Category: roma

Suso, amica di Villa Borghese

By margherita, August 2, 2010 3:10 pm

Da tutti gli argomenti su cui mia nonna Suso Cecchi d’Amico era pronta a ridere, bisognava escludere Villa Borghese. Fin dal 1924 aveva abitato con i genitori a Corso d’Italia. Affacciata sul parco fu ritratta da sua madre, Leonetta Cecchi Pieraccini, che ne dipinse spesso i pini dal terrazzo. Se ne allontanò sposa nel 1938 in favore di Prati. Ma nel ‘54 tornò. Da via Paisiello ogni giorno, con il cane, attraversava con calma la Villa. Dal Parco dei Principi fino al Pincio, con un giro largo che abbracciava la Valle dei Platani, il Giardino del Lago, viale delle Magnolie, la grande vasca. E al ritorno il Galoppatoio, il Bosco Ombroso, e poi di nuovo indietro piazza di Siena: la sua conoscenza del territorio era perfetta, come pure la sua devozione.
Nel ‘95, allarmata dai primi segnali di degrado, fondò assieme ad altri appassionati l’associazione Amici di Villa Borghese, di cui è sempre rimasta presidente. Per la tutela della Villa, nel corso degli anni Suso combatté, inviò lettere ai giornali, ricevette delusioni da sindaci del passato che aveva sostenuto con generosità.
Scrisse in ultimo al neoeletto Alemanno. Fu richiamata dal consigliere di un municipio che non l’aveva mai sentita menzionare, ma aiutava l’assessore De Lillo a “spicciare la corrispondenza”. Questi era andato a New York e le disse che anche a Central Park c’era qualche cartaccia. Nonna sospirò. Perciò, nel luglio scorso le risparmiai il racconto del giovanotto che usava gli alberi come gabinetto mentre io chiamavo invano i vigili.
Ma sugli Amici di Villa Borghese, di recente in campo per proteggere la Valle dei Platani, si manteneva aggiornatissima. Li definiva “zelanti”. Sospetto che non la smentiranno.

Alla Valle dei Platani è improvvisamente autunno

By margherita, July 26, 2010 1:02 am

D’improvviso, nell’antica Valle dei Platani è autunno. Se a fine giugno i preziosi patriarchi apparivano nel pieno splendore, verdi e rilucenti, oggi si cammina su una coltre di foglie morte. Le chiome di molti esemplari hanno mutato colore e sono screziate, o perlopiù gialle e marroni. E parecchi rami mostrano l’attacco del cosiddetto mal bianco, o microsphaera platanis: muffa lattiginosa.
Come molti ricordano la Valle dei Platani (protetta da UNESCO e Carta di Firenze, Sito di Interesse Comunitario, come tutta Villa Borghese) è stata al centro di contestazioni a causa di una condotta idrica immessa dall’Acea in prossimità degli alberi secolari. A opporsi, gli Amici di Villa Borghese, Italia Nostra, Legambiente, associazioni e cittadini sulla base di leggi, buon senso e anche del giudizio dello studioso Peter Raven.
Considerato il massimo botanico vivente (per Time Magazine “eroe del Pianeta”) un anno e mezzo fa Raven chiese di interrompere subito i lavori nell’ultima isola urbana di platani orientali in Europa. Disse che le conseguenze si sarebbero viste di lì a un anno, poiché lo scavo avrebbe alterato il flusso naturale delle acque nella valle, privando i patriarchi di nutrimenti essenziali e uccidendoli. Chiese che la condotta fosse posta a una distanza minima di 100 metri dagli alberi (dato confermato dall’Università La Sapienza) mentre il tubo, definitivamente interrato a inizio estate, giace a meno di 12 metri dal primo platano.
Non sta a me trarre conclusioni. Di sicuro, riguardo un sito di tale valore, in predicato per essere trasformato in museo naturalistico, s’impone ora il tempestivo intervento di un esperto di riconosciuta autorevolezza internazionale.

Villa Borghese privatizzata e al degrado totale

By margherita, July 11, 2010 11:56 am

Si dice che il sindaco Alemanno sia appassionato di ambienti incontaminati, solito trascorrere fortunate vacanze nel verde e nella pulizia di Cortina. Tanto diversa dalla città che egli può lasciarsi alle spalle, non solo per caratteristiche fisiche e geografiche, ma anche quanto a cura e tutela del bene pubblico: in particolare, la natura. Sono compiti, quelli dei pubblici amministratori, che includono la responsabilità di gestire e proteggere i possedimenti della collettività. Non ultimi i parchi cittadini.
Sono i nostri polmoni verdi; risorsa quotidiana per milioni di persone. Fondamentali per chi aspiri a prati, alberi, quiete e ombra, e non possa permettersi ferie.
Ma i parchi romani sono ancora di più. In gran parte, si tratta di strepitose ville storiche senza rivali al mondo, che contribuiscono a sostenere il nostro turismo. Impensabile disporle in una classifica: certo, Villa Borghese è la più centrale e famosa, accoglie sei grandi musei, è tutelata da tre leggi internazionali e qualunque comune normale ne farebbe bandiera.
Invece, non solo il magnifico giardino sprofonda in un degrado di immondizie, alberi secolari trascurati o sacrificati, monumenti distrutti, feci umane, animali sterminati, ma anche, cessa di appartenere ai romani.
E’ infatti iniziato un processo di privatizzazione della Villa, attraverso concessioni e delibere provenienti dal gabinetto del sindaco: ristoranti e discoteche, dalla scalinata Zevi a Piazza di Siena ormai chiusa da mesi ai cittadini. Prima dal colossale e inutile villaggio sponsor del concorso ippico, oggi dal chiassoso Fifa Fan Fest. Quindi, dietro il Cinema dei Piccoli, spunta un nuovo palco con sedie a bloccare ampi tratti verdi. Tutto, sempre, a beneficio di imprese, esercenti privati, e a sfregio continuo del bene collettivo. Poi ancora, si dibatte dei concerti di Renato Zero: nuove scariche di rifiuti, altoparlanti che scacceranno i residui uccelli.
Non scordiamo che le nostre ville storiche sono da considerarsi musei. Ovunque si appresti ad andare in vacanza, quali che siano i suoi gusti in merito, lo stesso ministro Bondi sarebbe gentile a visitare Villa Borghese per farsi un’idea delle sue condizioni.

Tutela del cavallo: fatti oltre alle parole

By margherita, May 31, 2010 11:18 pm

Sensibilizzare: una parola importante. Pronunciata, in riferimento alla tutela dei cavalli, venerdì scorso a Piazza di Siena dal vice-ministro della Salute Francesca Martini, dal segretario generale dell’Unire Riccardo Acciai, dal presidente della Fise Andrea Paulgross. E’ bene, tuttavia, che alle parole conseguano i fatti.
Allo stesso Csio (molto sottotono: vasi di plastica, allestimento povero, tribune vuote – lamentando mancanza di budget quando da due anni il presidente Fise ha introdotto per sé uno stipendio di 150mila euro l’anno) chiunque ha potuto osservare notare come la potenza, gara obsoleta, pericolosa e inutile, sia stata disputata esclusivamente da cavalieri italiani in condizioni rocambolesche.
Qualunque appassionato avrà inoltre notato che la gara Unire per cavalli di 7 anni si è svolta sabato in un orario sballato, con le luci che cambiavano dal tardo pomeriggio alla sera nel corso della competizione. Il montepremi elevatissimo (30mila euro) e l’estrema difficoltà del campo, erano tutto, fuorché quanto si possa decentemente proporre a soggetti giovani. Questi ultimi, selezionati sulla base delle somme già vinte dal 1 gennaio ad oggi. Vale a dire non quelli più saggiamente gestiti, ma i più sfruttati.
Risultati sportivi? Italia fanalino di coda. Si parla tanto di doping: vero che si inizia ad applicare qualche squalifica severa, ma abbiamo ancora personaggi intoccabili. E tutti i cavalli che sgobbano lontano dai riflettori, nei circoli che fanno passeggiate e altro?
Sabato, Oipa e No-alla-caccia raggiungevano quota cinquemila firme favorevoli alla dismissione delle botticelle: quei cavalli sofferenti nel traffico romano di cui la stessa Martini due anni fa si pronunciò paladina.

In difesa degli alberi contro i parcheggi interrati: ribellione in tutta Roma

By margherita, May 17, 2010 11:01 pm


Cittadini pro alberi contro parcheggi interrati: accade in tutta Roma.
Mercoledì, dopo che in viale Giulio Agricola un abitante si è incatenato a un platano fino all’intervento del Corpo Forestale, dall’Assessorato all’Ambiente è giunto l’ordine di sospendere i lavori. Segno di attenzione, in extremis, verso una protesta di quartiere che è andata crescendo di ora in ora. Benché annunciato che i 63 platani dichiarati da rimuovere per permettere esplorazioni archeologiche non fossero destinati all’abbattimento, ma all’espianto.
Piccolo particolare, questa è la stagione vegetativa, dunque il momento peggiore per un simile intervento, e agli undici già estirpati dalla ditta interessata sono state mozzate malamente le radici. Inoltre, il trasferimento era previsto al vicino Parco degli Acquedotti; ma a causa del rifiuto della soprintendenza gli esemplari (belli, di circa cinquant’anni) sono stati trasbordati in un luogo del tutto privo di senso. Nei pressi di via Canapiglia, in periferia di Torremaura, a cinque metri dal GRA.

Intanto, gli abitanti di Giulio Agricola e quelli della vicina via Marco Fulvio Nobiliore, dov’è previsto un altro parcheggio, si stanno costituendo in un comitato e hanno già raccolto quasi mille firme per manifestare il proprio dissenso rispetto all’intervento urbanistico. Identico l’atteggiamento degli abitanti di via Lisbona e di quelli di viale Leonardo da Vinci, che non desiderano affatto nuovi posti auto sotterranei e a pagamento in concessione a privati, ma vogliono a ogni costo mantenere gli alberi pubblici sulla strada. Pure in via Festo Avenio si protesta, in difesa del verde e in particolare di una quercia secolare, meritevole di un vincolo.

Stop immediato alle potature: anche la LIPU si rivolge al Comune di Roma

By margherita, May 12, 2010 11:39 am

Il Regolamento del Comune di Roma sulla tutela degli animali in vigore dal novembre 2005, all’articolo 9, lettera G, vieta espressamente di “effettuare potature di siepi ed alberi impiantati su suolo pubblico che danneggino o rimuovano nidi o ricoveri utilizzati da uccelli o altri animali nel periodo riproduttivo”. E’ quanto la LIPU-Birdlife Italia ricorda, pregando il sindaco Alemanno e i Municipi di sospendere subito tutte le potature degli alberi perlomeno fino al termine di luglio, poiché rappresentano per le uova e i piccoli accuditi dai genitori una condanna a morte certa. L’appello della LIPU, preceduto da un analogo comunicato dell’Enpa, menziona anche la legge 157/92 sulla protezione della fauna selvatica omeoterma, che in merito alla distruzione di uova e nidi prevede pesanti sanzioni.

Uccelli, pipistrelli, insetti, ma pure scoiattoli e piccoli mammiferi trovano negli alberi, dai rami alle cavità, i luoghi dove covare o partorire. Distruggerli, significa sterminare alla radice questi animali, già oppressi dall’inquinamento e dalla cementificazione.
E’ un tema che si ripropone ogni anno con maggior preoccupazione da parte delle associazioni e di moltissimi cittadini, ma non ha finora ottenuto risposte, né il rispetto della normativa.

Ben più a lungo oltretutto si estende l’arco in cui gli alberi stessi non andrebbero toccati, in quanto nel pieno della stagione vegetativa. Di norma infatti le potature si effettuano quando la natura è ferma, germi e funghi non circolano, la tempera è bassa: durante l’inverno.
D’altro canto, quella della gestione e tutela del verde urbano è una situazione trascurata da lontano, degenerata con il taglio dei fondi e un’apparente freddezza delle istituzioni. Sorde al clamoroso interesse che la gente dimostra per l’argomento.

Che la sensibilità verso alberi e natura si sia negli ultimi anni triplicata è un fatto. Basti guardare alle battaglie di quartiere, a quanto viene scritto ai media e sul Web. Pensiamo solo ai parcheggi interrati e alla ribellione degli abitanti di viale del Vignola e di piazza Gentile da Fabriano per la salvezza dei loro platani. E proprio in questi giorni, sempre contro un parcheggio, insorge via Lisbona: i cittadini spiegano di non avere alcuna difficoltà a collocare le vetture; invece, non vogliono veder tagliati gli alberi. Come pure, in via Festo Avenio, sembra sia stata data autorizzazione di abbattere, per l’ennesimo garage, una strepitosa quercia secolare meritevole di vincolo: è insurrezione. In via De Dominicis sono state tagliate due melie in fiore, e altre cinque capitozzate. All’Eur si protesta perché i pini sono potati così severamente da mantenere solo un misero pennacchio sulla cima.

Quel che manca, a Roma, è un Regolamento del Verde Urbano. Concordato fra l’Assessorato all’Ambiente e le associazioni, che lo richiedono da anni, con il sostegno di esperti riconosciuti, creerebbe linee guida condivise capaci di far operare il Servizio Giardini in serenità e senza contestazioni.

Multe a Roma: campagna sui cani e il decoro urbano

By margherita, February 26, 2010 9:12 am

Con le nuove ordinanze sul decoro urbano emanate dal sindaco Alemanno il 3 febbraio scorso, fra le altre cose, il Campidoglio ha giustamente quasi triplicato la sanzione amministrativa per chi non raccoglie dal suolo pubblico le deiezioni del proprio cane.

Da 100 euro di multa si è passati a 250, e davvero si spera che l’entità della cifra e i maggiori controlli scoraggino un disgustoso malcostume dannoso anche, in termini di impopolarità, per la maggior parte dei civilissimi padroni di animali.

Colpisce tuttavia la sproporzione con i 50 euro, immutati dal tariffario precedente, inflitti a chi butta a terra cartacce, lattine e altri oggetti non biodegradabili: appena un quinto della somma.

Il manifesto della campagna, inoltre, recita un po’ aggressivamente: “Il cane è tuo, il marciapiede di tutti.” Non una nota educativa sul fatto che, appunto, comportarsi in modo responsabile contribuisce a una convivenza migliore. Inoltre, ci si domanda se i vigili che hanno verbalizzato le prime sanzioni, di cui il Comune ha dato fiera nota, abbiano anche contestualmente verificato se i cani fossero dotati di microchip, come previsto dalla legge. Improbabile, dato che ben di radio i vigili sono dotati di lettori di microchip.

Mentre parlare di cani suggerirebbe un investimento per contrastare il randagismo, poiché tale argomento è legato al risparmio di denaro pubblico e al miglioramento della gestione dei canili e dei servizi a essi correlati. Risultati che non si possono ottenere con il solo taglio dei fondi e delle convenzioni.
Il fatto è che in quasi due anni, da parte di quest’amministrazione, ancora non si è visto un singolo progetto a favore degli animali o del verde pubblico.

Decoro urbano

By margherita, November 16, 2009 12:41 am

Tre anni fa due amiche passeggiano a Roma per il Quartiere Italia, dove vivono, e si guardano intorno sconcertate. Rifiuti, erbacce, un tizio che fa pipì: lo stato di sporcizia degrado supera ogni limite. Decidono di mobilitarsi, raccolgono firme e si costituiscono Comitato per il Decoro Urbano, con 9 consiglieri: professori di scuola e docenti universitari, architetti, avvocati – 8 signore e un uomo.

Subito inventano e propongono a Corsetti, allora presidente del III Municipio, un progetto di verifica degli interventi dell’Ama. I cittadini chiedono di essere informati, sul bollettino delle tasse, di giorno e orario in cui sia prevista la pulizia nella propria via, con l’istituzione di un numero verde per segnalare eventuali inadempienze. E’ il modo per non subire passivamente un disservizio, offrendo all’azienda indicazioni utili. L’idea piace, se ne parla, ma l’Ama risponde che di lì a poco le strade verranno pulite ogni giorno. E’ il 2007, e con un questionario realizzato modulando dei propri indicatori di pulizia su quelli dell’opuscolo Ama, il Comitato effettua ugualmente il monitoraggio su 100 persone, trovando discrepanze enormi. Dov’è annunciato un intervento due volte a settimana, questo non avviene nemmeno due volte al mese. Le cosiddette “tazze” ai piedi degli alberi sono raccoglitori di immondizia da cui vengono rimossi i rifiuti più voluminosi, ma mai, ad esempio, i mozziconi di sigaretta. Cos’è, allora, “pulito”?

Ma di lì a poco arrivano le elezioni, cambia tutto. Non l’igiene del quartiere.
Oggi, appena intrapresa una campagna per strappare i manifesti abusivi da palazzi e lampioni, il Comitato rilancia a Comune e Ama la proposta di una collaborazione.

Platani a rischio a P.le Flaminio per l’uscita Metro?

By margherita, November 9, 2009 10:05 pm

Ancora all’interno di Villa Borghese, proprio nell’ultimo tratto di parco scendendo da viale Giorgio Washington verso piazzale Flaminio, sulla destra, sembra sia stato stabilito di realizzare l’uscita della metropolitana. Infatti c’è una zona recintata, con cartello che indica autorizzazioni e fine lavori al marzo 2010. L’area scelta per lo sbocco ferroviario fa ancora parte della Villa, che com’è noto è un S.I.C. (sito di interesse comunitario) e abbraccia il letto di un antico laghetto oggi prosciugato, attorno al quale sorgono otto platani eccezionali.

Centenari, alti oltre trenta metri, grazie alla posizione privilegiata non hanno mai avuto bisogno di essere potati, né avrebbero tale necessità in futuro. Bisogna annotare infatti che molti interventi drastici in città si effettuano a causa della scarsa tolleranza mostrata verso gli alberi, i cui rami sono accusati di togliere luce, portare insetti, danneggiare i cornicioni. Liberi di estendere le lussureggianti chiome originarie, gli otto platani di viale Washington sono forse i più titanici della Capitale, e proprio fra loro dovrebbe, in qualche modo, sbucare la stazione. Ci si chiede se Regione e Soprintendenza, al momento di accordare i permessi, abbiano valutato bene l’impatto degli scavi su salute e stabilità di esemplari che da oltre un secolo vivono in zona protetta.

Attorno a ciascuno dei platani oggi si scorgono stretti reticolati neri: si spera che non vogliano suggerire la distanza delle trincee. Queste distruggerebbero le radici, andando a richiedere, a compensazione, una vera e propria capitozzatura. Ovvero una mutilazione che trasformerebbe gli alberi in pali spogli e inermi a intemperie e malattie.

Donatori di Roma

By margherita, August 31, 2009 3:52 pm

Donatori di Roma: così hanno deciso di chiamarsi, costituendosi in un coordinamento, alcuni rappresentanti di quell’ampia e generosa categoria che sostiene canili, gattili, randagi e colonie. Quanto ampia e quanto generosa, gli associati intendono scoprirlo. Non solo i tesserati delle piccole e grandi associazioni animaliste infatti, o le celebrate gattare, donano a getto continuo denaro, cibo, accessori, coperte e medicinali alle strutture, ma un’infinità di cittadini mai rappresentati.

La scintilla scocca quando i nuovi gestori del gattile di Villa Flora (da poco assegnato dall’Ufficio Diritti Animali senza regolare gara, dopo una gestione transitoria a seguito di sequestro giudiziario in cui i mici godevano di ottima salute) buttano cucce e lettini regalate dai sostenitori del ricovero, trasferendo i gatti a terra. Quindi cambiano l’alimentazione e chiudono la porta alle associazioni. Uno dei gatti già schedati da Enpa e Lav muore. I cittadini valutano che l’acquisto del materiale eliminato e il sostentamento dei gatti, oggi inaccessibili, siano costati negli ultimi due anni una cifra congrua.

Presto emerge che lo scontento è vasto. Mancati interventi, colonie feline decimate, aree verdi allo sfascio. Né piace sentire che alla Muratella (sovvenzionata dal Comune, ma aiutata dalle donazioni: gli stessi lavoratori contribuiscono ai farmaci) si vive in affanno e proprio l’altro giorno è stato sbranato un cane.

Per avere voce in capitolo e chiedere trasparenza e risposte, i Donatori di Roma intendono attribuirsi un valore. Invitano chiunque abbia devoluto, nel 2009, denaro e aiuti agli animali capitolini, a quantificarlo presso l’indirizzo: donatoridiroma@gmail.com.

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