Litorale Lazio: allarme lanciato da Goletta Verde
Certo, apprendere ad agosto che il mare più vicino e praticabile è in sostanza una discarica, non fa piacere. E, ci si domanda, perché informarcene in questi termini adesso, dopo due o tre mesi di abluzioni? Inoltre, a svelarci la gravità estrema di abusivismo, inquinamento, degrado, assenza di depuratori, accessi vietati alle spiagge, è una relazione di Goletta Verde, non una circolare diramata da quelle istituzioni che dovrebbero vigilare sul territorio e sul nostro benessere.
In realtà, ogni anno l’Arpa (Agenzia regionale di protezione ambientale) produce dati di balneabilità rigorosi, consultabili sul sito www.arpalazio.it e niente affatto discordi, da un punto di vista logistico, con l’allarme lanciato da Legambiente. Questa accorta ma fredda mappatura delle zone da evitare è l’unica spiegazione, la sola forma di tutela, fornita all’apparenza dalle autorità ai cittadini, rispetto a quanto si profila come un bel disastro ambientale. Di cui il servizio pubblico compila gli effetti, una nota associazione divulga le scellerate cause, ma contro il quale, a questo punto, qualche entità superiore dovrebbe entrare in gioco. Parliamo della Regione, dello Stato, delle forze dell’ordine, dell’applicazione delle leggi – che nel nostro Paese esistono. Non possiamo, né vogliamo esimerci dal farvi affidamento, altrimenti il senso stesso di appartenere a una grande democrazia verrebbe meno.
D’altro canto qualcosa, a metà estate e dopo tanti bagni ignari nella fogna, ci induce un po’ di scoramento. E allora, parliamo di noi. Parliamo delle associazioni, ma anche dei comitati locali e cittadini, e della società civile, e dell’impegno dei singoli per difendere le acque, il verde, la biodiversità. Parliamo dell’importanza di far affiorare il vero, di creare conoscenza e coscienza, anche quando non si profila una risoluzione immediata. Parliamo del fatto che le istituzioni vanno rispettate, ma sono pure al nostro servizio, e l’assenso e il dissenso non si esprimono solo con il voto, ma attraverso una partecipazione attiva delle questioni che toccano la comunità.
Nel suo celebre Manuale, Epitteto esorta a curarsi di quanto è in proprio potere. Noi, possiamo aiutare la realtà a emergere, scegliere da quale parte stare, e non pensare che sia inutile.