Category: lazio

Alla Valle dei Platani è improvvisamente autunno

By margherita, July 26, 2010 1:02 am

D’improvviso, nell’antica Valle dei Platani è autunno. Se a fine giugno i preziosi patriarchi apparivano nel pieno splendore, verdi e rilucenti, oggi si cammina su una coltre di foglie morte. Le chiome di molti esemplari hanno mutato colore e sono screziate, o perlopiù gialle e marroni. E parecchi rami mostrano l’attacco del cosiddetto mal bianco, o microsphaera platanis: muffa lattiginosa.
Come molti ricordano la Valle dei Platani (protetta da UNESCO e Carta di Firenze, Sito di Interesse Comunitario, come tutta Villa Borghese) è stata al centro di contestazioni a causa di una condotta idrica immessa dall’Acea in prossimità degli alberi secolari. A opporsi, gli Amici di Villa Borghese, Italia Nostra, Legambiente, associazioni e cittadini sulla base di leggi, buon senso e anche del giudizio dello studioso Peter Raven.
Considerato il massimo botanico vivente (per Time Magazine “eroe del Pianeta”) un anno e mezzo fa Raven chiese di interrompere subito i lavori nell’ultima isola urbana di platani orientali in Europa. Disse che le conseguenze si sarebbero viste di lì a un anno, poiché lo scavo avrebbe alterato il flusso naturale delle acque nella valle, privando i patriarchi di nutrimenti essenziali e uccidendoli. Chiese che la condotta fosse posta a una distanza minima di 100 metri dagli alberi (dato confermato dall’Università La Sapienza) mentre il tubo, definitivamente interrato a inizio estate, giace a meno di 12 metri dal primo platano.
Non sta a me trarre conclusioni. Di sicuro, riguardo un sito di tale valore, in predicato per essere trasformato in museo naturalistico, s’impone ora il tempestivo intervento di un esperto di riconosciuta autorevolezza internazionale.

Villa Borghese privatizzata e al degrado totale

By margherita, July 11, 2010 11:56 am

Si dice che il sindaco Alemanno sia appassionato di ambienti incontaminati, solito trascorrere fortunate vacanze nel verde e nella pulizia di Cortina. Tanto diversa dalla città che egli può lasciarsi alle spalle, non solo per caratteristiche fisiche e geografiche, ma anche quanto a cura e tutela del bene pubblico: in particolare, la natura. Sono compiti, quelli dei pubblici amministratori, che includono la responsabilità di gestire e proteggere i possedimenti della collettività. Non ultimi i parchi cittadini.
Sono i nostri polmoni verdi; risorsa quotidiana per milioni di persone. Fondamentali per chi aspiri a prati, alberi, quiete e ombra, e non possa permettersi ferie.
Ma i parchi romani sono ancora di più. In gran parte, si tratta di strepitose ville storiche senza rivali al mondo, che contribuiscono a sostenere il nostro turismo. Impensabile disporle in una classifica: certo, Villa Borghese è la più centrale e famosa, accoglie sei grandi musei, è tutelata da tre leggi internazionali e qualunque comune normale ne farebbe bandiera.
Invece, non solo il magnifico giardino sprofonda in un degrado di immondizie, alberi secolari trascurati o sacrificati, monumenti distrutti, feci umane, animali sterminati, ma anche, cessa di appartenere ai romani.
E’ infatti iniziato un processo di privatizzazione della Villa, attraverso concessioni e delibere provenienti dal gabinetto del sindaco: ristoranti e discoteche, dalla scalinata Zevi a Piazza di Siena ormai chiusa da mesi ai cittadini. Prima dal colossale e inutile villaggio sponsor del concorso ippico, oggi dal chiassoso Fifa Fan Fest. Quindi, dietro il Cinema dei Piccoli, spunta un nuovo palco con sedie a bloccare ampi tratti verdi. Tutto, sempre, a beneficio di imprese, esercenti privati, e a sfregio continuo del bene collettivo. Poi ancora, si dibatte dei concerti di Renato Zero: nuove scariche di rifiuti, altoparlanti che scacceranno i residui uccelli.
Non scordiamo che le nostre ville storiche sono da considerarsi musei. Ovunque si appresti ad andare in vacanza, quali che siano i suoi gusti in merito, lo stesso ministro Bondi sarebbe gentile a visitare Villa Borghese per farsi un’idea delle sue condizioni.

In difesa degli alberi contro i parcheggi interrati: ribellione in tutta Roma

By margherita, May 17, 2010 11:01 pm


Cittadini pro alberi contro parcheggi interrati: accade in tutta Roma.
Mercoledì, dopo che in viale Giulio Agricola un abitante si è incatenato a un platano fino all’intervento del Corpo Forestale, dall’Assessorato all’Ambiente è giunto l’ordine di sospendere i lavori. Segno di attenzione, in extremis, verso una protesta di quartiere che è andata crescendo di ora in ora. Benché annunciato che i 63 platani dichiarati da rimuovere per permettere esplorazioni archeologiche non fossero destinati all’abbattimento, ma all’espianto.
Piccolo particolare, questa è la stagione vegetativa, dunque il momento peggiore per un simile intervento, e agli undici già estirpati dalla ditta interessata sono state mozzate malamente le radici. Inoltre, il trasferimento era previsto al vicino Parco degli Acquedotti; ma a causa del rifiuto della soprintendenza gli esemplari (belli, di circa cinquant’anni) sono stati trasbordati in un luogo del tutto privo di senso. Nei pressi di via Canapiglia, in periferia di Torremaura, a cinque metri dal GRA.

Intanto, gli abitanti di Giulio Agricola e quelli della vicina via Marco Fulvio Nobiliore, dov’è previsto un altro parcheggio, si stanno costituendo in un comitato e hanno già raccolto quasi mille firme per manifestare il proprio dissenso rispetto all’intervento urbanistico. Identico l’atteggiamento degli abitanti di via Lisbona e di quelli di viale Leonardo da Vinci, che non desiderano affatto nuovi posti auto sotterranei e a pagamento in concessione a privati, ma vogliono a ogni costo mantenere gli alberi pubblici sulla strada. Pure in via Festo Avenio si protesta, in difesa del verde e in particolare di una quercia secolare, meritevole di un vincolo.

Stop immediato alle potature: anche la LIPU si rivolge al Comune di Roma

By margherita, May 12, 2010 11:39 am

Il Regolamento del Comune di Roma sulla tutela degli animali in vigore dal novembre 2005, all’articolo 9, lettera G, vieta espressamente di “effettuare potature di siepi ed alberi impiantati su suolo pubblico che danneggino o rimuovano nidi o ricoveri utilizzati da uccelli o altri animali nel periodo riproduttivo”. E’ quanto la LIPU-Birdlife Italia ricorda, pregando il sindaco Alemanno e i Municipi di sospendere subito tutte le potature degli alberi perlomeno fino al termine di luglio, poiché rappresentano per le uova e i piccoli accuditi dai genitori una condanna a morte certa. L’appello della LIPU, preceduto da un analogo comunicato dell’Enpa, menziona anche la legge 157/92 sulla protezione della fauna selvatica omeoterma, che in merito alla distruzione di uova e nidi prevede pesanti sanzioni.

Uccelli, pipistrelli, insetti, ma pure scoiattoli e piccoli mammiferi trovano negli alberi, dai rami alle cavità, i luoghi dove covare o partorire. Distruggerli, significa sterminare alla radice questi animali, già oppressi dall’inquinamento e dalla cementificazione.
E’ un tema che si ripropone ogni anno con maggior preoccupazione da parte delle associazioni e di moltissimi cittadini, ma non ha finora ottenuto risposte, né il rispetto della normativa.

Ben più a lungo oltretutto si estende l’arco in cui gli alberi stessi non andrebbero toccati, in quanto nel pieno della stagione vegetativa. Di norma infatti le potature si effettuano quando la natura è ferma, germi e funghi non circolano, la tempera è bassa: durante l’inverno.
D’altro canto, quella della gestione e tutela del verde urbano è una situazione trascurata da lontano, degenerata con il taglio dei fondi e un’apparente freddezza delle istituzioni. Sorde al clamoroso interesse che la gente dimostra per l’argomento.

Che la sensibilità verso alberi e natura si sia negli ultimi anni triplicata è un fatto. Basti guardare alle battaglie di quartiere, a quanto viene scritto ai media e sul Web. Pensiamo solo ai parcheggi interrati e alla ribellione degli abitanti di viale del Vignola e di piazza Gentile da Fabriano per la salvezza dei loro platani. E proprio in questi giorni, sempre contro un parcheggio, insorge via Lisbona: i cittadini spiegano di non avere alcuna difficoltà a collocare le vetture; invece, non vogliono veder tagliati gli alberi. Come pure, in via Festo Avenio, sembra sia stata data autorizzazione di abbattere, per l’ennesimo garage, una strepitosa quercia secolare meritevole di vincolo: è insurrezione. In via De Dominicis sono state tagliate due melie in fiore, e altre cinque capitozzate. All’Eur si protesta perché i pini sono potati così severamente da mantenere solo un misero pennacchio sulla cima.

Quel che manca, a Roma, è un Regolamento del Verde Urbano. Concordato fra l’Assessorato all’Ambiente e le associazioni, che lo richiedono da anni, con il sostegno di esperti riconosciuti, creerebbe linee guida condivise capaci di far operare il Servizio Giardini in serenità e senza contestazioni.

Decoro urbano

By margherita, November 16, 2009 12:41 am

Tre anni fa due amiche passeggiano a Roma per il Quartiere Italia, dove vivono, e si guardano intorno sconcertate. Rifiuti, erbacce, un tizio che fa pipì: lo stato di sporcizia degrado supera ogni limite. Decidono di mobilitarsi, raccolgono firme e si costituiscono Comitato per il Decoro Urbano, con 9 consiglieri: professori di scuola e docenti universitari, architetti, avvocati – 8 signore e un uomo.

Subito inventano e propongono a Corsetti, allora presidente del III Municipio, un progetto di verifica degli interventi dell’Ama. I cittadini chiedono di essere informati, sul bollettino delle tasse, di giorno e orario in cui sia prevista la pulizia nella propria via, con l’istituzione di un numero verde per segnalare eventuali inadempienze. E’ il modo per non subire passivamente un disservizio, offrendo all’azienda indicazioni utili. L’idea piace, se ne parla, ma l’Ama risponde che di lì a poco le strade verranno pulite ogni giorno. E’ il 2007, e con un questionario realizzato modulando dei propri indicatori di pulizia su quelli dell’opuscolo Ama, il Comitato effettua ugualmente il monitoraggio su 100 persone, trovando discrepanze enormi. Dov’è annunciato un intervento due volte a settimana, questo non avviene nemmeno due volte al mese. Le cosiddette “tazze” ai piedi degli alberi sono raccoglitori di immondizia da cui vengono rimossi i rifiuti più voluminosi, ma mai, ad esempio, i mozziconi di sigaretta. Cos’è, allora, “pulito”?

Ma di lì a poco arrivano le elezioni, cambia tutto. Non l’igiene del quartiere.
Oggi, appena intrapresa una campagna per strappare i manifesti abusivi da palazzi e lampioni, il Comitato rilancia a Comune e Ama la proposta di una collaborazione.

Platani a rischio a P.le Flaminio per l’uscita Metro?

By margherita, November 9, 2009 10:05 pm

Ancora all’interno di Villa Borghese, proprio nell’ultimo tratto di parco scendendo da viale Giorgio Washington verso piazzale Flaminio, sulla destra, sembra sia stato stabilito di realizzare l’uscita della metropolitana. Infatti c’è una zona recintata, con cartello che indica autorizzazioni e fine lavori al marzo 2010. L’area scelta per lo sbocco ferroviario fa ancora parte della Villa, che com’è noto è un S.I.C. (sito di interesse comunitario) e abbraccia il letto di un antico laghetto oggi prosciugato, attorno al quale sorgono otto platani eccezionali.

Centenari, alti oltre trenta metri, grazie alla posizione privilegiata non hanno mai avuto bisogno di essere potati, né avrebbero tale necessità in futuro. Bisogna annotare infatti che molti interventi drastici in città si effettuano a causa della scarsa tolleranza mostrata verso gli alberi, i cui rami sono accusati di togliere luce, portare insetti, danneggiare i cornicioni. Liberi di estendere le lussureggianti chiome originarie, gli otto platani di viale Washington sono forse i più titanici della Capitale, e proprio fra loro dovrebbe, in qualche modo, sbucare la stazione. Ci si chiede se Regione e Soprintendenza, al momento di accordare i permessi, abbiano valutato bene l’impatto degli scavi su salute e stabilità di esemplari che da oltre un secolo vivono in zona protetta.

Attorno a ciascuno dei platani oggi si scorgono stretti reticolati neri: si spera che non vogliano suggerire la distanza delle trincee. Queste distruggerebbero le radici, andando a richiedere, a compensazione, una vera e propria capitozzatura. Ovvero una mutilazione che trasformerebbe gli alberi in pali spogli e inermi a intemperie e malattie.

Associazioni e forze dell’ordine: collaborazione preziosa

By margherita, September 22, 2009 11:33 pm

Non che a Campagnano di Roma manchino persone attente agli animali e alla natura: tutt’altro. E’ una zona piena di verde, cavalli e passione per l’ambiente. Tuttavia, negli anni, si sono verificati circoscritti ma ripetuti casi di barbarie: cani impiccati, gatti seviziati, un cavallo fatto a pezzi in un prato.

Di nuovo, nei mesi scorsi, la LIDA (Lega italiana dei diritti dell’animale) ha presentato esposti a polizia municipale e carabinieri del luogo. A proposito di una colonia felina, censita dalla Asl RmF di Rignano Flaminio, minacciata di sterminio con pesanti intimidazioni rivolte alle gattare. Ancora, riguardo un uomo che in passato ha fatto morire cani in condizioni atroci, il quale continua a detenerne. Oltre alla segnalazione di un deposito metallico colmo di animali, infuocato sotto il sole.

Ora, il contributo delle associazioni animaliste più attive sul territorio, fra cui ricordiamo le guardie zoofile dell’Enpa, la Lav, ma anche l’Oipa, l’Aidaa e altre, è una vigilanza e un coraggioso esporsi attraverso interessamenti diretti e segnalazioni ufficiali. Un lavoro prezioso confortato dalla legge 189/04, che norma penalmente maltrattamenti e uccisioni a danno degli animali.

Impegno che tuttavia rischia di andare perduto, se non trova completamento nell’intervento delle forze dell’ordine, che possono – e devono d’ufficio, se il fatto esiste – procedere dove il cittadino non può. Vero che le risorse di polizia e carabinieri sono ingaggiate su troppi fronti. La violenza però è un principio unico: i malavitosi insegnano ai loro figli a praticarla sugli animali, per poi passare agli uomini. Comunque, possiamo ritenere l’impiccagione di un cane un gesto non rasserenante?

Litorale Lazio: allarme lanciato da Goletta Verde

By margherita, August 5, 2009 2:10 am

Certo, apprendere ad agosto che il mare più vicino e praticabile è in sostanza una discarica, non fa piacere. E, ci si domanda, perché informarcene in questi termini adesso, dopo due o tre mesi di abluzioni? Inoltre, a svelarci la gravità estrema di abusivismo, inquinamento, degrado, assenza di depuratori, accessi vietati alle spiagge, è una relazione di Goletta Verde, non una circolare diramata da quelle istituzioni che dovrebbero vigilare sul territorio e sul nostro benessere.

In realtà, ogni anno l’Arpa (Agenzia regionale di protezione ambientale) produce dati di balneabilità rigorosi, consultabili sul sito www.arpalazio.it e niente affatto discordi, da un punto di vista logistico, con l’allarme lanciato da Legambiente. Questa accorta ma fredda mappatura delle zone da evitare è l’unica spiegazione, la sola forma di tutela, fornita all’apparenza dalle autorità ai cittadini, rispetto a quanto si profila come un bel disastro ambientale. Di cui il servizio pubblico compila gli effetti, una nota associazione divulga le scellerate cause, ma contro il quale, a questo punto, qualche entità superiore dovrebbe entrare in gioco. Parliamo della Regione, dello Stato, delle forze dell’ordine, dell’applicazione delle leggi – che nel nostro Paese esistono. Non possiamo, né vogliamo esimerci dal farvi affidamento, altrimenti il senso stesso di appartenere a una grande democrazia verrebbe meno.

D’altro canto qualcosa, a metà estate e dopo tanti bagni ignari nella fogna, ci induce un po’ di scoramento. E allora, parliamo di noi. Parliamo delle associazioni, ma anche dei comitati locali e cittadini, e della società civile, e dell’impegno dei singoli per difendere le acque, il verde, la biodiversità. Parliamo dell’importanza di far affiorare il vero, di creare conoscenza e coscienza, anche quando non si profila una risoluzione immediata. Parliamo del fatto che le istituzioni vanno rispettate, ma sono pure al nostro servizio, e l’assenso e il dissenso non si esprimono solo con il voto, ma attraverso una partecipazione attiva delle questioni che toccano la comunità.

Nel suo celebre Manuale, Epitteto esorta a curarsi di quanto è in proprio potere. Noi, possiamo aiutare la realtà a emergere, scegliere da quale parte stare, e non pensare che sia inutile.

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