Category: società

Villa Borghese privatizzata e al degrado totale

By margherita, July 11, 2010 11:56 am

Si dice che il sindaco Alemanno sia appassionato di ambienti incontaminati, solito trascorrere fortunate vacanze nel verde e nella pulizia di Cortina. Tanto diversa dalla città che egli può lasciarsi alle spalle, non solo per caratteristiche fisiche e geografiche, ma anche quanto a cura e tutela del bene pubblico: in particolare, la natura. Sono compiti, quelli dei pubblici amministratori, che includono la responsabilità di gestire e proteggere i possedimenti della collettività. Non ultimi i parchi cittadini.
Sono i nostri polmoni verdi; risorsa quotidiana per milioni di persone. Fondamentali per chi aspiri a prati, alberi, quiete e ombra, e non possa permettersi ferie.
Ma i parchi romani sono ancora di più. In gran parte, si tratta di strepitose ville storiche senza rivali al mondo, che contribuiscono a sostenere il nostro turismo. Impensabile disporle in una classifica: certo, Villa Borghese è la più centrale e famosa, accoglie sei grandi musei, è tutelata da tre leggi internazionali e qualunque comune normale ne farebbe bandiera.
Invece, non solo il magnifico giardino sprofonda in un degrado di immondizie, alberi secolari trascurati o sacrificati, monumenti distrutti, feci umane, animali sterminati, ma anche, cessa di appartenere ai romani.
E’ infatti iniziato un processo di privatizzazione della Villa, attraverso concessioni e delibere provenienti dal gabinetto del sindaco: ristoranti e discoteche, dalla scalinata Zevi a Piazza di Siena ormai chiusa da mesi ai cittadini. Prima dal colossale e inutile villaggio sponsor del concorso ippico, oggi dal chiassoso Fifa Fan Fest. Quindi, dietro il Cinema dei Piccoli, spunta un nuovo palco con sedie a bloccare ampi tratti verdi. Tutto, sempre, a beneficio di imprese, esercenti privati, e a sfregio continuo del bene collettivo. Poi ancora, si dibatte dei concerti di Renato Zero: nuove scariche di rifiuti, altoparlanti che scacceranno i residui uccelli.
Non scordiamo che le nostre ville storiche sono da considerarsi musei. Ovunque si appresti ad andare in vacanza, quali che siano i suoi gusti in merito, lo stesso ministro Bondi sarebbe gentile a visitare Villa Borghese per farsi un’idea delle sue condizioni.

In difesa degli alberi contro i parcheggi interrati: ribellione in tutta Roma

By margherita, May 17, 2010 11:01 pm


Cittadini pro alberi contro parcheggi interrati: accade in tutta Roma.
Mercoledì, dopo che in viale Giulio Agricola un abitante si è incatenato a un platano fino all’intervento del Corpo Forestale, dall’Assessorato all’Ambiente è giunto l’ordine di sospendere i lavori. Segno di attenzione, in extremis, verso una protesta di quartiere che è andata crescendo di ora in ora. Benché annunciato che i 63 platani dichiarati da rimuovere per permettere esplorazioni archeologiche non fossero destinati all’abbattimento, ma all’espianto.
Piccolo particolare, questa è la stagione vegetativa, dunque il momento peggiore per un simile intervento, e agli undici già estirpati dalla ditta interessata sono state mozzate malamente le radici. Inoltre, il trasferimento era previsto al vicino Parco degli Acquedotti; ma a causa del rifiuto della soprintendenza gli esemplari (belli, di circa cinquant’anni) sono stati trasbordati in un luogo del tutto privo di senso. Nei pressi di via Canapiglia, in periferia di Torremaura, a cinque metri dal GRA.

Intanto, gli abitanti di Giulio Agricola e quelli della vicina via Marco Fulvio Nobiliore, dov’è previsto un altro parcheggio, si stanno costituendo in un comitato e hanno già raccolto quasi mille firme per manifestare il proprio dissenso rispetto all’intervento urbanistico. Identico l’atteggiamento degli abitanti di via Lisbona e di quelli di viale Leonardo da Vinci, che non desiderano affatto nuovi posti auto sotterranei e a pagamento in concessione a privati, ma vogliono a ogni costo mantenere gli alberi pubblici sulla strada. Pure in via Festo Avenio si protesta, in difesa del verde e in particolare di una quercia secolare, meritevole di un vincolo.

Multe a Roma: campagna sui cani e il decoro urbano

By margherita, February 26, 2010 9:12 am

Con le nuove ordinanze sul decoro urbano emanate dal sindaco Alemanno il 3 febbraio scorso, fra le altre cose, il Campidoglio ha giustamente quasi triplicato la sanzione amministrativa per chi non raccoglie dal suolo pubblico le deiezioni del proprio cane.

Da 100 euro di multa si è passati a 250, e davvero si spera che l’entità della cifra e i maggiori controlli scoraggino un disgustoso malcostume dannoso anche, in termini di impopolarità, per la maggior parte dei civilissimi padroni di animali.

Colpisce tuttavia la sproporzione con i 50 euro, immutati dal tariffario precedente, inflitti a chi butta a terra cartacce, lattine e altri oggetti non biodegradabili: appena un quinto della somma.

Il manifesto della campagna, inoltre, recita un po’ aggressivamente: “Il cane è tuo, il marciapiede di tutti.” Non una nota educativa sul fatto che, appunto, comportarsi in modo responsabile contribuisce a una convivenza migliore. Inoltre, ci si domanda se i vigili che hanno verbalizzato le prime sanzioni, di cui il Comune ha dato fiera nota, abbiano anche contestualmente verificato se i cani fossero dotati di microchip, come previsto dalla legge. Improbabile, dato che ben di radio i vigili sono dotati di lettori di microchip.

Mentre parlare di cani suggerirebbe un investimento per contrastare il randagismo, poiché tale argomento è legato al risparmio di denaro pubblico e al miglioramento della gestione dei canili e dei servizi a essi correlati. Risultati che non si possono ottenere con il solo taglio dei fondi e delle convenzioni.
Il fatto è che in quasi due anni, da parte di quest’amministrazione, ancora non si è visto un singolo progetto a favore degli animali o del verde pubblico.

Sul tetto

By margherita, December 3, 2009 12:29 am

Spazzatura: enormi sacchi pieni di cartacce, su ciascuno il numero di matricola di un lavoratore. Così martedì i cassaintegrati della sede romana della Multivendor Service, acquistata e smantellata, nell’aprile scorso, da Bartolini Progetti, hanno protestato davanti all’IBM, all’indice per averli venduti e smaltiti alla stregua di rifiuti.

E’ un modo di rendere l’idea, sperando di far notare un disagio forte e largamente condiviso. Tanto frequente purtroppo, di questi tempi, da non riuscire sempre a trovare adeguato spazio nei media. Ormai di frequente dunque, anziché nelle grandi adunate, la contestazione vibra attraverso gesti che danno forma immaginifica alla sostanza, e aiutano a uscire dall’ombra. Era l’idea, il 25 settembre, dei docenti metà a lutto, metà in mutande sotto le sedi Rai, contro la riforma Gelmini della scuola. Ma oggi, da una cassa integrazione a una mobilità, disperazione e rabbia sembrano suggerire a parecchi lo stesso provvedimento: salire sul tetto. Vittoriosi dopo 4 giorni e notti trascorsi sul carroponte di una gru i 5 operai della INNSE di Milano ad agosto, contro lo smantellamento della fabbrica. Dopo di loro, a Zola Predosa (Bologna), 4 lavoratori della Disco Verde, da 4 mesi senza stipendio, salgono sul tetto della ditta.

Il 16 settembre fanno altrettanto, ad Arezzo, i dipendenti Eutelia, imitati il 10 novembre dagli operai della Ritel di Rieti. Se da martedì scorso a Roma vive sul tetto dell’Ispra un nutrito gruppo di persone contro il licenziamento di 250 giovani ricercatori precari, giovedì a Taranto sono saliti in 30 sul tetto della fabbrica Miroglio, 234 cassaintegrati, ferma da settimane: hanno annunciato che ci rimarranno a oltranza.

Decoro urbano

By margherita, November 16, 2009 12:41 am

Tre anni fa due amiche passeggiano a Roma per il Quartiere Italia, dove vivono, e si guardano intorno sconcertate. Rifiuti, erbacce, un tizio che fa pipì: lo stato di sporcizia degrado supera ogni limite. Decidono di mobilitarsi, raccolgono firme e si costituiscono Comitato per il Decoro Urbano, con 9 consiglieri: professori di scuola e docenti universitari, architetti, avvocati – 8 signore e un uomo.

Subito inventano e propongono a Corsetti, allora presidente del III Municipio, un progetto di verifica degli interventi dell’Ama. I cittadini chiedono di essere informati, sul bollettino delle tasse, di giorno e orario in cui sia prevista la pulizia nella propria via, con l’istituzione di un numero verde per segnalare eventuali inadempienze. E’ il modo per non subire passivamente un disservizio, offrendo all’azienda indicazioni utili. L’idea piace, se ne parla, ma l’Ama risponde che di lì a poco le strade verranno pulite ogni giorno. E’ il 2007, e con un questionario realizzato modulando dei propri indicatori di pulizia su quelli dell’opuscolo Ama, il Comitato effettua ugualmente il monitoraggio su 100 persone, trovando discrepanze enormi. Dov’è annunciato un intervento due volte a settimana, questo non avviene nemmeno due volte al mese. Le cosiddette “tazze” ai piedi degli alberi sono raccoglitori di immondizia da cui vengono rimossi i rifiuti più voluminosi, ma mai, ad esempio, i mozziconi di sigaretta. Cos’è, allora, “pulito”?

Ma di lì a poco arrivano le elezioni, cambia tutto. Non l’igiene del quartiere.
Oggi, appena intrapresa una campagna per strappare i manifesti abusivi da palazzi e lampioni, il Comitato rilancia a Comune e Ama la proposta di una collaborazione.

Associazioni e forze dell’ordine: collaborazione preziosa

By margherita, September 22, 2009 11:33 pm

Non che a Campagnano di Roma manchino persone attente agli animali e alla natura: tutt’altro. E’ una zona piena di verde, cavalli e passione per l’ambiente. Tuttavia, negli anni, si sono verificati circoscritti ma ripetuti casi di barbarie: cani impiccati, gatti seviziati, un cavallo fatto a pezzi in un prato.

Di nuovo, nei mesi scorsi, la LIDA (Lega italiana dei diritti dell’animale) ha presentato esposti a polizia municipale e carabinieri del luogo. A proposito di una colonia felina, censita dalla Asl RmF di Rignano Flaminio, minacciata di sterminio con pesanti intimidazioni rivolte alle gattare. Ancora, riguardo un uomo che in passato ha fatto morire cani in condizioni atroci, il quale continua a detenerne. Oltre alla segnalazione di un deposito metallico colmo di animali, infuocato sotto il sole.

Ora, il contributo delle associazioni animaliste più attive sul territorio, fra cui ricordiamo le guardie zoofile dell’Enpa, la Lav, ma anche l’Oipa, l’Aidaa e altre, è una vigilanza e un coraggioso esporsi attraverso interessamenti diretti e segnalazioni ufficiali. Un lavoro prezioso confortato dalla legge 189/04, che norma penalmente maltrattamenti e uccisioni a danno degli animali.

Impegno che tuttavia rischia di andare perduto, se non trova completamento nell’intervento delle forze dell’ordine, che possono – e devono d’ufficio, se il fatto esiste – procedere dove il cittadino non può. Vero che le risorse di polizia e carabinieri sono ingaggiate su troppi fronti. La violenza però è un principio unico: i malavitosi insegnano ai loro figli a praticarla sugli animali, per poi passare agli uomini. Comunque, possiamo ritenere l’impiccagione di un cane un gesto non rasserenante?

Donatori di Roma

By margherita, August 31, 2009 3:52 pm

Donatori di Roma: così hanno deciso di chiamarsi, costituendosi in un coordinamento, alcuni rappresentanti di quell’ampia e generosa categoria che sostiene canili, gattili, randagi e colonie. Quanto ampia e quanto generosa, gli associati intendono scoprirlo. Non solo i tesserati delle piccole e grandi associazioni animaliste infatti, o le celebrate gattare, donano a getto continuo denaro, cibo, accessori, coperte e medicinali alle strutture, ma un’infinità di cittadini mai rappresentati.

La scintilla scocca quando i nuovi gestori del gattile di Villa Flora (da poco assegnato dall’Ufficio Diritti Animali senza regolare gara, dopo una gestione transitoria a seguito di sequestro giudiziario in cui i mici godevano di ottima salute) buttano cucce e lettini regalate dai sostenitori del ricovero, trasferendo i gatti a terra. Quindi cambiano l’alimentazione e chiudono la porta alle associazioni. Uno dei gatti già schedati da Enpa e Lav muore. I cittadini valutano che l’acquisto del materiale eliminato e il sostentamento dei gatti, oggi inaccessibili, siano costati negli ultimi due anni una cifra congrua.

Presto emerge che lo scontento è vasto. Mancati interventi, colonie feline decimate, aree verdi allo sfascio. Né piace sentire che alla Muratella (sovvenzionata dal Comune, ma aiutata dalle donazioni: gli stessi lavoratori contribuiscono ai farmaci) si vive in affanno e proprio l’altro giorno è stato sbranato un cane.

Per avere voce in capitolo e chiedere trasparenza e risposte, i Donatori di Roma intendono attribuirsi un valore. Invitano chiunque abbia devoluto, nel 2009, denaro e aiuti agli animali capitolini, a quantificarlo presso l’indirizzo: donatoridiroma@gmail.com.

Discoteca abusiva a Piazza di Siena – un articolo di Alix Van Buren

By margherita, July 31, 2009 9:53 pm

link http://roma.repubblica.it/dettaglio/villa-borghese-una-discoteca-a-piazza-di-siena/1685948#commentatutti

Villa Borghese latrina a cielo aperto

By margherita, July 29, 2009 5:42 pm

Non è Blade Runner, né un’allucinazione, ma ieri mattina alle 8.53 a Villa Borghese. Varcato l’ingresso di via Pinciana, vi si profila qualcosa che non ambireste mai a descrivere su questo quotidiano, ma che soprattutto non vorreste mai vedersi svolgere sul primo prato a sinistra del viale che conduce a largo Trombadori, ai piedi di un’antica quercia.

Si tratta infatti di un uomo sui quarant’anni di razza bianca, abbronzato, altezza media e corporatura atletica, che nella parte alta del corpo indossa una maglietta nera e occhiali da sole sulla testa. Nei quartieri bassi i jeans sono calati, poiché il soggetto in questione sta compiendo proprio in mezzo al parco, con comodo e naturalezza, quanto d’abitudine si esegue in quelle stanze chiamate bagni. Più che indice evolutivo, il fatto che alla fine non utilizzi il giornale che porta infilato nella tasca posteriore dei calzoni, ma altro, vi appare come buona organizzazione.

Scorgendovi a fissarlo in compagnia di altri passanti, egli completa placido l’opera, urinando sull’insieme. E’ allora che voi chiamate il 113, e rimanete in linea per alcuni minuti, spiegando a tre diversi operatori la situazione, intanto che quello s’incammina lungo il viale dei Cavalli Marini.
Lo seguite ed egli se ne accorge, ma non mostra preoccupazione. Finalmente siete in linea con un agente della municipale, donna e cortese.

In prima battuta, sostiene che non c’è nulla da fare, poiché sarebbe stato necessario sorprenderlo sul fatto. Le ricordate che ci siete voi a testimoniare, e se non bastasse ci si può anche dilettare a recuperare qualche prova organica. Certo, non si può pretendere che gli balziate addosso in prima persona e lo ammanettiate, s’imporrebbe dunque che sopraggiunga qualcuno. Accanto a voi, habitué di Villa Borghese osservano increduli che se questo è il controllo dell’amministrazione sul territorio – la villa storica più bella e centrale di Roma una latrina a cielo aperto in piena mattina – siamo fritti.

Tant’è. L’agente è desolata: non ci sono pattuglie disponibili. Sono le 9.10, appunta il vostro numero e promette di darvi notizie. Nel frattempo l’inseguito ha estratto un cellulare e si mette a chiacchierare, dileguandosi oltre il Giardino del Lago. Alle 9.25 la Municipale richiama, per confermare che nessuno interverrà.

Luci spente per gli alberi di Roma

By margherita, July 11, 2009 2:22 am

Corre voce che l’iniziativa degli abitanti del Flaminio, 15 minuti di buio nelle case ogni giovedì alle 21 per incominciare, in attesa di garanzie assolute sulla salvezza dei platani del quartiere, stia per estendersi a tutta Roma.

Troppe risposte sono infatti attese da comitati, associazioni, cittadini che assistono impotenti a sistematici massacri. Poiché, se le braccia degli alberi si stendono verso il cielo, il pensiero del mondo progredito si allarga nella rivoluzione verde, le idee della nostra giunta affondano nei parcheggi interrati e calano fuori tempo e logica su rami carichi di foglie e nidi.

Come non bastassero gli abbattimenti dell’ultimo periodo, più di 1.500, un allegato relativo agli interventi prioritari dell’ordinanza 129 del 27 novembre scorso, redatta dal Sindaco, apre la via a un disegno che porterebbe alla distruzione di uno straordinario numero di platani. Lungotevere Arnaldo da Brescia, Viale del Vignola, Piazza Gentile da Fabriano, sono alcuni dei siti che dovrebbero accogliere la modernità secondo il Campidoglio: più automobili in centro e a morte gli alberi.

Anziché immaginare una viabilità migliore affidata ai mezzi pubblici e realizzare altrove gli indispensabili parcheggi, in modo da preservare il patrimonio verde secolare già presente (peraltro protetto dall’UNESCO) si pensa di eliminare i nostri alberi più diffusi, magnifici e antichi.
Se anche i platani non fossero tagliati, ma si scavasse sotto le radici, la loro sorte non cambierebbe. La fine arriverebbe lenta. Non a caso, da un anno si tenta di impedire che una condotta Acea uccida patriarchi che hanno attraversato mezzo millennio e potrebbero raggiungere i nostri pronipoti.

Ma non conta, per gli amministratori, che i platani portino ombra e ossigeno. Né che i cittadini esprimano il loro dissenso. A Ostia, in Via dei Misenati, di fronte a uno sterminio di alberi la gente si è disperata, ha supplicato ed è stata ignorata.

Parliamo di ecologia, di persone, di fruibilità. Parliamo del recente bando per creare punti di ristoro in una settantina di parchi e aree verdi della Capitale. Forse il Sindaco non ha percezione che di questo passo i parchi, tutti in condizioni vergognose, e le aree verdi non saranno più tali. Se l’impresa funziona, certo, potrà trovare facilmente un panino.

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