Vendere la pelle dell’orso
“Vendere la pelle dell’orso” è un modo di dire che sottintende il seguito: “prima di averlo ucciso”. Ovvero, avanzare richieste anzitempo, prima di aver compiuto l’opera. Ma di quale preciso significato si riveste una simile impresa – l’abbattimento del più grande predatore occidentale, che nell’immaginario assume in alternanza cordiali connotazioni da fumetto e minacciose sembianze di creatura selvatica? Quanto costa, la sua pelle? Chi è poi, l’orso da sacrificare a priori? E in nome di quale interesse? Siamo infine certi che si tratti di un buon affare?
Sono domande a cui possiamo, se ne avete voglia, cercare risposta insieme. Non solo nell’ambito dell’atteggiamento di noi uomini verso la natura e gli animali, tanto spesso all’insegna di un principio di sopraffazione dalla legittimità data per scontata, con cui già da tempo facciamo i conti, perlopiù senza saperlo. Ma anche in quella vasta piazza in cui si determinano scambi all’interno di una stessa, controversa specie: la nostra.