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Stop immediato alle potature: anche la LIPU si rivolge al Comune di Roma

By margherita, May 12, 2010 11:39 am

Il Regolamento del Comune di Roma sulla tutela degli animali in vigore dal novembre 2005, all’articolo 9, lettera G, vieta espressamente di “effettuare potature di siepi ed alberi impiantati su suolo pubblico che danneggino o rimuovano nidi o ricoveri utilizzati da uccelli o altri animali nel periodo riproduttivo”. E’ quanto la LIPU-Birdlife Italia ricorda, pregando il sindaco Alemanno e i Municipi di sospendere subito tutte le potature degli alberi perlomeno fino al termine di luglio, poiché rappresentano per le uova e i piccoli accuditi dai genitori una condanna a morte certa. L’appello della LIPU, preceduto da un analogo comunicato dell’Enpa, menziona anche la legge 157/92 sulla protezione della fauna selvatica omeoterma, che in merito alla distruzione di uova e nidi prevede pesanti sanzioni.

Uccelli, pipistrelli, insetti, ma pure scoiattoli e piccoli mammiferi trovano negli alberi, dai rami alle cavità, i luoghi dove covare o partorire. Distruggerli, significa sterminare alla radice questi animali, già oppressi dall’inquinamento e dalla cementificazione.
E’ un tema che si ripropone ogni anno con maggior preoccupazione da parte delle associazioni e di moltissimi cittadini, ma non ha finora ottenuto risposte, né il rispetto della normativa.

Ben più a lungo oltretutto si estende l’arco in cui gli alberi stessi non andrebbero toccati, in quanto nel pieno della stagione vegetativa. Di norma infatti le potature si effettuano quando la natura è ferma, germi e funghi non circolano, la tempera è bassa: durante l’inverno.
D’altro canto, quella della gestione e tutela del verde urbano è una situazione trascurata da lontano, degenerata con il taglio dei fondi e un’apparente freddezza delle istituzioni. Sorde al clamoroso interesse che la gente dimostra per l’argomento.

Che la sensibilità verso alberi e natura si sia negli ultimi anni triplicata è un fatto. Basti guardare alle battaglie di quartiere, a quanto viene scritto ai media e sul Web. Pensiamo solo ai parcheggi interrati e alla ribellione degli abitanti di viale del Vignola e di piazza Gentile da Fabriano per la salvezza dei loro platani. E proprio in questi giorni, sempre contro un parcheggio, insorge via Lisbona: i cittadini spiegano di non avere alcuna difficoltà a collocare le vetture; invece, non vogliono veder tagliati gli alberi. Come pure, in via Festo Avenio, sembra sia stata data autorizzazione di abbattere, per l’ennesimo garage, una strepitosa quercia secolare meritevole di vincolo: è insurrezione. In via De Dominicis sono state tagliate due melie in fiore, e altre cinque capitozzate. All’Eur si protesta perché i pini sono potati così severamente da mantenere solo un misero pennacchio sulla cima.

Quel che manca, a Roma, è un Regolamento del Verde Urbano. Concordato fra l’Assessorato all’Ambiente e le associazioni, che lo richiedono da anni, con il sostegno di esperti riconosciuti, creerebbe linee guida condivise capaci di far operare il Servizio Giardini in serenità e senza contestazioni.

Grazie alla LIPU di Roma

By margherita, January 6, 2010 11:52 pm

Pochi hanno la reale percezione dell’impegno profuso da associazioni animaliste e da tanti privati a favore di randagi e selvatici: e fra quei pochi non ci sono le istituzioni. Volontari, guardie zoofile, gattare, ma anche semplici appassionati, svolgono un ruolo fondamentale donando tempo, energie e denaro, con il risultato di contare molto poco.

Non si considera a sufficienza che, ad esempio, sterilizzare, vaccinare e mantenere una colonia felina è un costoso dono anche nell’interesse pubblico. E pure quando le amministrazioni danno un contributo, è ben modesto rispetto al servizio reso.

Un esempio speciale lo offre il centro di recupero della Lipu in via Aldrovandi, a Roma, unico per l’intera Regione. Gode di una sovvenzione di 120mila euro l’anno. Con questi soldi vanno mantenuti, medicati, all’occorrenza operati i 5mila animali accolti gratuitamente fra uccelli, mammiferi e rettili. Una media fra i 2 e i 20 ingressi al giorno d’inverno, anche 100 in primavera-estate. Nella cifra rientrano spese veterinarie e i compensi (mille euro) delle due esperte che sole portano avanti il centro, Francesca Manzia e Valentina Studer. Una settimana di vacanza a testa l’anno, aperto la domenica, sportello attivo anche per consulenze telefoniche.

Da Roma e da tutto il Lazio giungono rapaci impallinati dai cacciatori – aquile, poiane, gufi, falchi – ma anche cinghiali, più difficili da collocare. E ancora lupi, tassi, volpi, serpenti, tartarughe, passeri, istrici, ricci, piccioni. In primavera, caduti dai nidi, rondini, rondoni, balestrucci. Nonché gabbiani intossicati: mangiando rifiuti dalle nostre discariche capita che vengono recapitati con le zampe paralizzate, in stato confusionale.

Passaggio di consegne nel rispetto degli animali

By margherita, October 21, 2008 9:55 am

Tentiamo un passo indietro utile a definire le competenze su un tema, gli animali a Roma, che non abbraccia solo la tutela faunistica ma include impiegati, denaro pubblico, sanità. Nel bene e nel male, finora l’argomento ha avuto una vigorosa divulgatrice e protagonista: Monica Cirinnà, padrona di una scena che le è difficile abbandonare. Come ignorare, però, l’evidenza di una nuova gestione? Pur mantenendo viva la critica, urge che in nome dei diritti animali – delega che in troppi dimenticano – si favorisca un passaggio di consegne in nome di ragionevolezza e cooperazione.

Da mesi i canili municipali e convenzionati soffrono sulla scia di un generale blocco dei fondi. Sono seguite lentezze e incomprensioni che Bruno Cignini, attuale direttore dell’Uda, si dice desideroso di appianare nel rispetto dei lavoratori, ma senza prescindere da verifiche su sovvenzioni e regolarità delle strutture. Zoologo, oltre alla cura di cani e gatti promette maggiore attenzione alla straordinaria biodiversità capitolina: uccelli, mammiferi, rettili, pesci, insetti.
Sarebbe quindi prezioso stabilire collaborazione con le più serie associazioni zoofile, il cui contributo aggiungerebbe valore.

Laddove nei giorni scorsi la Lav si è espressa con un comunicato più politico che animalista, chiedendo la rimozione di Cignini (gesto senza precedenti, quando il passato ha offerto più robuste occasioni di contestazione) sarebbe peccato che De Lillo stabilisse rapporti privilegiati con questa o quella realtà, mentre verrebbe apprezzato come segno di correttezza e intelligenza la creazione di un cartello che unisca le migliori rappresentanze.

Dall’Enpa, che forse si sarà resa impopolare presso l’assessorato difendendo i cavalli delle botticelle, ma ha dato prova di coraggio e autonomia e offre esperto volontariato di guardia zoofila, fino alla Lipu, agli Animalisti Italiani valorosi nel controllo di zoo e parchi acquatici, al Comitato Verde Urbano esperto in alberi e nidi. C’è anche un movimento, il Partito Animalista Europeo, che ha sostenuto l’attuale giunta ma è si sempre espresso con schietta indipendenza.

Appello della Lipu contro la caccia in deroga ai piccoli uccelli protetti

By margherita, May 26, 2008 4:55 pm

Vi giro una petizione urgente, da firmare e far girare: la trovate sul sito della Lipu-Lega Italiana Protezione Uccelli. Mancano infatti venticinque giorni e trentamila firme per cercare di opporsi alla caccia in deroga a fringuelli, passeri e piccoli uccelli protetti:

VAI AL SITO DELLA LIPU www.lipu.it E FIRMA SUBITO !

In Italia milioni di
piccoli uccelli protetti
vengono uccisi legalmente!

Cambia il loro destino
con la tua FIRMA!

Aderisci alla petizione per l’abolizione, su tutto il territorio italiano, della caccia in deroga ai piccoli uccelli protetti in base all’articolo 9.1.c della Direttiva Uccelli.
Aiutaci ad abolire la pratica di abbattere, utilizzando una deroga a mero scopo di divertimento, milioni di piccoli uccelli.
Più siamo e più peso abbiamo per influenzare le decisione come questa, per un futuro in cui l’uomo e la natura possano vivere in armonia.

 LA CACCIA IN DEROGA
  Tre sono le possibilità di deroga previste dall’articolo 9.1 della Direttiva:
A) quelle concesse nell’interesse della salute e sicurezza pubblica, o per prevenire gravi danni all’agricoltura

B) quelle concesse per particolari scopi scientifici

C) quelle concesse per consentire detenzione, o altri impieghi monitorati, di determinate specie di uccelli e in piccolo numero.

Laddove, nella triste logica di anteporre a tutto gli interessi umani, le prime due deroghe possono avere un senso, le deroghe contemplate nel punto C sono inqualificabili e a esclusivo appannaggio dell’ingordigia venatoria. Grazie ad esse, si cacciano senza valide ragioni uccelli appartenenti a specie protette.
Si tratta, molto spesso, di piccoli animali protetti come i fringuelli, le peppole, i passeri.
Inoltre, come se non bastasse, lo si fa anche venendo meno ai dettami dello stesso punto C, che autorizza  la caccia solo su un numero assai contenuto di esemplari. Grazie alla libera interpretazione di tale deroga, sono invece milioni e milioni, ogni anno, i piccoli uccelli protetti abbattuti nelle varie regioni italiane, raggiungendo le punte massime in Veneto e in Lombardia.
Considerando tale dato nel contesto della già grave situazione italiana (alta densità dei cacciatori, specie in declino ancora cacciabili, altissima incidenza del fenomeno del bracconaggio, scarsa capacità di controllare i dati di caccia), si evince l’urgenza della necessità di sospendere, o meglio abolire, l’applicazione del punto C.
Ricordiamo che simili deroghe non sono che escamotage per estendere la caccia fine a se stessa, senza reali necessità, a uccelli non cacciabili. Vengono perciò attivate solo in nome di un indegno “divertimento”, e giustificate appellandosi a quello che da noi viene faziosamente definito “rispetto delle tradizioni”. Quando la stessa Corte di Giustizia Europea, attraverso tante sentenze, ha subordinato le tradizioni popolari venatorie alla conservazione della natura.

Laddove la caccia rimane una pratica barbarica, cerchiamo almeno di abolire quella ai fringuelli, ai passeri, alle peppole, ai piccoli uccelli protetti.

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