Più o meno dovremmo esserci. Il sindaco Alemanno manterrà quanto promesso al tavolo convocato più di un mese fa in merito alla questione botticelle?

Incaricò allora il sottosegretario alla Salute Francesca Martini di creare un gruppo di lavoro per mettere insieme una serie di valutazioni tecniche in grado di aiutarlo a produrre un giudizio finale, ma disse anche che, prima di esprimersi, avrebbe senz’altro incontrato di nuovo le associazioni animaliste, sostenitrici del punto centrale dell’intera questione.

Una valutazione che infatti non compete ad alcun veterinario o urbanista, ma rappresenta il cuore del problema, e riguarda il benessere, in questo caso il malessere, dei cavalli considerato da un punto di vista etologico, empatico e morale.

Di certo, se il Sindaco è uomo di parola, prima di trarre le proprie conclusioni ascolterà come annunciato anche questa fondamentale elaborazione.

Dal Corriere della Sera, il 16 giugno, attraverso un appello diretto al Sindaco ho lanciato un tema, la sorte dei cavalli delle botticelle, che ha goduto di eco internazionale. Mentre in patria, da tre mesi, ispira senza sosta pagine di quotidiani, servizi televisivi, interventi politici e lettere dei cittadini. Fra tanti, l’unico a non essersi mai pronunciato, a non aver speso una singola parola su un argomento che non può ragionevolmente dirsi poco sentito, è Gianni Alemanno.
Com’è noto la preghiera, sostenuta dall’Enpa, è di dismettere le carrozze e pensionarne i quadrupedi, sofferenti poiché inadatti a traffico, caldo, inquinamento, pessima gestione. Per i vetturini, una quarantina di refrattari a qualsiasi ipotesi di cambiamento quasi quanto al rispetto delle poche regole previste, si suggeriva onesta conversione in taxi. Lo sdegnoso rifiuto degli interessati, che si dicono troppo affezionati ai cavalli per poter concepire una professione alternativa, è stato accompagnato dalla ripetuta richiesta di non osservare più la pausa nelle ore bollenti dell’estate. Capricci che Alemanno, per quanto paziente verso una categoria legata agli ambienti del trotto, donde gli equini provengono, non dovrebbe avallare ancora a lungo. All’ex timoniere delle Politiche Agricole (ministero che soprintende anche all’Unire) un aiuto è giunto dal Corpo Forestale, che si è candidato a pensionare gli animali dismessi: offerta però non ancora ratificata.
A questo punto, ecco una soluzione per il Sindaco.
Si trovi uno sponsor che regali al Comune 35 utilitarie cabriolet, elettriche e non inquinanti, da mettere a disposizione dei postiglioni. Le loro licenze manterrebbero la peculiarità di vetture turistiche, ma potrebbero scorrazzare i visitatori per il Centro senza limiti di solleone, sgombrando la piazza da dispiaceri e polemiche. Cavalli d’acciaio inossidabile al posto di animali in difficoltà, da destinare, con sollievo generale, a pascoli attrezzati. Il donatore, si tratti di una singola impresa o di una cordata, ne ricaverà pubblicità straordinaria; il Comune muoverebbe un passo innovatore di fronte al mondo.

Qualche notte fa, come avrete letto o sentito, a Roma una botticella è stata investita con violenza da un’automobile. Il vetturino è finito in ospedale e il cavallo è morto, dopo un’agonia di tre ore sulla strada poiché non si riusciva a trovare un veterinario che gli praticasse l’eutanasia. Il fatto stesso che il lugubre incidente sia avvenuto a tarda sera è riprova del fatto che i postiglioni non rispettano gli orari di lavoro previsti, né le altre, poche regole cui dovrebbero attenersi.

A seguito dell’episodio, ma soprattutto per le ragioni di cui già ho scritto (questi cavalli concludono sempre l’ingrata carriera al macello, dopo anni di stenti in mezzo al traffico capitolino, attaccati a una carrozza troppo pesante e carica per la loro costrituzione di trottatori e alloggiati nel buio e sporco ex-Mattatoio) l’Enpa, Italia Nostra, il Comitato per il Verde Urbano, l’Oipa, hanno lanciato un appello al sindaco Alemanno affinché il servizio venga dismesso e le licenze dei vetturini, che sfilano ai turisti fino a 250 euro senza fattura per una corsa, siano tramutate in licenze di taxi. In alternativa, si potrebbe pensare di far circolare i cavalli, diversamente tutelati, solo all’interno dei parchi storici della città. Soluzione niente affatto gradita ai vetturini, peraltro, che non potrebbero più contare sui soliti, discutibili guadagni.

In risposta, l’assessore De Lillo, neo addetto alla protezione degli animali e della natura, ha dichiarato che le botticelle non si toccano, in quanto simbolo di Roma. Come se l’immagine della Città Eterna dovesse puntare su simili, anacronistiche e trogloditiche usanze. A tale ostentazione di chiusura tuttavia, proprio in  queste ore, la gente sta replicando con un gran numero di e-mail ai giornali e al Comune, nel fermo desiderio di assistere a una svolta civile. Se le associazioni si sono offerte di varare una campagna per garantire la pensione agli ultimi 90 cavalli capitolini, dal Sindaco ci si aspetterebbe un intervento sui vetturini, offrendo loro una diversa professionalità.

Affinché tale preghiera rimanga viva, esorto voi tutti a esprimere il vostro desiderio di non vedere più animali sofferenti e sfruttati per le vie dell’Urbe, sia ai quotidiani, che allo stesso Comune di Roma: http://www.comune.roma.it.