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LE BOTTICELLE E LE SCELTE DI ALEMANNO

By margherita, June 4, 2010 1:25 pm


E’ chiara, dopo due anni di straordinaria attenzione su una vicenda molto circoscritta come quella delle botticelle, la volontà del Sindaco di esercitare il proprio diritto di decidere in autonomia dall’opinione pubblica. Lo stesso annuncio di un’ambulanza per cavalli pronta a intervenire in caso di disgrazia, nei giorni in cui le associazioni animaliste raccolgono valanghe di firme per richiedere che i cavalli vengano tolti dai pericoli della strada, è un ribadire il pugno fermo del Campidoglio.
Posizione immobile, assunta nel 2008 in favore dei 42 vetturini in carica, contro la sensibilità espressa da una società civile assai vasta e varia. Fatta di persone libere da pregiudizi, della stampa nazionale e internazionale, del Web, del volontariato.
E’ inevitabile che la sproporzione della scelta, i suoi termini, la mancanza di flessibilità, giunti a questo punto stupiscano un po’, e inducano domande.
In fondo, se pure Alemanno non tiene in alcun conto i diritti animali, sarebbe far torto alla sua intelligenza politica pensare che non abbia notato quanto le sorti di quei cavalli stiano a cuore alla gente. Se pure egli reputa che i vetturini siano gli esempi di romanità più encomiabili, non gli sarà sfuggito che nessuno ha mai proposto di gettarli sul lastrico. Si è suggerito anzi di rimodernare il servizio. Sostituire i cavalli sofferenti, inadatti al traffico e agli strapazzi, con cabriolet ecologiche che consentirebbero agli autisti di lavorare e guadagnare senza stop nelle ore calde.
Per lui, per la sua immagine di sindaco, tale innovazione sarebbe stata ovviamente più vantaggiosa, progredita, sotto ogni punto di vista, della fedeltà a una tradizione recente e turistica.
Magari, avrebbe potuto procedere per gradi. Incominciando a bloccare le licenze, che si tramandano di padre in figlio. Istituendo un esame di abilitazione e limiti di età come in ogni mestiere a chi già esercita. Impedendo l’acquisto di nuovi cavalli e organizzando il pensionamento di quelli esistenti. Facendo soprattutto rispettare il regolamento comunale.
Alemanno non è romano. Ma forse ricorderà l’ultimo film di un nostro grande attore, Alberto Sordi. “Nestore l’ultima corsa” è un testamento spirituale, ed esprime proprio questa dolorosa preoccupazione: il destino dei cavalli delle botticelle.

Botticelle: sarà la volta buona?

By margherita, January 18, 2010 11:57 am

E’ bello iniziare l’anno col cuore caldo di speranze, e la riconoscenza va a chi ce le infonde. Così tutti quanti sanno che il cavallo è l’animale più diffusamente sfruttato e maltrattato, oltre che bestia da carne, hanno salutato con gioia l’annuncio del sottosegretario alla Salute Francesca Martini dello studio di una proposta di legge per proibirne la macellazione e tutelarne la vita.

L’impresa è titanica. Si scontra con gli interessi dell’industria alimentare e con la logica usa e getta del pianeta sportivo di cui il cavallo è protagonista – corse, salto ostacoli, passeggiate. Stride con le esigenze del commercio e degli allevatori: una produzione che mira ai grandi numeri, ma è in contrasto col fatto che i cavalli anziani alla fine debbano essere collocati da qualche parte, e mantenuti da qualcuno.

Ma sono difficoltà che il sottosegretario Martini, anticipando l’intenzione di muoversi in difesa di tutti i cavalli d’Italia, avrà ben valutato, memore dell’impossibilità di aiutare i soli 90 delle botticelle romane. Per loro, l’onorevole si prodigò a fine 2008, offrendo al sindaco Alemanno il contributo di un tavolo tecnico che fornisse le ragioni per cui era opportuno toglierli dal traffico.

Erano appena morti due cavalli in circostanze drammatiche. Per un anno i quotidiani dedicarono al tema attenzione straordinaria, travolti da lettere di cittadini (mai interrotte) desiderosi di non vedere più gli animali soffrire in strada. Una conferenza stampa organizzata dall’Enpa appassionò le testate di tutto il mondo, dagli USA alla Cina. Il tavolo si pronunciò nel marzo 2009, ma forse non fu ascoltato, e nulla cambiò. Sarebbe splendido se le speranze ripartissero da quei 90.

BOTTICELLE: Alemanno manterrà le promesse?

By margherita, January 21, 2009 12:36 pm

Più o meno dovremmo esserci. Il sindaco Alemanno manterrà quanto promesso al tavolo convocato più di un mese fa in merito alla questione botticelle?

Incaricò allora il sottosegretario alla Salute Francesca Martini di creare un gruppo di lavoro per mettere insieme una serie di valutazioni tecniche in grado di aiutarlo a produrre un giudizio finale, ma disse anche che, prima di esprimersi, avrebbe senz’altro incontrato di nuovo le associazioni animaliste, sostenitrici del punto centrale dell’intera questione.

Una valutazione che infatti non compete ad alcun veterinario o urbanista, ma rappresenta il cuore del problema, e riguarda il benessere, in questo caso il malessere, dei cavalli considerato da un punto di vista etologico, empatico e morale.

Di certo, se il Sindaco è uomo di parola, prima di trarre le proprie conclusioni ascolterà come annunciato anche questa fondamentale elaborazione.

Proposta di soluzione per le botticelle

By margherita, September 20, 2008 12:41 am

Dal Corriere della Sera, il 16 giugno, attraverso un appello diretto al Sindaco ho lanciato un tema, la sorte dei cavalli delle botticelle, che ha goduto di eco internazionale. Mentre in patria, da tre mesi, ispira senza sosta pagine di quotidiani, servizi televisivi, interventi politici e lettere dei cittadini. Fra tanti, l’unico a non essersi mai pronunciato, a non aver speso una singola parola su un argomento che non può ragionevolmente dirsi poco sentito, è Gianni Alemanno.
Com’è noto la preghiera, sostenuta dall’Enpa, è di dismettere le carrozze e pensionarne i quadrupedi, sofferenti poiché inadatti a traffico, caldo, inquinamento, pessima gestione. Per i vetturini, una quarantina di refrattari a qualsiasi ipotesi di cambiamento quasi quanto al rispetto delle poche regole previste, si suggeriva onesta conversione in taxi. Lo sdegnoso rifiuto degli interessati, che si dicono troppo affezionati ai cavalli per poter concepire una professione alternativa, è stato accompagnato dalla ripetuta richiesta di non osservare più la pausa nelle ore bollenti dell’estate. Capricci che Alemanno, per quanto paziente verso una categoria legata agli ambienti del trotto, donde gli equini provengono, non dovrebbe avallare ancora a lungo. All’ex timoniere delle Politiche Agricole (ministero che soprintende anche all’Unire) un aiuto è giunto dal Corpo Forestale, che si è candidato a pensionare gli animali dismessi: offerta però non ancora ratificata.
A questo punto, ecco una soluzione per il Sindaco.
Si trovi uno sponsor che regali al Comune 35 utilitarie cabriolet, elettriche e non inquinanti, da mettere a disposizione dei postiglioni. Le loro licenze manterrebbero la peculiarità di vetture turistiche, ma potrebbero scorrazzare i visitatori per il Centro senza limiti di solleone, sgombrando la piazza da dispiaceri e polemiche. Cavalli d’acciaio inossidabile al posto di animali in difficoltà, da destinare, con sollievo generale, a pascoli attrezzati. Il donatore, si tratti di una singola impresa o di una cordata, ne ricaverà pubblicità straordinaria; il Comune muoverebbe un passo innovatore di fronte al mondo.

Valore in sé

By margherita, August 1, 2008 11:20 am

Questa storia delle botticelle ha fatto il giro del mondo, eppure ancora non si è proceduto a una risoluzione. Ed è un peccato, perché la richiesta popolare è netta e la via d’uscita semplice, a portata di mano. Se di fronte a elementi così lampanti, viene da pensare, non si riesce a deliberare bene e in fretta, chissà riguardo a questioni più complesse. Il brutto è l’idea che gli animali e la loro sofferenza possano sempre aspettare. ll bello è che tanta gente si sia espressa e mobilitata come non accade spesso. E’ questo il valore in sé che le autorità non comprendono. Quando si mettono in moto solidarietà, compassione e gentilezza con tanta energia non importa chi le susciti. E’ sciocco stare a redigere una scala – peraltro solamente umana – di valori. La capacità di sentire, così spesso dormiente, si è risvegliata e andrebbe subito premiata, la sensibilità sollecitata a rimanere attiva e ad applicarsi a nuove questioni.

Tradizioni

By margherita, June 29, 2008 1:53 pm

Troppo spesso, per giustificare usanze barbariche, si invoca la tradizione. Le botticelle trascinate da macilenti cavalli condannati a sofferenze e morte per le vie di Roma, sono tradizionali. I palii di provincia in cui altri equini si spezzano i garretti sull’asfalto sono tradizionali. La palombella che viene sparata dentro un cilindro contro il Duomo di Orvieto, la corrida nei paesi ispanici, la medicina orientale fatta di genitali di cane o tigre, l’usanza cinese di scuoiare vivi cani e gatti prima di mangiarli, il secolare abete tagliato, offerto al Papa e lasciato morire ogni Natale in Piazza san Pietro, sono tradizionali. Anche la schiavitù era tradizionale, e lo era castrare bambini (fino all’inizio del secolo scorso) affinché pure da adulti potessero elevare a Dio cori immacolati. Gli uomini hanno saputo ribellarsi. Gli animali non possono: forse, almeno quelli chiusi negli allevamenti intensivi, non riusciranno a salvarsi ma ci faranno ammalare.

Il fatto che un’abitudine sia tradizionale, non significa che sia buona, o perseguibile attraverso il tempo. Cambiano le condizioni, cambia la mentalità, cambia il mondo. E anche noi e la nostra coscienza dovremmo cambiare. Comprendendo che dietro la parola “tradizione” abitano spesso interessi economici molto discutibili, pigrizia, sciatteria, crudele superficialità. Non basta dire “è vero”, “che orrore”, “non posso pensarci”. Pensiamoci assolutamente, comportiamoci di conseguenza, esprimiamo il nostro dissenso, per piacere.

Dead horses walking

By margherita, May 5, 2008 8:09 pm

Roma ha un nuovo sindaco, Gianni Alemanno, che dovrà affrontare emergenze complesse e prestare ascolto a innumerevoli segnalazioni. Nel desiderio di dar voce a chi non ne ha affatto, ovvero gli animali, non sono pochi i punti da ricordare, dallo scandaloso Bioparco, ai canili, alla scomparsa di una quantità stupefacente di cani e gatti: avremo modo di parlarne. Ma c’è una questione, trascurata persino dalle migliori associazioni animaliste, che una volta per tutte dovrebbe essere risolta. Riguarda i cavalli condannati a morte che lungo le vie del centro cittadino trascinano le cosiddette botticelle, ovvero le carrozze utilizzate da qualche turista per un giro panoramico. Ebbene, tale simbolo dell’accoglienza capitolina è nella sostanza assai sinistro. Difatti gli equini in questione sono perlopiù trottatori dismessi, acquistati dai vetturini sulla via del macello, sfruttati poi per tutti gli anni disponibili, infine rivenduti al mattatoio per poter comprare un nuovo esemplare con il ricavato della loro carne. Le vetture cui vengono attaccati sono obsolete e pesantissime, concepite in origine per cavalli da tiro, ben più robusti degli odierni trotter, i quali si ritrovano inoltre a faticare in mezzo a traffico, inquinamento e confusione che una volta non esistevano. Alloggiati dal Comune nell’ex-Mattatoio, godono di ricoveri bui, umidi, adiacenti al fracasso del Villaggio Globale, circondati dagli accampamenti dei senzatetto in una landa di siringhe e sporcizia, privi della possibilità di trascorrere un singolo minuto della vita liberi in un recinto all’aria aperta. I vetturini hanno il divieto di trottare e l’obbligo di concedere agli animali pause di quiete e ombra, ma se ne infischiano. E i vigili rimangono inerti, sostenendo di non poter multare le botticelle poiché dotate di targhe anomale.

Negli anni 90, in seguito all’uscita del film “Nestore, l’ultima corsa” girato in toni commossi sull’argomento da Alberto Sordi, l’allora sindaco Francesco Rutelli promise ufficialmente che avrebbe perlomeno provveduto a realizzare un pensionato per i quadrupedi capitolini, a conclusione della loro grama attività. Sordi morì, Rutelli dimenticò. Qualche stagione dopo, fu il Sindaco di Valmontone a recuperare il progetto, raccogliendo lodi. Ma trovò più economico ospitare i cavalli anziani in un’area incustodita, cosicché i primi arrivati furono portati via dai mercanti clandestini di carne e l’iniziativa naufragò.

La verità è che da parte di una città civile, di una grande capitale, di un sindaco illuminato, ci si aspetterebbe di veder dismettere un servizio anacronistico, che non offre buona pubblicità a nessuno. Quale immagine di Roma può riflettersi in quei cavalli stanchi, sudati, magri, malandati e sofferenti, che ansimano fra i fumi delle automobili? I vetturini di ruolo oggi sono circa 43, alcuni così anziani che non potrebbero nemmeno esercitare il mestiere di autisti. Le loro licenze si tramandano di padre in figlio e con ogni probabilità verrebbe accolta con favore l’ipotesi di vederle trasformate in autorizzazioni professionali differenti e più moderne. I cavalli in servizio sono più o meno 80. Con l’aiuto delle istituzioni, del Dipartimento per la Tutela del Cavallo della Federazione Italiana Sport Equestri e delle associazioni animaliste, non sarebbe difficile trovare per loro un luogo protetto dove trascorrere in pace la vecchiaia. E poi, basta.

Con una semplice delibera, il nuovo sindaco potrebbe ottenere che non circolino più condannati a morte attaccati ai carri, per le vie della nostra Capitale.

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