possibile.

Il caso sottoriportato non è isolato, purtroppo nei lindi e dorati canili Svizzeri la soppressione di cani per futili motivi è la prassi normale.

La neonata campagna TFDP “Togli fido dalla padella” (perché in Svizzera per chi non lo sapesse i cani e gatti di proprietà possono essere anche mangiati, e purtroppo in alcuni cantoni è una vera e propria tradizione culinaria), ha deciso di non stare più a guardare, ma di far conoscere finalmente a tutti la verità nascosta dietro canili, gattili, accalappiamenti di gatti randagi in Svizzera.

Come CollettivoAntispecista aderiamo con entusiasmo a questa campagna e a questa protesta e chiediamo a tutti gli animalisti Italiani di dare una mano a questi coraggiosi attivisti Svizzeri.

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Nel Canton Ticino, in Svizzera un dogo argentino in giovane età, nei giorni scorsi si è reso protagonista di un atto di aggressione verso il suo padrone. La stampa ticinese ha riportato a caratteri cubitali l’evento, evitando pero’ di scrivere la vera dinamica dei fatti.
Il cane era di proprietà di una persona con dei problemi di salute che lo maltrattava sistematicamente. Inoltre non è stato riportato che il dogo è sordo, che l’uomo che lo deteneva gli aveva spento una sigaretta nell’orecchio e per questo motivo il cane si è solo difeso.
Questo cane è ora affidato alla protezione animali di Bellinzona in attesa dei test comportamentali che verranno effettuati dalla veterinaria Elena Stern Balestra, la stessa che nel 2006 decise per l’uccisione (eutanasia è solo una parola di comodo, per mettere a tacere le coscienze!) di tre pitbull ritenuti aggressivi. Insomma ci sembra chiaro che il destino del dogo maltrattato è già segnato.
In un paese che si definisce civile e moderno accade dunque che un cane sano, a parte la sua sordità, venga soppresso, non ritenuto idoneo a vivere in società solo perchè ha giustamente reagito al maltrattamento subito dal suo padrone che poi l’ha scaricato in un canile non assumendosi la responsabilità di quanto fatto. Ci chiediamo anche se questo uomo che si è macchiato di reati penali quali il maltrattamento di animali verrà denunciato alle competenti autorità.
Questo altro non è che un assasinio di stato commissionato da una legge ingiusta che permette l’uccisione di un essere senziente che altra colpa non ha che quella di aver reagito ai continui abusi subiti.
Per un essere umano si chiamerebbe “legittima difesa”. Per un animale invece si tratta di una colpa così grave da espiare con la propria morte.
Senza dimenticare poi un’altra recente storia d’uccisione ingiustificata di un animale domestico da parte delle autorità ticinesi. Un cane proveniente dall’Italia infatti è stato soppresso poche settimane fa’ perché la sua nuova padrona svizzera, madre di due bambini e residente a Tenero l’ha ritenuto aggressivo nei confronti dei figli. Tale cane è stato dichiarato “non conforme” senza nemmeno l’ausilio dei test comportamentali tanto decantati dall’ufficio del veterinario cantonale come unico mezzo per decidere di fatto la sorte di un cane.
Ne hanno anche parlato lungamente i giornali italiani e la popolazione zoofila-animalista della penisola si era rivoltata di fronte a quella che è stata solo l’ennesima uccisione su commissione.

Per questi motivi vogliamo protestare e far sentire la nostra voce. Vogliamo evitare una nuova morte inutile. Vogliamo anche cercare di sensibilizzare le coscienze dei ticinesi e degli svizzeri su questa pratica barbarica e anacronistica delle uccisioni compiacenti e sottaciute.
I cani, maltrattati o non, con problemi di comportamento, sono recuperabili e l’Italia ha dimostrato di essere sensibile e all’avanguardia aprendo dei centri di recupero proprio per questo tipo di animali dal vissuto particolare (es: i cani combattenti sottratti alla mafia) e riuscendo nella maggior parte dei casi a riabilitare completamente l’animale e farlo ritornare a vivere serenamente all’interno della società.
Per il dogo si sono gia’ attivati dei volontari disposti ad accoglierlo e seguirne la riabilitazione e per dargli un futuro sereno e degno.

Vogliamo che questa brutta vicenda di sofferenza animale divenga un esempio per il futuro, per arrivare ad una legge piu’ severa in materia di soppressione e che questo dogo sia portavoce di tutti i cani e gatti uccisi nel silenzio dell’ indifferenza e dell’ ipocrisia in Svizzera.
E’ ora che il cittadino ticinese e svizzero dica basta a tutto questo.
Scriviamo il nostro pensiero, la nostra rabbia e la nostra delusione ai veterinari cantonali all’indirizzo:

Lettera tipo assolutamente da modificare e personalizzare:
Siamo a conoscenza che nel canile cantonale di Bellinzona è rinchiuso un cane di razza dogo argentino, in atteso di “sentenza” in quanto avrebbe aggredito il suo padrone. Da ciò che ci è stato riferito il cane in questione sarebbe stato oggetto di maltrattamenti dal suo proprietario e quindi è da stabilire se è realmente un cane aggressivo o più semplicemente come capita spesso, è la vittima innocente di comportamenti violenti da parte di persone irresponsabili e come al solito sarà l’unico a pagarne le conseguenze. In Svizzera non esiste una legge che protegge gli animali d’affezione, che possono venire soppressi nei canili anche per futili motivi, e questo vuoto legislativo pone esseri senzienti alla completa mercé di veterinari cantonali che ne possono decidere il loro destino senza alcuna limitazione e naturalmente che commette un reato di maltrattamento non viene mai punito.
Chiediamo che il dogo argentino in questione venga salvato e che possa essere affidato alle cure di un comportamentalista in grado di valutarne l’indole e il comportamento e se possibile al più presto possa avere un’altra possibilità. Ma se anche non potesse più essere adottato, possa comunque essere tenuto in vita in uno dei lindi e ordinati canili Svizzeri, che spesso sono solo prigioni per detenere prigionieri nel braccio della morte che li porterà alla soppressione.
Tutto questo deve finire! La Svizzera si deve adeguare ad altri paesi con leggi che non permettono queste stragi. Gli animali non sono oggetti e le protezioni animali dovrebbero appunto “proteggere” gli animali e non aiutare chi li vuole sopprimere.
Grazie per l’attenzione
Nome e Cognome
Città – Nazione

luca.bacciarini@ti.ch (Luca Bacciarini sostituto veterianario cantonale)
dss-uvc@ti.ch (Tullio Vanzetti, veterinario cantonale)
Veterinario cantonale:
Ufficio del Veterinario cantonale
All’att. Tullio Vanzetti
Via Dogana 16
6500 Bellinzona
0041/91.814.41.00

info@spab.ch (Società protezione animali di Bellinzona)
Protezione degli Animali
Casella Postale 2646
6500 Bellinzona

Stern Elena (-Balestra) veterinario comportamentalista
6558 Lostallo
Telefono: 091 830 17 19

Consolato Svizzero in Italia:
mil.consolato@eda.admin.ch
Consolato generale di Svizzera
Via Palestro 2, 20121 Milano MI

Tel. +39 02 77 79 161
Fax +39 02 76 01 42 96

Mandiamo in copia ai giornali ticinesi la nostra lettera di protesta:
Corriere del Ticino: cdt@cdt.ch
La Regione: cantone@laregione.ch
Giornale del Popolo: ticino@gdp.ch
Il Caffè: caffe@caffe.ch

gruppo di indirizzi con la (,)
luca.bacciarini@ti.ch,dss-uvc@ti.ch,info@spab.ch,mil.consolato@eda.admin.ch

gruppo di indirizzi con la (;)
luca.bacciarini@ti.ch;dss-uvc@ti.ch;info@spab.ch;mil.consolato@eda.admin.ch

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