Qualche notte fa, come avrete letto o sentito, a Roma una botticella è stata investita con violenza da un’automobile. Il vetturino è finito in ospedale e il cavallo è morto, dopo un’agonia di tre ore sulla strada poiché non si riusciva a trovare un veterinario che gli praticasse l’eutanasia. Il fatto stesso che il lugubre incidente sia avvenuto a tarda sera è riprova del fatto che i postiglioni non rispettano gli orari di lavoro previsti, né le altre, poche regole cui dovrebbero attenersi.
A seguito dell’episodio, ma soprattutto per le ragioni di cui già ho scritto (questi cavalli concludono sempre l’ingrata carriera al macello, dopo anni di stenti in mezzo al traffico capitolino, attaccati a una carrozza troppo pesante e carica per la loro costrituzione di trottatori e alloggiati nel buio e sporco ex-Mattatoio) l’Enpa, Italia Nostra, il Comitato per il Verde Urbano, l’Oipa, hanno lanciato un appello al sindaco Alemanno affinché il servizio venga dismesso e le licenze dei vetturini, che sfilano ai turisti fino a 250 euro senza fattura per una corsa, siano tramutate in licenze di taxi. In alternativa, si potrebbe pensare di far circolare i cavalli, diversamente tutelati, solo all’interno dei parchi storici della città. Soluzione niente affatto gradita ai vetturini, peraltro, che non potrebbero più contare sui soliti, discutibili guadagni.
In risposta, l’assessore De Lillo, neo addetto alla protezione degli animali e della natura, ha dichiarato che le botticelle non si toccano, in quanto simbolo di Roma. Come se l’immagine della Città Eterna dovesse puntare su simili, anacronistiche e trogloditiche usanze. A tale ostentazione di chiusura tuttavia, proprio in queste ore, la gente sta replicando con un gran numero di e-mail ai giornali e al Comune, nel fermo desiderio di assistere a una svolta civile. Se le associazioni si sono offerte di varare una campagna per garantire la pensione agli ultimi 90 cavalli capitolini, dal Sindaco ci si aspetterebbe un intervento sui vetturini, offrendo loro una diversa professionalità.
Affinché tale preghiera rimanga viva, esorto voi tutti a esprimere il vostro desiderio di non vedere più animali sofferenti e sfruttati per le vie dell’Urbe, sia ai quotidiani, che allo stesso Comune di Roma: http://www.comune.roma.it.