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A volte, capita di fare qualche riflessione sul senso della vecchiaia. Benché oggi sia spesso possibile vivere a lungo in salute, arriva sempre il momento in cui ci si chiede a quale privilegio si addivenga, in un’età in cui il vigore fisico ci abbandona.
Qualche anno fa, guardavo i miei gatti correre dietro a una mosca. Erano tutti giovani eccetto la decana di casa, Maria, molto anziana e malandata. Si era scatenata una caccia all’ultimo respiro. I mici balzavano pericolosamente su tavoli, finestre e poltrone nel tentativo di catturare l’insetto, Maria rimaneva immobile sul bracciolo di un divano e seguiva impercettibilmente la mosca con gli occhi. Era così ferma da sembrare una sfinge e io, che l’adoravo, per un attimo mi intenerii pensando che fosse prossima al rimbambimento. Intorno a lei inconcludenti salti, capriole e qualche oggetto finito a terra. A un certo punto, d’improvviso, Maria fece un movimento. Uno solo: la mosca era presa.